In un giorno che si è aperto con la notizia dell’attacco Israele-Usa all’Iran, va in scena l’ultima serata di un Festival che non ha fatto clamore, anestetizzato a tratti, senza infamia né gloria.
Finalmente verrà decretato il brano vincitore della kermesse. Che vinca la canzone migliore.
Bennato cantava “sono solo canzonette” e nell’ ordine del mondo, mai frase è sembrata più vera.

LE PAGELLE E COMMENTI
30 – EDDIE BROCK “Avvoltoi”
La grande delusione di questo Festival, un Icaro che ha volato troppo vicino al sole. “Avvoltoi” ha tutto per fare bene aperture e chiusure, chitarre in prima a scandirne i ritmi, tuttavia si riduce al rimando di qualcosa di già sentito, un brano di una band meneghina ben conosciuta dal pubblico. Poteva fare meglio.
Voto: 4
29 – MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE -“La felicità e basta”
Maria Antonietta convinceva di più ai tempi di Saliva, ma lo sappiamo che si cresce e , crescendo, si cambia. In coppia con Colombre portano “La felicità e basta” è un brano di musica leggera (per citare i loro amici Colapesce e Dimartino), che riesce a farti ondulare cercando di capire come fare una rapina per prendersi la felicità e basta. Voto: 6
28 – ENRICO NIGIOTTI “Ogni volta che non so volare”
Enrico si appoggia a Pacifico, sonorità che ricordano il film Disney Luca con aperture ariose grazie ad archi, su cui si incastra Enrico. Un brano senza un vero e proprio ritornello da cantare. Non è sicuramente “Nonno Hollywood” ma Nigiotti, grazie a Pacifico, fa una discreta prova in questo Sanremo.
Voto: 6.50
27 – DARGEN D’AMICO “AI AI”
Vecchia scuola del rap, abbandonando le musicalità di onde decisamente più alte. Dargen si presenta con un brano che necessita di più ascolti per essere masticato. Voce dritta, che rende chiari e comprensibili le parole, dimostrando che il suo lo sa fare bene.
Voto: 6
26 – MARA SATTEI “Le cose che non sai di me”
La partecipazione di Mara Sattei a questo Festival è passata in sordina un po’ come “Le cose che non sai di me”. Un brano a tratti pomposo, anche un po’ trombone, con richiesta di grandi gorgheggi vocali non necessari.
Voto: 4
25 – TREDICI PIETRO “Uomo che cade”
Primo Sanremo per il figlio di Morandi, che tenta la via con un classy-flow. Barre serrate per poi esplodere su un ritornello sicuramente efficace. Il brano non è malvagio, ma quello che rimane nelle orecchie di questo “Uomo che cade” è veramente poco. Bravo eh, ma si può dare di più.
Voto: 4
24 – LUCHÈ “Labirinto”
anche qui niente, non mi convince niente. Un testo al limite di un tema elementare con rime forzate, un ritornello che è un tracciato asistolico. Luchè poteva fare meglio, doveva – in qualche modo- fare meglio. Ci prova a rialzare le piume in questa ultima sera, con scarsi risultati.
Voto: 3,00
23 – FULMINACCI “Stupida fortuna”
Sarà la sua strafottente apparenza, sarà che in repertorio ha brani decisamente più incisivi, ma questa “Stupida fortuna” è un indie che strizza l’occhio al pop, che strizza l’occhio all’indie. Il risultato è una canzonetta orecchiabile che verrà cantata il lunedì mattina in circonvallazione a Milano, in mezzo al traffico.
Voto: 5,00
22 – MICHELE BRAVI “Prima o poi”
Ricordo ancora quel piccolo capolavoro de “Il diario degli errori”, ecco “Prima o poi” poco ci azzecca. Un brano strutturalmente teatrale al punto di rasentare il melodrammatico. Sicuramente Michele toglie qualche sovrastruttura nell’interpretazione della finale. Introspettivo quanto basta, struggente più di quel che basta.
Voto: 4.50
21 – SAMURAI JAY “Ossessione”
Niente, non mi piante nulla di questo brano. Sicuramente sfonderà come hit delle scuole di ballo di gruppo cn la signora Pina in prima fila muovendo la sua anca con protesi. Effimero e parzialmente inutile. Avevamo bisogno ancora di questi mix regaetton e latini? : Credevo che il peggio degli anni 2000 ce lo fossimo lasciati alle spalle…. invece.
