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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (24 aprile) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-17-2026

Vol. 17-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì. 

46 canzoni che partono da, Kehlani e Usher che incrociano l’R&B con eleganza levigata, passando per i Duran Duran e Nile Rodgers riattivano il disco-funk come grammatica del dancefloor, mentre Miss Grit e Tricky spingono l’ascolto verso territori più obliqui e notturni. Come al solito un po’ per tutti i gusti! 

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

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Kehlani – Usher  – Voto 7,50 – Kehlani e Usher rientrano nel lessico più levigato dell’R&B, tra sensualità controllata e memoria early 2000. Il brano scorre con eleganza quasi automatica, affidandosi a una grammatica consolidata. Raffinato, calibrato, avvolgente! 

Tricky -Marta – Voto 7,25 – Tricky riattiva la propria ombra con Marta Złakowska, senza indulgere in memorie. Out of Place è una riaffermazione più che un ritorno: scarna, obliqua, fedele alla sua grammatica. Suggestiva e coerente.

Miss Grit  – Voto 7,25 – Miss Grit costruisce un cosmo sonoro tra synth chirurgici e chitarre fratturate, oscillando tra dream-pop e noir trip-hop. Introspezione ansiogena più che catarsi, un’eleganza sperimentale che seduce.

Duran Duran – Nile Rodgers – Voto 7,25 – Duran Duran e Nile Rodgers riattivano un’intesa rodata, tra disco-funk levigato e scrittura immediata. La chitarra di Rodgers imprime dinamica a un uptempo costruito per il dancefloor, mentre il tema dell’amore resta in una bolla protetta. Classe intatta, rischio minimo. Si balla! 

Foo Fighters – Voto 7,00 – I Foo Fighters restano fedeli a una grammatica rock solida e ben cesellata, con un brano preciso e compatto. L’esecuzione convince per mestiere, ma manca quella spinta primordiale che li rendeva immediatamente incandescenti. Controllato, efficace ma meno viscerale

Poppy Ackroyd Voto 7,00 – Poppy riduce il campo a pianoforte e violino e ne esplora le frizioni fisiche. Il montaggio conserva scarti e imperfezioni, cercando una verità non rifinita. L’intenzione è nitida, controllo rigoroso, emotività. Cesellato!

Frankie hi-nrg mc – Jovanotti – Voto 7,00 – Frankie e Jova da appassionati ciclisti trasformano la bicicletta in una metafora esistenziale, tra slancio e resistenza. Il brano scorre con naturalezza, sostenuto da un’intesa che privilegia il racconto rispetto all’effetto. L’idea è semplice ma ben calibrata, senza forzature retoriche. Divertente… Pedalate !!! 

Frah Quintale – Voto 7,00 –  Frah Quintale osserva il post-rapporto con lucidità disillusa, trasformando Aranciata in un esercizio di difesa emotiva che si crede risolutivo e invece rivela fragilità. L’arrangiamento sostiene il racconto senza sovraccaricarlo, lasciando emergere un retrogusto amaro coerente con il tema. Stiloso! 

Birthh – Voto 7,00 – Birthh costruisce un flusso emotivo che oscilla tra urgenza e presa di posizione identitaria. Il brano si muove tra pop contemporaneo come gesto di autodeterminazione, trasformando la solitudine in scelta più che in mancanza. Energia e consapevolezza si intrecciano senza irrigidirsi. Determinato!

Juli – Fulminacci  – Voto 7,00 – Juli e Fulminacci lavorano su un pop cantautorale di impostazione classica, dove la melodia guida senza deviazioni. La scrittura mantiene una sua finezza. Fulminacci presidia con mestiere, dando equilibrio a un incontro che funziona senza forzature. Garbato!

Dimartino  – Voto 7,00 – Dimartino intreccia Lorca in “Agua, ¿dónde vas?”, dove il flusso dell’acqua diventa metafora del tempo e della perdita. Archi e coro femminile costruiscono una dimensione rituale e corale. Cantautorato e astrazione si bilanciano con misura. Elegante

Mannarino – Voto 7,00 – Mannarino lavora su una sospensione emotiva che diventa condizione esistenziale, dove i legami si definiscono solo nel loro continuo sfaldarsi. Per un po’ d’amore osserva il presente come spazio intermittente. Il tappeto ritmico pulsante sostiene una riflessione che resta aperta, senza chiusure consolatorie. 

Anna and Vulkan- Voto 7,00 – Anna intreccia italo-disco e suggestioni mediterranee e mediorientali in una tensione emotiva tra desiderio e distanza. “Miez o’ viento” trasforma l’incompiuto in forza, tra malinconia e movimento che contraddice la fragilità del racconto. Talentuosa! 

