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RUMORE: i JOY DIVISION in copertina, interviste esclusive a Peter Hook e Stephen Morris

È in edicola il numero di novembre 2026 di Rumore. La copertina è dedicata ai Joy Division, a cinquant’anni dalla nascita di una delle band che hanno ridefinito il linguaggio del rock britannico.

Al centro del numero 418, uno speciale sulla formazione di Manchester con interviste esclusive a Peter Hook e Stephen Morris, protagonisti di una vicenda musicale la cui influenza continua a propagarsi ben oltre la stagione post-punk.

Lo scatto di copertina è firmato dal fotografo Kevin Cummins e accompagna un approfondimento che prende spunto da Eternal, il box set dedicato alle registrazioni dal vivo dei Joy Division realizzate tra il 1979 e il 1980. Andrea Prevignano ricostruisce la storia del gruppo, intrecciando documenti e testimonianze, tra cui quella di Dave Haslam, storico DJ dell’Haçienda e testimone della scena musicale di Manchester. Peter Hook e Stephen Morris ripercorrono invece gli anni della band e il lavoro legato alla nuova raccolta.

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Il numero di novembre allarga lo sguardo a due figure centrali della ricerca musicale italiana: Francesco Messina e Gigi Masin. Il primo, graphic designer e musicista che ha collaborato con Franco Battiato e Alice, torna con Le Api Dell’Invisibile dopo oltre quarant’anni. Masin, da tempo passato dallo status di figura di culto a quello di riferimento internazionale, è protagonista con Movement, mentre Wind, il suo album d’esordio, torna in una ristampa per il quarantesimo anniversario. I due si confrontano in una conversazione moderata da Alessandro Besselva Averame, oltre le etichette di ambient e minimalismo.

Un altro capitolo è dedicato a Shane MacGowan, il leader dei Pogues scomparso nel 2023. Diego Ballani intervista Victoria Mary Clarke, moglie e musa del musicista, in occasione di 20th Century Paddy, doppio album tributo che riunisce artisti come U2, Bruce Springsteen e Tom Waits accanto a esponenti della nuova scena irlandese. Anche Dropkick Murphys e Murder Capital raccontano il proprio contributo al progetto.

Il punk torna al centro con i Bull Brigade, che festeggiano vent’anni di attività, e Zerocalcare, loro fan di lunga data, protagonisti di un dialogo raccolto da Nicholas David Altea. Un incontro che mette in relazione la storia di una band e il rapporto tra musica, appartenenza e immaginario indipendente.

Completano il numero le rubriche dedicate alle nuove traiettorie musicali, con Elanor Moss, Grandmas House, Murex, Lex Walton, Touch Girl Apple Blossom, Tracey Nelson e Untitled (Halo) nella sezione Futura. In My Tunes, Maurizio Blatto si occupa di Emahoy Tsege Mariam Gebru e Fra’ Cionfoli; Flashback ripercorre invece il catalogo degli inglesi Sundays. Per Visioni, il film del mese è Naza, di Yuval Abraham e Rachel Szor.

Sul fronte delle recensioni, No Human Tongue Can Tell di Radie Peat, voce dei Lankum, è il disco estero del mese, mentre All Ages di Lorenzo Senni conquista il titolo di disco italiano del mese. Tra gli altri album recensiti figurano lavori di Fine, DIIV, Piss, Queens of the Stone Age e Shovel Dance Collective, oltre a una selezione di ristampe che comprende i Sebadoh.

Rumore 418, novembre 2026, è in edicola a 8 euro ed è disponibile anche in versione digitale.

INFO

“Rumore”  di settembre 2024 è in edicola al prezzo di 8 euro.
Disponibile anche la versione app da scaricare, per tutte le piattaforme. Buona lettura!

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