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Recensione concerto – GORILLAZ tra visioni pop e utopie sonore [Scaletta e Info]

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Il multiforme Damon Albarn torna in Italia con una delle sue tante creature, forse la più sorprendente al momento della sua apparizione, quando uno dei massimi esponenti del nuovo pop inglese metteva da parte la band multiplatino dei Blur per giocare con cartoni animati, musica elettronica e rap. Scelta vincente, sia dal punto di vista musicale che commerciale.

I GORILLAZ hanno un seguito intergenerazionale, che parte dai giovanissimi Gen Z che divorano la cultura comics e amano gli alter ego di fantasia 2-D, Murdoc, Noodle e Russel a cui la band deve una buona parte del successo, e arriva agli ultra 50enni appassionati di rock.

Gorillaz-La-Prima-Estate-giugno-2026

Oggi la band ha aggiustato un po’ il tiro, e in  concerto la parte preponderante la fa l’aspetto musicale: sul palco ci sono 17 musicisti, e le proiezioni video degli splendidi cartoons di Jamie Hewlett diventano protagonisti solo in alcune occasioni.

Quello sul palco è più un collettivo musicale che una band, in grado di creare una musica che contamina culture diverse, dal raga indiano di “The Mountain” che apre il concerto, alla musica africana, dal pop al rap, dalla ventata psichedelica di “Delirium” al basso funk che apre il viaggio interstellare di “Andromeda” trasformando la platea del festival in una immensa discoteca, tutto guidato da Albarn nella veste più di direttore d’orchestra che di musicista. Poche volte si avvicina al piano o prende la chitarra, e quando canta lo fa con un atteggiamenti che non potrebbe essere più lontano dalla rockstar quale in effetti è.

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Molte le citazioni musicali che ricorrono durante lo show, cosi come quelle dei cartoons, dalla ripresa del Libro della Giungla in cui si trovano i personaggi creati da Jamie Hewlett in The Mountain, alla splendida citazione de Il Grande Dittatore di Chaplin per “The Happy Dictator”.

Un boato del pubblico accoglie le prime note di “19/2000”, video e musica viaggiano all’unisono e si compenetrano alla perfezione, ed è uno dei primi momenti in cui il pubblico si infiamma. Albarn non concede molto agli atteggiamenti da rockstar, solo una volta scende tra il pubblico, o chiede il coro per la dolce e delicata “The Shadowy Light” che chiude accompagnato solo da una chitarra slide e dal pubblico in coro, ma sembra sempre molto divertito.

Con “Orange Country arriva Kara Jackson e inizia la carrellata degli ospiti. Dalla potente Pauline Black (i più in làcon gli anni la ricorderanno come voce dei Selecter) per la tirata ed elettrica “Charger”, alla voce soul di Michelle Ndegwa per “Kids with Guns”, dal rap di Yasiin Bey per “Stylo” al desert blues rap di “Damascus”, dove al rap di Bey si unisce la voce di Omar Souleyman, purtroppo solo in video.

Nel finale del concerto arrivano i pezzi forti, da “Dirty Harry” dove lo spettacolo lo fa il video, e la presenza del rap di Bootie Brown, ai classici in cui il pop di Albarn, il rap e le creazioni video di Jamie Hewlett si sposano alla perfezione: “Feel Good Inc” e “Clint Eastwood”. Due ore di spettacolo tecnicamente quasi perfetto, in grado di soddisfare pubblici dalle esigenze diverse, che a distanza di 28 anni dall’idea iniziale riesce ancora a dare segni di probabili interessanti evoluzioni future: the future in comin’ on.

Prima dei Gorillaz, nella seconda giornata del secondo week end del festival La Prima Estate, si sono esibiti Wolf Alice, Nation of language e Don West (tre esclusiva per l’Italia) e i Bhadmari (giovane band premiata dal contest per suonare su quel palco).

Ancora una volta La Prima Estate conferma la sua propensione a unire  musica e mare, musica e vacanza tra luoghi e musica entrambe di qualità.

Recensione di  Giorgio Zito per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

LA SCALETTA

The Mountain
The Happy DictatorTranz
19-2000
Rhinestone Eyes
The Moon Cave
El Mañana
On Melancholy Hill
Orange County (con Kara Jackson)
Delirium
Andromeda
Charger (con Pauline Black)
Kids With Guns
Stylo (con Yasiin Bey)
Damascus (con Yasiin Bey)
Dirty Harry (con Bootie Brown)
The Shadowy Light
Feel Good Inc.
Clint Eastwood

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