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Recensione concerto – MARIO BIONDI: Eleganza e pulizia sotto l’insegna del jazz [Scaletta e Info]

Recensione concerto – MARIO BIONDI: Eleganza e pulizia sotto l’insegna del jazz [Scaletta e Info]

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Nel concerto di MARIO BIONDI convivono passato, presente e un possibile futuro.

Il cantante e autore catanese festeggia infatti i vent’anni dall’uscita del singolo d’esordio “This Is What You Are” e dell’album “Handful of Soul” che lo conteneva; due tappe che lo hanno consacrato come la voce soul-jazz italiana più nota nel mondo. Contemporaneamente però presenta “Prova d’autore”, il suo primo disco cantato in italiano (di cui è anche autore), che apre la strada a un probabile nuovo percorso. In mezzo, due decenni di altra musica e qualche cover.

Questo nuovo viaggio si snoda in un tour di undici date in nove teatri, prima di trasferirsi nelle location estive e all’estero. Il cerchio si chiuderà con il ritorno nei teatri in autunno 2026 e, come annunciato dal palco, con un appuntamento conclusivo il 12 dicembre al Teatro del Conservatorio di Milano.

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La doppia data milanese, prevista all’inizio del tour nell’ampio Teatro Arcimboldi, vede sul palco una band consolidata e un ospite di prestigio: il Maestro Antonio Faraò, uno dei più importanti pianisti jazz italiani riconosciuti a livello internazionale. Con lui Massimo Greco (polistrumentista e direttore musicale), i fratelli gemelli Matteo (tromba) e Giovanni Cutello (sassofono), Ameen Saleem (basso), Devid Florio (percussioni, chitarra e flauto) e David Haynes (batteria). Nella formazione si nota l’assenza di una chitarra “stabile”: Florio la suona occasionalmente, sia acustica sia elettrica, in una manciata di brani.

L’inizio del concerto vede Biondi su uno sgabello, nel suo ruolo di crooner dalla voce calda e bassa, ma la parentesi dura poco: già nello stesso brano il tutto si sposta verso lo swing segnato dal piano a mezza coda di Faraò. Si entra così in territori e strutture jazz, con ampi spazi per i fraseggi di ogni singolo strumento: un’alternanza di assoli che costruisce l’asse portante dell’intero concerto, evidente fin dalla lunga “Jannine”.

Purtroppo, a penalizzare la serata è l’acustica che, dalla postazione dello scrivente, non risulta delle migliori: si avverte un netto taglio di frequenze e dinamiche che compromette la resa sonora.

Il primo approccio con la lingua italiana arriva con la cover di “Prendila così” (Battisti-Mogol), brano che Biondi, racconta lui stesso, usa all’estero come “rappresentante” della musica italiana. La versione proposta è jazzata, con vocalizzi e un solo di sax, e funge da ponte verso “Lo so”, tratto dal suo nuovo progetto in italiano “Prova d’autore”, definito dall’artista come un tributo ispirato a Battisti. Musica e audio

Nel corso della serata sono previsti momenti dedicati ai brani dei musicisti che lo accompagnano. Devid Florio, abbandonate le percussioni, imbraccia l’acustica e conduce il pubblico verso atmosfere brasiliane con la sua “Flor de Luz”. Il Brasile ritorna anche con Mario Biondi e la sua “Rio De Janeiro Blue”, singolo dall’album “Handful of Soul”.

Biondi esce di scena per lasciare spazio al fidato Max Greco, che presenta lo strumentale – senza parole, solo vocalizzi – “Ada”. Anche Faraò trova spazio con una sua composizione, accompagnato dalla voce di Biondi: “Theme For Bond”, che non ha nulla a che vedere con l’agente segreto, bensì è dedicato a Bond, lo scomparso cane bernese del Maestro pianista che ovviamente si ritaglia un ruolo da protagonista.

Introdotto dal cinguettio di uccellini arriva “Fool For Your Love”, il momento più intimo e melodico della serata; la successiva “Never” riporta sullo swing jazz, sviluppandosi su una base ritmica fluida con interessanti parti di tromba e sax. Con “Estasy” i suoni si fanno più corposi, enfatici e quasi sinfonici, con un tappeto di violini sintetici e un sax nuovamente protagonista, accompagnati da una vocalità più grave di Biondi.

