Con “PERDIGIORNO”, Plasma apre un nuovo capitolo del suo percorso artistico e prova a trasformare una parola spesso usata come stigma generazionale in una dichiarazione d’identità.
L’EP arriva dopo l’esperienza ad Amici, dove ha presentato i brani Perdigiorno, Perdere Te e Segreto, e si completa nuovi brani tra cui Colore, il nuovo singolo, un brano diretto e disilluso che conferma la cifra emotiva della sua scrittura.
Dentro il progetto convivono cantautorato e rap, immagini molto fisiche e confessione personale, sempre con Genova sullo sfondo. Non come semplice ambientazione, ma come materia viva che attraversa testi e atmosfere: i vicoli, il porto, il continuo incrocio di culture. Una dimensione che Plasma assorbe e restituisce in canzoni intime ma mai ripiegate su sé stesse.
In occasione dell’uscita del disco e dell’inizio del “PERDIGIORNO” abbiamo parlato con lui di libertà, appartenenza e di quella necessità, sempre più rara, di concedersi il diritto di non avere tutte le risposte.

INTERVISTA
Che cosa ti interessa salvare della figura del “perdigiorno”?
Oggi la parola “perdigiorno” ha un’accezione quasi sempre negativa, forse più che mai. Viviamo dentro una cultura dell’hyper performance, della competizione continua, dell’individualismo. Io invece volevo ribaltare quel significato. In questo progetto il perdigiorno è qualcuno che si concede la libertà di essere ciò che vuole, di non avere ancora tutte le risposte, di sbagliare, di fare anche il giro lungo delle cose. Soprattutto da giovani, ma in realtà per tutta la vita.
Per me il perdigiorno è anche contemplazione. È stare dentro una canzone, dentro l’arte, senza pensare subito a un obiettivo economico o di status.
Devo essere sincero: nella vita quotidiana non sono davvero un perdigiorno, sono molto preso dal lavoro. Però nel modo in cui scrivo musica sì, lì lo sono profondamente.Ed è questa la parte positiva della parola che volevo rivendicare».
Nel tuo racconto Genova non è soltanto uno sfondo. Quanto la città ti resta addosso quando scrivi?
Non provo mai a liberarmene, anzi. Sono molto orgoglioso delle mie origini genovesi. Oggi si parla tanto del fermento della città, ma io quella vitalità l’ho percepita da sempre, fin da bambino. Vengo dal centro storico, a ridosso del porto, un posto dove convivono culture diverse, un vero melting pot.
Poi c’è il mare, c’è una tradizione enorme sia nel cantautorato sia nel rap. Se sei una persona sensibile, tutto questo ti entra dentro e ti porta naturalmente a comunicare.
È una cosa che lascio accadere: mi piace farmi influenzare dalla mia città, perché in fondo io sono solo il prodotto di quel contesto».
La tua scrittura nasce spesso da immagini molto fisiche, quasi cinematografiche. Ti senti più vicino alla tradizione cantautorale o alla grammatica del rap?
A entrambe. Probabilmente anche per il posto in cui sono nato e per la musica che ho ascoltato crescendo. Mio padre mi faceva sentire tantissimo cantautorato, poi io mi sono immerso nel rap. Sono figlio di questi due mondi.
Un mio amico definisce la mia musica “canto-auto-rap” e devo dire che è una definizione che mi piace parecchio, perché racconta bene quello che faccio.
Il cantautorato e il rap, per me, sono proprio mamma e papà».
Se “Perdigiorno” fosse un luogo mentale più che una condizione esistenziale, che geografia avrebbe?
Forse una giungla».
ASCOLTA IL DISCO
VIDEO
INSTORE
14 maggio – GENOVA – Waterfront Mall, P.le John Fitzgerald Kennedy, 1 – ore 18:00
ABOUT PLASMA
Plasma, nome d’arte di Antonio Silvestri, è un giovane cantautore nato a Genova nel 2001. Cresciuto tra i suggestivi vicoli e i pittoreschi carruggi della città portuale, l’artista trascorre la sua adolescenza immerso nell’atmosfera unica e suggestiva di questo luogo carico di storia e cultura. Le sue prime esperienze musicali prendono forma durante gli anni dell’adolescenza, un periodo caratterizzato da una serie di esperienze intense e profonde. È proprio durante questo periodo che Plasma attraversa una fase particolarmente turbolenta, culminata in un ricovero ospedaliero nel 2015. Questo momento di crisi personale si rivela per lui una svolta, diventando la fonte d’ispirazione per il suo primo brano, “Rondine”. Intriso di desiderio di libertà e di un’aspirazione verso mondi lontani fatti di prati verdi e cieli blu, il brano si contrappone alla realtà angosciosa della stanza bianca e della sofferenza interiore che Plasma stava vivendo. Quest’esperienza segna profondamente il giovane artista, portandolo a scoprire la potenza trasformativa della musica, in particolare del rap, come mezzo di espressione capace di sublimare il dolore in qualcosa di positivo. Da quel momento in poi, Plasma non si ferma più: trascorre molti anni a raccogliere ispirazione da ogni angolo della sua vita, dalle gioie più luminose ai momenti più bui, per poi chiudersi nella sua stanza e dedicarsi intensamente alla scrittura e alla composizione musicale. La sua determinazione e la sua passione lo portano a guadagnarsi un posto all’interno della scena rap genovese, partecipando a battaglie freestyle e esibendosi in concerti in varie località. Ha l’onore di aprire i concerti di artisti affermati come Bresh, Disme e Vaz Te, consolidando la sua presenza nel panorama musicale locale e arrivando a collaborare con artisti della sua stessa città, come Alfa e Olly, contribuendo così a creare un’atmosfera artistica e culturale fiorente nella Liguria, da cui Plasma attinge costantemente ispirazione per le sue creazioni e che reputa essenziale al fine di formare un poeta. Attraverso la sua musica, Plasma si rivela non solo come un abile cantautore, ma anche come un poeta contemporaneo che trasforma le sue esperienze personali in opere d’arte, capaci di toccare il cuore e l’anima del pubblico. Nel 2025 entra a far parte della classe di “Amici”, voluto fortemente da Rudy Zerbi. La sua esperienza nel programma segnata da alti e bassi riesce a forgiarlo ancora di più, rendendolo ancora più determinato e consapevole delle proprie capacità, grazie alle quali conquista la fase Serale del talent. Durate il suo percorso ad “Amici”, Plasma presenta 3 singoli: “Perdere Te”, “Perdigiorno” e “Segreto”.