Molti dei suoi oltre venticinque anni di carriera musicale (festeggiati con due concerti nei palasport di Roma e Milano lo scorso anno) FABRIZIO MORO li ha passati sui palchi e lì, su quelle assi, continua a consumarsi le scarpe.
Dopo un tour estivo che lo ha visto impegnato a maggio, agosto e settembre 2026 il cantautore romano torna dal pubblico questa volta proponendo la sua musica nei club. Con “NON HO PAURA DI NIENTE LIVE 2026” Moro coglie l’ennesima occasione per presentare il suo nuovo album, il decimo in carriera, dal titolo omonimo, uscito a novembre 2025. D’altronde, come ci spiegò in un’intervista in occasione dell’uscita del disco, il palco è il suo ambiente ideale, la sua seconda (o forse prima idealmente) casa.

Con questo biglietto da visita e con questa voglia di essere a contatto con il pubblico Fabrizio Moro arriva a Milano per il nuovo appuntamento live indoor.
Al Fabrique di Milano, il cantautore ha messo in scena uno spettacolo intenso, coinvolgente e profondamente umano, costruito su emozioni, riflessioni e un repertorio che, dopo tanti anni, continua a parlare a generazioni diverse.
Accompagnato da una band, con due chitarre, basso batteria e tastiere a costruire un suono potente e avvolgente, Moro entra subito in sintonia con il pubblico. Fin dalle prime battute emerge quella cifra stilistica che da sempre lo contraddistingue: visceralità, sincerità e trasporto. Ogni parola sembra vissuta fino in fondo, ogni interpretazione nasce dall’esigenza di comunicare qualcosa di autentico.
Tra i momenti più intensi spicca “Figli di nessuno”, affrontata con un tasso emotivo altissimo e quasi con rabbia, trasformando il brano in un vero sfogo. L’energia cresce ulteriormente con “Ognuno ha quello che si merita”, arricchita da una sezione rap più estesa e da una lunga coda strumentale nella quale le due chitarre si prendono la scena con sonorità decisamente rock.
L’intensità non si interrompe con “È solo amore”, che cresce progressivamente fino a esplodere in un finale di grande impatto, sostenuto ancora una volta da una lunga coda strumentale. Anche “Casa Mia” si apre con un’introduzione affidata alle chitarre che si muovono sopra un elegante tappeto di tastiere, creando un’atmosfera sospesa prima dell’ingresso della voce.
Tra i brani più coinvolgenti c’è anche “Alessandra sarà sempre più bella”, con il suo andamento drammaticamente scanzonato. Il pubblico viene travolto dal ritmo del pezzo e da una sezione pianistica dal sapore rock’n’roll che ne esalta ulteriormente il carattere.
Non vi dico cosa dovete fare perché non posso essere io da esempio

Non manca lo spazio per la riflessione. Moro affronta il tema della guerra, della politica italiana e della situazione in Palestina invitando il pubblico ad andare oltre le semplici dichiarazioni di dissenso. Lui, più che dire agli altri cosa dovrebbero fare, sceglie un approccio di grande onestà intellettuale, spiegando di non sentirsi nella posizione di impartire lezioni a nessuno. E sottolinea che sarebbe facile lanciare degli slogan dal palco o il suo essere contro il Governo, Trump o Netanyahu, esternazioni alle quali poi però non seguirebbero fatti che invece è quello che rende efficace e concreta la lotta e in tal senso loda i ragazzi che pacificamente protestano in piazza. Un intervento che rispecchia perfettamente il suo modo di stare sul palco: diretto, schietto e mai retorico.
Parlando della difficoltà di costruire una scaletta dopo tanti anni di carriera, Moro sottolinea come nei suoi album non ci siano mai stati semplici riempitivi. Ogni brano rappresenta un pezzo di vita, un passaggio del proprio percorso umano e artistico. Da questa riflessione nasce l’introduzione di “Melodia di giugno”, eseguita con intensità e delicatezza, lasciando emergere tutta la forza della sua melodia.
Uno dei momenti più suggestivi arriva con il set acustico. Il palco si oscura e l’atmosfera si fa improvvisamente intima. Chitarra acustica e pianoforte accompagnano una sequenza di canzoni dedicate all’amore, in un dialogo continuo tra artista e pubblico che canta ogni parola all’unisono.
È proprio il rapporto con il pubblico a rappresentare uno degli aspetti più belli della serata. Ognuno arriva al concerto con la propria canzone del cuore, ma alla fine tutti cantano tutto. Un coro continuo che testimonia quanto il repertorio di Moro sia entrato nella vita delle persone, trasformando molte delle sue canzoni in veri e propri pezzi di memoria condivisa. E questo il romano lo sa e prima dell’ultimo pezzo si “confessa” con il pubblico tributando alla platea amore e rispetto.
La seconda parte dello show torna a spingere sull’acceleratore. “In un mondo di stronzi” nasce da una base funk introdotta da un efficace dialogo tra batteria e basso, per poi aprirsi a sonorità più robuste che si collegano naturalmente al rock di “Soluzioni”, “Sono come sono” e “Libero”, in una successione energica e compatta, senza pause.
Naturalmente non possono mancare le grandi hit. “Pensa” viene preceduta da un intenso assolo di chitarra che ne amplifica l’impatto emotivo, mentre “Portami via” conquista con la sua forza melodica e un raffinato tappeto chitarristico o “Non ho paura di niente”. Quando arrivano le note di “Non mi avete fatto niente”, il Fabrique esplode in un canto collettivo che rende ancora più attuale il messaggio del brano contro la violenza terroristica e l’assurdità delle guerre.
Fabrizio Moro non propone uno spettacolo perfetto nel senso più freddo del termine: offre invece un’esperienza vera, fatta di emozioni, pensieri, ricordi e canzoni che hanno raccolto molto. E in un’epoca in cui spesso la forma prevale sulla sostanza, questa autenticità è probabilmente il suo pregio più grande.
Muovendosi tra rock e canzone d’autore Moro ha uno stile riconoscibile che affascina i fan ma che in questa occasione non sembra affondare sino in fondo, manca un qualcosa, una scintilla che accenda veramente il concerto e lo faccia esplodere, non solo dal punto di vista del volume (quello non manca).

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo).
LA SCALETTA
1. Un pezzettino
2. Simone spaccia
3. Tu
4. Figli di nessuno
5. Ognuno ha quel che si merita
6. È solo amore
7. Casa mia
8. L’eternità
9. Il sole
10. Alessandra sarà sempre più bella
11. Melodia di giugno
12. Non mi avete fatto niente
13. Superficiali
14. 21 anni (unplugged)
15. Il senso di ogni cosa (unplugged)
16. Eppure mi hai cambiato la vita (unplugged)
17. Sei tu (unplugged)
18. Sangue nelle vene (unplugged)
19. Scatole
20. Solo drums & nasa
21. In un mondo di stronzi
22. Soluzioni
23. Sono come sono
24. Libero
25. Pensa
26. Portami via
27. Parole rumori e giorni
BIS
28. Non ho paura di niente
29. Tutto quello che volevi
30. Pace
IL TOUR
31 ottobre 2026 – Venaria Reale (Torino) – Concordia
6 novembre 2026 – Firenze – Cartiere Carrara
7 novembre 2026 – Bologna – Estragon
12 novembre 2026 – Napoli – Casa della Musica
13 novembre 2026 – Molfetta (Bari) – Eremo Club
15 novembre 2026 – Catania – Land
CLICCA PER ACQUISTARE I BIGLIETTI
WEB & SOCIAL
www.fabriziomoro.net – www.facebook.com/