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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (19 giugno) #NewMusicFriday
Recensione: ULTIMO - "Il giorno che aspettavo"

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (19 giugno) #NewMusicFriday

Vol. 25-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

Nuova settimana estiva di uscite del venerdì. Una serie di brani dal sapore estivo, da Gianni Morandi e Alessandra Amoroso al ritorno della dominatrice delle hit Anna, fino all’urban colto di Madame. Buon Ascolto!

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

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Saul Williams – Voto 8,00  – Saul Williams, con Gonjasufi e Moor Mother, firma un’opera che dissolve i confini tra spoken word, jazz d’avanguardia, hip hop e ritualità sonora. Un flusso di coscienza musicale dove l’improvvisazione diventa metodo e visione. Ambizioso, magnetico, profondamente libero. Visionario.

Anna Castiglia – Voto 7,50  – Anna costruisce un equilibrio raro nel panorama contemporaneo, dove scrittura e arrangiamento dialogano senza sovrastarsi. Il retro gusto jazzy sostiene una narrazione che cerca analogie non banali, tra suggestioni amorose e immaginario pittorico. Il risultato è elegante, con una cifra autoriale già riconoscibile. Raffinata.

Anna and Vulkan  – Voto 7,50  –  Anna costruisce “Costa orientale” come diario sonoro privo di mediazioni metaforiche, dove la scrittura coincide quasi integralmente con il vissuto. L’impianto, tra chitarre e arrangiamenti acustici arricchiti da strumenti a fiato, restituisce un realismo emotivo che privilegia la prossimità rispetto alla forma. Elegantissima !

Chaka Khan – Snoop Dogg  – Voto 7,50  –  Chaka e Snoop firmano un brano che rilegge il funk come stato mentale prima ancora che come stile, sostenuto da una scrittura condivisa con Sia che punta dritta all’immediatezza. Master!  

Fabri Fibra – Pinguini Tattici Nucleari – Voto 7,00  – L’incontro tra Fabri Fibra e i Pinguini Tattici Nucleari sorprende più sulla carta che all’ascolto, ma trova una sua coerenza. Su una base che richiama certe architetture hip hop alla Kanye West (No Church in the Wild), Fibra affila le barre mentre i Pinguini alleggeriscono la tensione con la loro riconoscibile sensibilità melodica. Ibrida.

Fka twings – Lil Yachty – Voto 7,00 – FKA twigs e Lil Yachty costruiscono un incontro che funziona proprio nello scarto tra linguaggi: da un lato la materia elettronica visionaria e corporeo-distorta di twigs, dall’altro il rap più liquido e istintivo di Yachty. L’ibridazione non si risolve in sintesi, ma in attrito produttivo. Allucinata.

Johnny Marr – Voto 7,00  – Un equilibrio teso tra urgenza elettrica e riflessione sul rumore cognitivo del presente. Il tema del sovraccarico informativo trova una traduzione sonora coerente. Nel suo stile! 

Eels  – Voto 7,00  – Scrittura confessionale che mescola resa dei conti e tenerezza disillusa, con “Cap In Hand” a segnare un equilibrio tra autocritica e accettazione. L’orizzonte esistenziale si allarga senza diventare retorico, ma la forma musicale resta volutamente sobria.

Ibisco – Voto 7,00  – Ibisco plasma una coldwave dove tensione emotiva e ricerca timbrica si incontrano in un paesaggio sonoro denso e crepuscolare. Il tema della memoria digitale evita facili sociologismi e trova immagini efficaci. Atmosfera e scrittura procedono compatte.

Crossroad – Cler  – Voto 7,00  – Crossroad e Cler consolidano la loro alchimia sonora rielaborando Battisti in chiave club, trasformando Prendila così in una materia jazzy-chill più notturna che nostalgica. L’operazione funziona nella sua eleganza rarefatta e nella scelta di sottrarre anziché aggiungere. Notturna.

Whitemary – Elasi – Plastica  – Voto 6,75  – Whitemary, Elasi e Plastica firmano una traccia elettronica che intercetta l’estate senza inseguirne i cliché più ovvi. Groove, leggerezza e pulsazione dance convivono in un equilibrio dinamico, sostenuto da personalità ben riconoscibili. Solare! 

The Bausa  – Voto 6,75  – I The Bausa mettono a fuoco una disco estiva dal taglio funky, giocata su atmosfere da late night e una scrittura sonora che privilegia il corpo rispetto alla complessità. L’alchimia funziona nella sua immediatezza, anche se resta più evocazione che identità forte.

Berlina  – Voto 6,75  – Piglio funk-disco che guarda con chiarezza a un’estetica contemporanea già codificata, tra groove rassicurante e suggestioni soul-pop. Il risultato è efficace sul piano del mood, meno incisivo nella scrittura identitaria. Piacevole.

 

Jaime Rosso  – Voto 6,50  – Jaime traduce l’esperienza urbana in un’elettronica luminosa, dove il soundsystem londinese si apre a derive melodiche e vaporose. L’energia è costante, ma la scrittura sonora privilegia la superficie alla densità strutturale. Piacevole.