Voto: 3,00
20 – FEDEZ & MASINI “Male necessario”
Il neanche tanto strano duo ci aveva già edotto l’anno scorso durante la serata cover della loro capacità di fondersi. Tornano in gara con “Male necessario” un mash up delle loro rispettive storie che, in qualche modo, hanno avuto dei dolori simili. Un’operazione musicale a tavolino sembrerà, eppure l’alchimia sul palco è abbastanza evidente. Il brano si regge bene sia per la voce riconoscibilissima di Masini che per le barre di Federico, che come penna sa ancora farci.
Voto: 6.50
19 – LEVANTE “Sei tu”
Claudia scrive, questo lo sanno tutti. Claudia è un’ottima cantante, cosa nota ai molti. Torna al Festival con “Sei tu” sicuramente meno potente delle precedenti produzioni sanremesi. Tuttavia l’apertura ariosa del ritornello fa sorprendentemente lacrimare lo stupore. A conti fatti Levante ha fatto il suo, ha scritto e cantato un buon brano con un’ottima interpretazione.
Voto. 6,50
18 – SAYF “Tu mi piaci tanto”
Mi piace sbagliarmi, avevo sottovalutato “Tu mi piaci tanto”. Un brano diesel che deve essere masticato in qualche modo. Scanzonato quanto basta, fotografia del’Italia che fu ma anche che è. Voto: 7,00
ARISA “Magica favola”
Un gran ritorno per Rosalba. “Magica Favola” è un gran classicone, un brano cucito sartorialmente che si sposa perfettamente con il Festival. Il resoconto della sua vita, con archi in secondo piano che si aprono nel ritornello. Poco radio friendly e poco appeal emotivo a parte, sicuramente mette in luce tutte le qualità vocalità di Arisa.
Voto: 6.50
16 – NAYT “Prima che”
Dopo due ascolti inizi ad apprezzarlo al terzo ti muovi istintivamente sul flow di “Prima che”. Nayt colpisce per la sua capacità di essere sempre a fuoco, senza orpelli o fantasanremo collaterale. Sicuramente una piccola chicca. Non vincerà ma un buon punto di inizio.
Voto. 6,50
15 – DITONELLAPIAGA “Che fastidio!”
Sicuramente limite mio, ma non sono bastati enne ascolti per farmi digerire “Che Fastidio!” . Sicuramente un buon groove, ma sembra il frutto di un’allucinazione collettiva. Testo irriverente e provocatorio ma anche qui, il festival delle banalità che un po’ danno fastidio.
Voto: 5,00
14 – ERMAL META “Stella stellina”
Forse uno dei testi migliori del Festival, forse mai come oggi servirebbe ricordare, vedere, sentire. Tralasciando l’impatto emotivo, “Stella stellina” vede un arraggiamento arabeggiante che seppur coerente con il tema, non lo valorizza pienamente, detonandone la potenza. I riferimenti alla primavera (araba) potevano essere sicuramente meno evocativi, con onèri e onori che ne derivano. Voto: 7,00
13 – ELETTRA LAMBORGHINI “Voilà”
Elettra ha fatto parlare più per i festini “bilaterali” che per il brano in gara. Effettivamente del brano c’è poco da dire: effimero, evanescente, neanche il riferimento alla Carrà è riuscito a salvare “Voilà”. Arriva e se ne va “Voilà” grazie e per carità.
Voto: 3
12 – SAL DA VINCI “Per sempre sì”
Prenotato per le prossime cerimonie da qui a capodanno dell’anno prossimo, Geolier che spinge al voto la sua Napoli. Il brano musicalmente ricorda a tratti la sigla del programma tv “Il Boss delle cerimonie” (appunto verrebbe da dire). Vincerà il nazional popolare?. Un neomelodico, dopo tutto, è quasi per sempre. Tuttavia, per chi deve scriverne, il brano risulta parecchio insipido.
Voto: 4,00
11 – PATTY PRAVO “Opera”
Brano pomposo, pesante come i vestiti fatti indossare a Patty durante le serate del Festival, il tutto imbalsamato intorno ad un’unica parola e alla prerogativa di canto costruito di questa: opera, appunto. Caccamo ce lo ricordavamo saper scrivere meglio di così, Patty Pravo è Patty Pravo ed è una mestierante. Iconica lei, il brano proprio no.
