Da oltre trent’anni, Beth Orton dimostra la rara attitudine di una poetessa capace di intercettare forze troppo ampie per essere comprese in un unico sguardo.
“The Ground Above” è la prova definitiva di questa sua urgenza: una musica diretta, ruvida, incarnata e priva di timori referenziali, sospesa tra espressione inconscia e una scrittura classica, senza tempo.
La sua voce, che si muove dal sussurro rituale al grido primordiale, restituisce melodie che richiamano la tradizione nobile della forma-canzone. All’interno dell’album, Orton mette in scena i temi della sopravvivenza e della rigenerazione, della maternità e dell’identità, fino all’inquietudine politica e alla scelta continua di restare: nell’amore, nell’arte, nel mondo.
Come già accaduto con “Weather Alive” (2022), accolto dalla critica come una svolta decisiva, Orton produce autonomamente il disco, mantenendo vivo lo spirito collettivo delle registrazioni live iniziali per poi modellarlo tra folk, rock, pop e jazz in uno studio di registrazione attraverso un processo lungo un anno.
In collaborazione con un nucleo di musicisti fidati come il polistrumentista Shahzad Ismaily, Sam Beste (Vernon Spring), i batteristi Chris Vatalaro e Vishal Nayak, il trombettista Christos Styliandes e il bassista Tom Herbert, Orton raggiunge nuove vette sia come produttrice che come autrice.
Il disco si apre con gli oltre otto minuti monumentali della title track. È un movimento d’unione in cui onde di tensione sotterranea si agitano sotto una superficie apparentemente immobile. Orton vi introduce una tavolozza strumentale volutamente sgranata, un’ouverture che evoca il disordine geometrico dei suoni acustici prima del segnale del direttore d’orchestra.
Questa introduzione , statement al complesso sonoro del disco, diventa la chiave di volta dell’intero lavoro: una tesi in cui amore e sofferenza smettono di essere polarità opposte per rivelarsi vasi comunicanti. Un album da centellinare, esempio di come sia ancora possibile documentare la scelta, privata e politica, di rimanere radicati nell’arte e nella vita attraverso una forma di lucida resistenza.
SCORE: 8,50
DA ASCOLTARE SUBITO
The Ground Above – Cigarette Curls -Celestial Light
DA SKIPPARE SUBITO
Nulla. Otto perle da ascoltare lentamente
TRACKLIST
1. The Ground Above
2. Before I Knew
3. Cigarette Curls
4. Waiting
5. Celestial Light
6. I’ll Miss You
7. Love You Right
8. Otherside 04:50
DISCOGRAFIA
1993 – Superpinkymandy
1996 – Trailer Park
1999 – Central Reservation
2002 – Daybreaker
2006 – Comfort of Strangers
2012 – Sugaring Season
2016 – Kidsticks
2022 – Weather Alive
2026 – The Ground Above
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