Daria Huber  – Voto 6,50  – Daria costruisce un pop concettuale che intreccia vulnerabilità e ripartenza, sostenuto da un impianto audiovisivo che unifica i singoli in un flusso filmico. L’idea regge più della sua effettiva tensione sonora, talvolta illustrativa.

Layana  – Voto 6,50  – Layana lavora su una ballata emotiva che mette a fuoco la persistenza affettiva come zona grigia, tra vicinanza fisica e distanza emotiva. La scrittura è lineare, centrata sull’empatia del tema. Delicata! 

Madame – Voto 6,50  – Madame intercetta l’estetica afrobeat più accessibile e la piega a un brano leggero, costruito per la circolazione estiva. L’immediatezza funziona, il ritornello resta, ma il beat appare derivativo e poco incisivo. La scrittura mantiene la personalità di Madame! 

Neima Ezza – Voto 6,50  –  Neima Ezza lavora su una scrittura autobiografica che torna alle origini con piglio diretto, trasformando la periferia in matrice identitaria più che in semplice sfondo narrativo. Il racconto della crescita regge per autenticità, anche se la forma rimane ancorata a schemi ormai consolidati del genere.

Tyla –  Voto 6,50  – Tyla continua a perfezionare una formula che unisce urban, pop e suggestioni afro in un equilibrio elegante e contemporaneo. La sensualità è misurata, il groove sempre controllato, con una produzione levigata che privilegia l’atmosfera all’impatto. Funziona, pur senza allontanarsi dalla comfort zone. Seducente.

Danny Ocean  – Voto 6,50  – Danny Ocean si muove lungo coordinate urban-latine ormai consolidate, puntando su ritmo, fluidità melodica e un’immediatezza ben calibrata. La formula non offre particolari novità, ma l’esecuzione è solida e mantiene intatta la capacità di coinvolgere senza forzature

Sano – Tutti Fenomeni – Voto 6,50  – Sano e Tutti Fenomeni confezionano un pop brillante che intreccia surf, post-ironia e immaginario distopico senza appesantirsi di significati programmatici. Il ritornello cattura, il racconto diverte, ma l’operazione resta più seducente nell’idea che nello sviluppo.

Nicola Siciliano – Voto 6,50  – Nicola riprende il suo lessico urban con una scrittura che cattura la sospensione delle notti estive, tra immediatezza emotiva e memoria condivisa. Il brano funziona nella sua dimensione atmosferica, meno nella costruzione di un vero scarto narrativo.

TYTO – C’mon Tigre – Voto 6,50  – Un equilibrio fragile tra deriva e resistenza, dove l’inglese e il giapponese non sono ornamento ma frizione semantica. L’impianto resta sospeso, quasi rarefatto, più interessato a suggerire che a risolvere. Affascinante nella sua sottrazione. Eterea.

OHLE – Voto 6,50  – Un intreccio di  elettronica e pop in una traccia dal profilo contemplativo, costruita attorno a una tensione interiore che cerca luce e riparo. L’atmosfera è curata e coerente, anche se l’impianto melodico fatica a lasciare un segno profondo. Suggestiva senza sorprendere. 

Anna – Voto 6,50  – Anna spinge verso coordinate dance-pop e clubbing dal respiro internazionale, affidandosi a un beat EDM muscolare e a un ritornello immediato. L’energia non manca e l’impatto è evidente, ma la formula appare costruita più sull’efficacia che sulla personalità.

Tommaso Paradiso –  6,50  – Pop d’autore con un’estetica da cartolina emotiva, dove l’infatuazione estiva diventa sequenza cinematografica fatta di dettagli pop e nostalgia lucida. La scrittura resta coerente al suo immaginario, ma tende a girare su se stessa e nei margini del suo stile. 

Gianni Morandi – Alessandra Amoroso  –  Voto 6,50  – Gianni e Alessandra giocano la carta dell’intrattenimento puro con una “Hit Parade” costruita su un pop immediato, luminoso e dichiaratamente radiofonico. La scrittura firmata Jovanotti e la produzione ne amplificano la scorrevolezza, senza però incidere davvero sul piano della sorpresa. Estiva! 

Pierdavide Carone & Martina Attili – Voto 6,50  – Un dialogo sentimentale credibile, sorretto da una scrittura sincera e da interpretazioni misurate. Il tema della separazione digitale coglie una fragilità contemporanea, anche se la narrazione procede senza particolari scarti espressivi. Delicata.

Luca Fol – Voto 6,50  – Synth-pop cantautorale che traduce il disagio contemporaneo in un lessico immediato, tra citazionismo e autoanalisi emotiva. L’equilibrio tra ironia e malinconia funziona, ma resta più evocativo che realmente risolto sul piano formale.