“Serenity” è il trionfo della band, che dimostra grande scioltezza nel fraseggio: quando Faraò prende la parola con il suo piano, è pura magia.

Biondi non indugia sul nuovo disco, proponendone solo tre tracce, tra cui “Simili”, dall’andamento tribale con chitarra elettrica. Il ritorno all’inglese introduce per due brani un territorio sonoro diverso per la serata: ingresso deciso di chitarra e basso, groove e soul dominanti, rendendo il tutto più ritmato, colorato e vitale.

Verso la conclusione, introdotta da un assolo di contrabbasso, arriva l’immancabile “This Is What You Are”, accolta con grande entusiasmo dal pubblico. Prima di mandare tutti a casa c’è spazio per una cover di “Smooth Operator” di Sade.

Quanto visto agli Arcimboldi è un concerto di grande classe, costruito con precisione quasi impeccabile e sorretto da musicisti straordinari. Tutto funziona ed è eseguito con gusto e raffinatezza. Tuttavia, proprio questa perfezione talvolta toglie spontaneità ed emozione: lo spettacolo accarezza continuamente lo spettatore, ma raramente riesce a travolgerlo o a graffiarlo. Anche il pubblico, pur caloroso negli applausi, sembra rimanere leggermente contenuto. Una sensazione probabilmente amplificata da una resa sonora non sempre all’altezza della qualità artistica in scena.

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

LA SCALETTA 

1 – No Show
2 – My Favorite Things
3 – Jeannine
4 – A Handful Of Soul
5 – Shine On
6 – Prendila Cosi’
7 – Lo So
8 – No More Trouble
9 – Flor De Liz (Devid Florio)
10 – Rio De Janeiro
11 – Ada (Max Greco)
12 – Love Is A Temple
13 – Theme For Bond
14 – A Child Runs Free
15 – Fool For Your Love
16 – Never Die
17 – Ecstasy
18 – Serenity
19 – Simili
20 – Open Up Your Eyes
21 – What Have You Done To Me
22 – Cielo Stellato
23 – This Is What You Are

Encore
Smooth Operator

IL TOUR 

11 maggio al Teatro Colosseo di Torino
13 maggio al Teatro Verdi di Firenze
16 maggio al Teatro Team di Bari
17 e 18 maggio al Teatro della Conciliazione di Roma
19 maggio al Teatro Augusteo di Napoli
21 maggio al Teatro Metropolitan di Catania

20 giugno al Musicastelle di Saint Pierre (AO)
3 luglio alla Mon Reve Music Arena di Taranto
8 luglio al Porto Turistico di Giulianova (TE)
12 luglio al Castello di San Giusto di Trieste
25 luglio nell’Area Archeologica di Morgantina ad Aidone (EN)
1 agosto all’Arena Plautina di Sarsina (FC)
4 agosto all’Anfiteatro Romano di Lucera (FG)
8 agosto all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati (MC)
11 agosto al Dromos Festival di S’Angelu, Neoneli (OR)
18 agosto al Parco Scolacium di Borgia (CZ)
20 agosto alla Versiliana di Forte dei Marmi (LU)

1 novembre all’Auditorium Santa Chiara di Trento
5 novembre al Teatro di Varese
7 novembre al Teatro Regio di Parma
9 novembre al Gran Teatro Geox di Padova
11 novembre al Teatro Verdi di Montecatini Terme (Pistoia)
12 novembre al Teatro Lyrick di Assisi
13 novembre al Teatro dell’Aquila di Fermo
15 novembre al Teatro Malibran di Venezia
16 novembre al Teatro Filarmonico di Verona
18 novembre al Teatro Massimo di Pescara
21 novembre al Teatro Apollo di Lecce
23 novembre al Teatro Cilea di Reggio Calabria
24 novembre al Teatro Golden di Palermo
28 novembre al Teatro Carlo Felice di Genova
30 novembre al Teatro Massimo di Cagliari
1 dicembre al Teatro Comunale di Sassari

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