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TIZIANO FERRO: San Siro è sempre casa sua [Scaletta e Gallery]

San Siro e Tiziano Ferro si conoscono da prima che suonare negli stadi diventasse la nuova normalità del pop italiano. Era il 2015 quando ci salì la prima volta, in un momento in cui quella scelta aveva ancora il peso specifico di una scommessa e di un traguardo.

Quell’evento ha rappresentato un qualcosa di più profondo nel rapporto tra Tiziano Ferro e il pubblico italiano, un contratto emotivo che dura da un quarto di secolo e che stasera trova la sua forma più grande.

“Stadi 26” nasce come tour celebrativo dei 25 anni di Xdono, il singolo del 2001 che lo ha portato fuori da Latina e dentro le case di mezzo paese. Ma chiamarlo celebrativo rischiah di suonare troppo commemorativo, troppo da greatest hits, e Ferro ci tiene a non essere catalogato così.

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Alle 21:00 nuvole rosa sul fondo, scale da salire e da scendere su una scenografia che ricorda Escher per iniziare la scaletta da 32 brani costruita per San Siro.

Una mossa precisa: apre con tre pezzi di fila dall’ultimo disco, Sono un grande, Cuore rotto, Fingo e spingo. È un atto di fiducia nel nuovo materiale, o forse una scommessa. Il pop più urban di “Sono un grande” fa da apripista e forse funziona più dal vivo, in uno stadio, che sul disco. Poi entra Accetto miracoli, e la temperatura cambia ed esce l’emotività di Tiziano. Accetta miracoli questa sera!

La differenza tra me e te e Olimpiadi. E poi … il regalo: XXdono, il centro inevitabilmente dello show e per questo arriva Lazza.

Il contrasto generazionale funziona meglio sul disco che live. Due mondi che si toccano. Il pop da stadio di Ferro e il rap di Lazza che condividono lo stesso spazio senza che nessuno dei due si senta fuori posto. Non perfetta ma al suo pubblico poco interessa. Canta e balla!

Da qui in poi è un’archeologia affettiva pura: Il regalo più grande, Ti scatterò una foto, Sere nere, Non me lo so spiegare, L’amore è una cosa semplice. Canzoni che le persone conoscono parola per parola, e lo dimostrano. C’è sempre il rischio, in questi format da stadio, che il visual design, le luci, i maxi-schermi diventino il concerto e le canzoni la colonna sonora. Ferro sceglie l’altra strada: la scaletta è costruita per far cantare, non per stupire.

Il top è già sparato, va bene. La seconda parte da Destinazione mare in poi comunque si muove lo stesso anche se con qualche mah (Balla per me mi lascia un po’ perplesso).
Ed ero contentissimo, Imbranato e E fuori è buio rimettono subito le cose al suo posto.

Tiziano Ferro ha costruito la sua carriera su un’idea precisa di cosa significhi fare pop in Italia: senza ironia, senza distacco, con una sincerità che in certi momenti rasenta l’incoscienza. Non è un artista che si difende dall’emozione, e il pubblico lo sa. San Siro stasera non è solo piena: è presente, nel senso più fisico del termine.
E domani si replica…

LA SCALETTA

Sono un grande (Sono un grande, 2025)
Cuore rotto (Sono un grande, 2025)
Fingo e spingo (Sono un grande, 2025)
Accetto miracoli (Accetto miracoli, 2019)
La differenza tra me e te (L’amore è una cosa semplice, 2011)
L’olimpiade (Rosso relativo, 2001)
XXDono (Sono un grande Deluxe, 2026) con Lazza
Il regalo più grande (Rosso relativo, 2001)
Ti scatterò una foto (Nessuno è solo, 2006)
Hai delle isole negli occhi (L’amore è una cosa semplice, 2011)
Sere nere (111, 2003)
Non me lo so spiegare (111, 2003)
Indietro (Alla mia età, 2008)
L’ultima notte al mondo (Alla mia età, 2008)
L’amore è una cosa semplice (L’amore è una cosa semplice, 2011)
Il sole esiste per tutti (Alla mia età, 2008)
Destinazione mare (Il mondo è nostro, 2022)
Balla per me (Accetto miracoli, 2019)
Ed ero contentissimo (Nessuno è solo, 2006)
Potremmo ritornare (Il mestiere della vita, 2016)
Il conforto (Nessuno è solo, 2006)
Stop! Dimentica (Nessuno è solo, 2006)
Incanto (Greatest Hits, 2014)
Imbranato (Rosso relativo, 2001)
E fuori è buio (Il mestiere della vita, 2016)
La fine (Il mestiere della vita, 2016)
E Raffaella è mia (Accetto miracoli, 2019)
Alla mia età (Alla mia età, 2008)
Per dirti ciao (L’amore è una cosa semplice, 2011)
Rosso relativo (Rosso relativo, 2001)
Lo stadio (Tiziano The Best, 2015)

Xdono

LA BAND

Ad accompagnare il cantautore in questo viaggio la band capitanata da Luca Scarpa (direttore musicale dello show) composta da GARY NOVAK alla batteria, TIM LEFEBVRE al basso, COREY SANCHEZ alla chitarra, DAVIDE TAGLIAPIETRA alla chitarra, GIANLUCA BALLARIN alle tastiere e ALESSANDRO OREFICE al piano.

Sul palco, accanto ai musicisti, trova spazio anche un corpo di ballo (capitanato dal coreografo Carlos Kamizele) pronto a rendere ancora più vive alcune delle canzoni in scaletta.

Ad accogliere musicisti e ballerini il palco nato dalla visione del direttore artistico Claudio Santucci e di tutto il team di Gio Forma, tre grandi mega schermi che si snodano per oltre 60 metri di lunghezza e 12 di altezza. A completare il palco una pedana lunga 24 metri che permette a Tiziano di andare ad abbracciare il suo pubblico, un abbraccio che Ferro aspettava dall’ultimo tour del 2023.

La regia dello show è affidata a Cristian Biondani e al team di Tonico Production.

Completano il progetto gli abiti a cura di Nick Cerioni, una serie di capi pensati appositamente per Ferro e le sue canzoni che cambieranno durante le date del tour. Gli abiti sono realizzati da Etro, Golden Goose, Pence, GStar, Taboo e Dr Martens.

L’attenzione agli outfit non è solo quella dedicata a Tiziano Ferro ma anche al corpo di ballo. Gli abiti dei ballerini sono stati ideati e realizzati dal costume designer Jo Maria Contini.

LA DATE

7 giugno 2026 MILANO – Stadio San Siro
10 giugno 2026 TORINO – Allianz Stadium
14 giugno 2026 BOLOGNA – Stadio Dall’Ara
18 giugno 2026 PADOVA – Stadio Euganeo
23 giugno 2026 NAPOLI – Stadio Diego Armando Maradona
27 giugno 2026 ROMA – Stadio Olimpico
28 giugno 2026 ROMA – Stadio Olimpico
03 luglio 2026 ANCONA – Stadio Del Conero
08 luglio 2026 BARI – Stadio San Nicola
12 luglio 2026 MESSINA – Stadio San Filippo

INFO & BIGLIETTI

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instagram.com/tizianoferro

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