Voto: 5,00
10 – SERENA BRANCALE “Qui con me”
Prima del Festival era la favoritissima. Sicuramente un brano intimo, emotivo ed evocativo. Un brano diverso da “Baccalà” e “Anema e core”. Un ritornello con un buon impatto sonoro, in cui la voce di Serena prende il volo. Quello che si può definire un brano sanremese fatto e finito.
Voto: 6.50
09 – LDA & AKA 7EVEN “Poesie clandestine”
Un compendio di vacue inutilità in chiave neomelodica dal ritmo latino. Un “Anema e Core” venuta malissimo. Qui sarebbe bastato un solo ascolto eppure, le eliminazioni purtroppo non sono più previste da tempo al Festival.
Voto: 3,00
08 – J-AX “Italia starter pack”
Un Avicii in chiave country, eppure a parte le classiche banalizzazioni sul nostro bel paese con immagini neanche troppo innovative. Sicuramente “Italia starter pack” è un brano scanzonato, irriverente quantomeno differente dalla mole di classiconi propinati quest’anno dal Festival… e comunque è vero Ax serve un po’ di culo sempre.
Voto: 5.50
07 – TOMMASO PARADISO “I romantici”
Tommaso fa Paradiso, sicuramente ben lontano dall’esibizione de “l’Ultima luna” della serata cover. Un brano che è il banale copia e incolla di altri brani del suo repertorio che puntano tutto su un ritornello facile da memorizzare, “spero che ti arriverà una musica dolce” … una slogan hit che strizza l’occhio alla radio. Senza infamia e senza lode.
Voto: 6,00
06 – MALIKA AYANE “Animali notturni”
Mi dispiace, ho profonda stima per Malika, eppure “Animali Notturni” è il chiaro esempio di un brano sbagliato, non carato sull’artista che deve performarlo. Vocalmente non la sua migliore performance in queste serate. Non convince mai fino in fondo.
Voto: 5,00
05 – LEO GASSMANN “Naturale”
Brano sottotono per Leo, testo piuttosto banale malgrado le quattro firme. “Naturale”, purtroppo, ad ogni ascolto risulta sempre un po’ più noioso. C’è poco da dire, credo che proprio sia stato tutto sbagliato per Leo Gassman.
Voto 4,00
04 – BAMBOLE DI PEZZA “Resta con me”
Bambole di Pezza – “Resta con me”. Uno dei pochi brani che mi ha conquistata dal primo ascolto. Non chiamiamolo un brano rock per carità, le Bambole di Pezza hanno scritto brani ben più disturbanti. “Resta con me” è un bel brano pop, con un crescendo che esplode nel ritornello tutto da cantare: “resta con me in questi tempi di odio” mai più vero come in quest’ultima serata. Sicuramente le underdog del Festival.
Voto: 7,50
03 – RAF “Ora e per sempre”
Mi aspettavo di più, qualcosa di diverso? Nì. Raf fa Raf. Non sarà un tormentone come “Cosa resterà di questi anni 80”, ma i tempi sono diversi. Il brano in gara, al terzo ascolto, sembrerebbe la stessa minestra riscaldata che non va bene ora e per sempre. Merito comunque all’apertura ariosa del ritornello che si appiccica bene addosso, facendosi cantare. Un brano timido, completamente nella sua zona di comfort.
Voto 6,00
02 – CHIELLO “Ti penso sempre”
Sonorità che richiamano le prime band indie, non ho ancora capito se Rocco sia un Lauro che non ce l’ha fatta. La canzone di per sè dopo tre serate, risulta carinamente melensa, tuttavia il sapore che lascia in bocca ha poco più del semolino.
Voto 5,00
01 – FRANCESCO RENGA “Il meglio di me”
Francesco Renga – “Il meglio di me”. Dopo tre ascolti possiamo concludere che il brano portato in gara da Renga oltre che un prova di vocalità, lascia poco spazio a qualcosa di nuovo. Sicuramente non il meglio a cui Francesco ha abituato il pubblico, basti pensare all’album Tracce. Un brano pesante sia nella sequenza armonica che nella ricerca di virtuosismo.
Voto 4,00
IL VOTO
33% SALA STAMPA, TV e WEB, 33% RADIO e 34% TELEVOTO)
OSPITI
ANDREA BOCELLI – “Il mare calmo della sera” – “Con te partirò”
Suzuki Stage: POOH – “Uomini soli”
Nino FRASSICA
Costa Toscana: MAX PEZZALI – “Come mai”/“Nessun rimpianto”
Gino Cecchettin