Fimiani – Voto 7,00 – Fimiani intreccia disco, funk e house anni ’90/2000 con influenze latin e jazz in un groove caldo e rituale. La Isla Respira costruisce un’isola sonora fisica e luminosa, dove brass e piano soulful definiscono un’identità danzante e coerente. Solido

Disco Club Paradiso – Voto 6,75 – Disco Club Paradiso costruiscono Chiara su un funky retrò aggiornato da una produzione dinamica, tra leggerezza e attrito emotivo. Il brano fotografa la coppia come spazio che stringe e respinge, oscillando tra ironia e lucidità quotidiana. Riconoscibile, coerente, senza forzature.

Lunatropica Voto 6,75 – Sole fisso e tempo slabbrato. I Lunatropica costruiscono una deriva termica più mentale che sonora. “Caldo” evita picchi, preferisce una stasi ipnotica che seduce ma non incide sempre. Buona atmosfera. Eleganza cinematografica retrò.

Dov’è Liana – Voto 6,75 – Dov’è Liana si muovono su un’elettronica lucidissima che strizza l’occhio al french touch, intrecciando lingue come stratificazione identitaria. L’effetto è elegante, quasi levigato. Raffinato, leggero. Sospeso!

Tresca Y Tigre – Voto 6,75 – Tresca Y Tigre lavorano su una dissacrazione dell’agonismo contemporaneo, tra ironia e disincanto. Il groove è fluido, ibrido quanto basta, ma l’irriverenza tende a stemperarsi in una cifra ormai riconoscibile. Piacevole, non spiazzante. Scanzonato.

C’mon Tigre – Perry Maysun  – Voto 6,75 – C’mon Tigre con Perry Maysun costruiscono un paesaggio sonoro obliquo, dove alt hip hop e ricerca timbrica si intrecciano. Driver Idle traduce il disorientamento contemporaneo in una forma fluida, più evocata che affermata. Ipnotico

 

Nerissima Serpe – Night Skinny  – Voto 6,50 – Nerissima lavora su un realismo asciutto, senza abbellimenti, mentre Night Skinny costruisce un beat essenziale che sostiene senza invadere. Il racconto scorre diretto, con un’intensità controllata che sorprende proprio per sottrazione. Un incontro riuscito, senza retorica. 

Mario Rossi Fa Rap – Voto 6,50 – Una analisi dell’opinionismo contemporaneo con taglio hip hop, guidato da un basso prominente che struttura il racconto. Il ritornello apre a una dimensione più melodica, dove tastiere e cori alleggeriscono l’impianto, senza smorzarne la funzione critica. Coerente! 

Umarell – Voto 6,50 – Umarell mette a fuoco un passaggio identitario sospeso tra nostalgia e costruzione del sé. Il racconto del ventenne diventa cronaca di una mutazione lenta, più emotiva che narrativa. L’idea regge. Intimo, in divenire

ceneri – Voto 6,50 – ceneri costruisce un paradosso emotivo in cui Panico disinnesca il titolo attraverso una scrittura soffusa e una voce eterea. Il contrasto tra forma e contenuto amplifica il tema della riconciliazione dopo la frattura, senza mai scivolare nel patetico. Intimo, controllato. Delicato.

Schiuma  – Voto 6,50 – Schiuma traduce l’ansia del presente in un pop alternativo dal tono consolatorio, dove la scrittura punta alla sincerità più che allo scarto. Il tema dell’autodeterminazione emerge. Funziona per aderenza emotiva.

Amarene – Voto 6,50 –  Amarene mette in scena un corpo che interrompe il silenzio, trasformando la somatizzazione emotiva in scrittura pop. L’equilibrio tra forma e ferita è convincente. Matura

Federica Carta – Voto 6,50 –  Federica costruisce un pop emotivo scritto con Fasma e prodotto da GG, dove lavora su una ripetizione affettiva che diventa stato mentale più che narrazione. La domanda resta sospesa, senza soluzione, ma con una sua coerenza interna. Intimo.

Senza Cri – Voto 6,50 –  Senza Cri costruisce un pop contemporaneo che gioca sull’asse forza e vulnerabilità. I synth guidano un ritornello liberatorio, mentre la produzione di Stabber cesella le dinamiche senza sovraccaricarle. Il riferimento al kintsugi funziona come chiave simbolica, anche se piuttosto esplicita.

eroCaddeo – Voto 6,50 – eroCaddeo lavora sulla distanza come sedimentazione emotiva, dove il luogo diventa memoria attiva più che spazio fisico. Il racconto della crescita si muove tra abitudini che cambiano e presenze che restano sospese, senza mai davvero risolversi. Non male gli arrangiamenti e i retro suoni della tromba. 

Krizia  – Voto 6,50 – Krizia con Cry lavora sull’incomunicabilità attraverso una scrittura intima, quasi fotografica, sostenuta da sonorità d’oltreoceano che ampliano il perimetro emotivo. L’idea è chiara e funziona! 

Ciliari – Voto 6,50 – Ciliari firma una summer alternative che tiene insieme scarto emotivo e impulso liberatorio. Gange trasforma la nostalgia in rito ironico di purificazione mancata, mentre l’arrangiamento si apre fino a un ritornello corale dal respiro leggero anni sessanta! 