Francesco Renga – Giusy Ferreri – Voto 6,25  – Francesco e Giusy Ferreri costruiscono una ballad a due voci che si muove sul terreno del dialogo sentimentale sospeso, tra rimpianto e incomunicabilità. L’impianto melodico è solido e coerente con le rispettive identità, ma resta dentro un perimetro piuttosto prevedibile.

Trigno – Ermal Meta – Voto 6,25  – Trigno ed Ermal Meta costruiscono un cantautorato a due voci che riflette sull’imperfezione come condizione condivisa, affidandosi a una scrittura dichiarativa più che realmente problematica. Il messaggio è limpido, la resa resta entro binari rassicuranti.

Epoque – Voto 6,25  – Epoque si muove su un afrobeat urbano pensato per la stagione calda, leggero nella struttura e immediato nell’impatto. Il brano privilegia la fruizione rapida e il mood, senza però incidere davvero sul piano identitario o compositivo. Rinfrescante.

rob – Finley – Voto 6,25  – rob e Finley costruiscono un pop-punk levigato che rilegge l’immaginario anni Duemila in chiave contemporanea, puntando su immediatezza e riconoscibilità. Il messaggio di leggerezza funziona, ma resta ingabbiato in una forma piuttosto prevedibile.

Odd Socks –  Voto 6,25  – Gli Odd Socks traducono l’inquietudine quotidiana in un alternative rock diretto e senza sovrastrutture. Il riff sostiene con efficacia una scrittura immediata, capace di restituire il senso di stanchezza e resistenza che attraversa il brano. Solido nell’impatto, meno nella profondità.

TiBi – Voto 6,25  – TiBi confeziona una bossa-pop contaminata da accenti urban e rap, leggera nella forma e sentimentale nel contenuto. Il racconto dell’innamoramento come perdita di equilibrio trova una dimensione spontanea, ma senza sviluppare una vera identità espressiva.

Giin – Voto 6,25  – Giin lavora su un pop emotivo con un tiro rock che utilizza Roma come specchio ambivalente, tra attrazione e rigetto.

Il Cairo – Voto 6,25  – Il Cairo espande il suo universo sonoro attraverso una scrittura intimista piena di ricordi d’infanzia che emergono con delicatezza dentro una ballata estiva dai toni ovattati. Atmosfera e sensibilità convincono più dell’impatto melodico. Nostalgica.

Golconda – Voto 6,25  – Golconda costruisce un cantautorato ibrido che tenta la sintesi tra narrazione esistenziale e impronta declamatoria, cercando nella marginalità una chiave universale. 

Dea Culpa Ciao sono Vale – Voto 6,25  – Un afrobeat dalle tinte mediterranee a una scrittura sentimentale che oscilla tra abbandono e dipendenza affettiva. L’idea di coppia artistica aggiunge densità, ma il brano fatica a trovare una sintesi davvero incisiva.

Beatrice Quinta – Voto 6,00  – Beatrice incanala ansia e autoironia in un pop luminoso che gioca con l’eccesso e la citazione generazionale senza perdere immediatezza. L’attitudine performativa regge più della scrittura, che talvolta si affida a immagini già consumate.

SEM&STÈNN  – Voto 6,00  – SEM&STÈNN costruiscono un dance-pop tra richiami techno e derive hyperpop dichiarate ma non sempre realmente spinte fino in fondo. L’energia c’è, ma la scrittura sonora resta più controllata che istintiva. Un po’ troppo Soft Cell! 

Greimos  – Voto 6,00  –  Greimos costruisce un urban estivo che lavora sul registro della relazione sospesa, tra ritorni mancati e chiusure mai davvero definitive. La produzione sostiene un mood notturno coerente, mentre la voce graffiante prova a dare identità a un impianto piuttosto codificato.

Ultimo – Voto 6,00  –  Ultimo resta saldamente nel territorio che conosce meglio: pianoforte, assoli di chitarra, crescendo emotivo e parole pensate per la coralità degli stadi. Il brano funziona come estensione del suo repertorio, senza deviazioni o sorprese. Efficace per il concertone. Prevedibile.

DrefGold – Voto 5,00  – DrefGold prova a ricalibrare il proprio immaginario verso derive cloud e rage, cercando un respiro più internazionale ma senza trovare una reale coesione tra intenzione e risultato. L’evoluzione resta più dichiarata che compiuta, con un’identità che si sfuma anziché rinnovarsi. Confusa.
 

Gemelli Diversi – Voto 4,00  – I Gemelli Diversi riattivano il loro pop-dance con venature rap da manuale, più funzionale al palco che alla scrittura. Il brano vive di automatismi estivi e nostalgia da repertorio, senza veri scarti espressivi. Prevedibile e levigato. Fuori tempo massimo. 

Lolipop – Voto 4,00  – L’operazione tenta di riattivare l’estetica early 2000s con una produzione di taglio dance-pop firmata in chiave funzionale, ma l’effetto complessivo resta più nostalgico che realmente rielaborato. Il ritorno si appoggia a un immaginario già sedimentato, senza trovare un’urgenza nuova. Era proprio necessario???

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