Noah Kahlan – Voto 6,50 – Noah è destinato a scalare le classifiche mondiali con il suo pop folk levigato e ambizioso, calibrato per la grande esposizione ma privo di reali scarti identitari. La scrittura è efficace, la resa impeccabile, ma l’impressione è quella di un linguaggio già pienamente codificato. Professionale ma prevedibile!

Giorgieness- Voto 6,50 – Giorgieness intreccia scrittura cantautorale e urgenza civile in Blocchiamo Tutto, dove la canzone diventa atto di esposizione più che semplice forma. Il brano si muove dentro una tensione etica esplicita, tra intimità e resistenza condivisa.

rob – Voto 6,50 – rob è brava, mostra controllo e presenza, con un tiro calibrato che conferma identità. Il problema è la traiettoria: resta su coordinate già battute, senza deviazioni che ne allarghino il raggio. Funziona, ma chiede più rischio per evitare la ripetizione. 

Stunt Pilots – Voto 6,50 – Un’ibridazione aggressiva tra club culture e retaggi punk. L’energia è dichiarata, la resa sonora più teorica che realmente incendiaria. L’idea di corpo prevale sull’ascolto, ma l’impatto non sempre coincide con la promessa. Un po’ troppo reference Prodigy!

Euroclub – Voto 6,50 – Il collettivo costruisce “LIKE THAT” su un impianto energico e dichiaratamente ibrido, dove basso profondo e groove serrato sostengono una spinta electro-industrial con innesti big beat. L’attitudine è spavalda, più dichiarata che realmente sovversiva, Compatto. Reference tra Run Dmc, Jason Nevins Prodigy e FatBoy Slim!

Muse  – Voto 6,25 – Muse confermano una scrittura rock ormai codificata, impeccabile nella resa ma priva di scarti reali. L’impianto è funzionale, costruito con precisione, ma si muove dentro una prevedibilità che ne smorza l’impatto. Solido, ma senza sorpresa.

Meghan Trainor – Voto 6,25 – Anche Meghan scivola sul dancefloor con un pop levigato e funzionale. Il brano fila senza attriti, sostenuto da un groove ordinato, ma resta privo di scarti che lo rendano memorabile. Piacevole nell’immediato, meno nel tempo. 

Icona Pop – Voto 6,25 – Icona Pop attraversano la dancefloor con un’euro disco sintetica e levigata, dove synth e pulsazione elettronica costruiscono un movimento immediato ma poco rischioso. L’impianto funziona nella sua linearità, senza però lasciare veri scarti o deviazioni.

Nemesi – Voto 6,25 – Nemesi scava nella solitudine senza compiacersene, la osserva mentre si fa abitudine. Agave lo sa evita catarsi e risposte facili, resta sospeso, quasi irrisolto. Scrittura lucida, ancora acerba dove dovrebbe ferire di più.

Fares – Voto 6,25 – Fares costruisce una ballata sentimentale che tenta la sintesi tra dolcezza e resa. Primavera nasce già posticipata, più memoria del collasso che vero presente emotivo. L’idea regge, l’esecuzione resta prevedibile, senza scarti reali. Ordinato, ma tiepido.

Aaron – Voto 6,00 – Aaron prova a tradurre la retorica del successo in parabola notturna, tra attrazione e consumo. Falene insiste su un concetto noto senza scalfirlo davvero, rimanendo dentro una scrittura prevedibile. Intenzione chiara, esito poco rischioso.

Benji & Fede- Voto 6,00 – Benji & Fede inseguono un pop sentimentale fuori asse, tra ironia e accumulo emotivo. Il flusso cresce senza trovare un vero centro, sostenuto da un groove rétro che strizza all’estetica di Harry Styles senza rielaborarla davvero. L’identità resta derivativa. Transitorio? 

1 44 9 8 – Voto 6,00 – 1 44 9 8 mette a fuoco la tirannia dei numeri e il brusio delle opinioni. Produzione asciutta, idea chiara ma sviluppo lineare. La critica al sistema al centro. Onesto

Diss Gacha – Sala – Low-Red – Voto 6,00 – Diss Gacha, Sala e Low-Red costruiscono un racconto a due velocità, tra sospensione iniziale e switch centrale che vira verso il banger. L’alternanza funziona come dispositivo narrativo, meno come reale sorpresa. Il gioco tra lusso e street resta codificato. Dinamico, ma prevedibile. Non male il beat! 

Dani Faiv – Tony 2 Milli – Voto 5,00 – Dani Faiv e Tony 2Milli provano a trasformare l’esperienza a Pechino Express in materia rap, ma “IN TV” resta un esercizio di superficie. Tra punchline e autocelebrazione, l’ironia non incide e il contrasto evocato non si traduce in visione. 

VillaBanks – Voto 5,00 – VillaBanks resta intrappolato in una comfort zone di cliché trap e reggaeton, senza reali deviazioni di linguaggio o immaginario. L’impianto sonoro non basta a compensare una scrittura che procede per formule già consumate. Ripetitivo, poco incisivo. Sempre uguale! 

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