INTERVISTA – ELODIE: sono un melting-pot come il mio disco

INTERVISTA – ELODIE: sono un melting-pot come il mio disco

Finita la sua seconda avventura a Sanremo, Elodie ha raccontato come ha vissuto la sua esperienza al festival e il lavoro che c’è stato dietro il suo ultimo album “This is Elodie”.

Il suo progetto da artista continua a gonfie vele, e  non potrebbe essere altrimenti, visto il successo che sta avendo l’album e il buon risultato ottenuto sul palco dell’Ariston. La collaborazione con Dardust e Mahmood e il significato dato al brano “Andromeda” sono solo alcuni dei temi trattati nell’intervista che Elodie ha rilasciato a Newsic.

Elodie sarà ospite della trasmissione condotta da Daria Bignardi, “L’Assedio”, in onda oggi 12 febbraio in prima serata sul canale NOVE.

Dardust e Mahmood, come nasce questa collaborazione?

Sono entrambi miei cari amici e avevano già scritto per me “Nero Bali”, quasi due anni fa. Hanno la capacità di trasformare in parole e musica esattamente quello che sono e che provo. Mesi fa mi hanno detto, senza tanti giri di parole, “ti scriviamo noi la canzone per Sanremo”. Mi sono fidata ciecamente.

Chi è Elodie oggi e come affronterai quel palco?

Elodie è esattamente quello che vedete e quello che c’è in “This is Elodie”. È un melting-pot, sono nata da mamma della Guadalupa francese e papà italiano, cresciuta a Roma e da un anno e mezzo abito a Milano. In me convivono molte culture, tradizioni, usi e gusti. Elodie è una donna, una cantante, che non si arrende, accetta le sfide e vuole migliorarsi costantemente. Rispetto a tre anni fa ho affrontato il Festival sicuramente con maggiore consapevolezza. Sono molto cambiata dalla mia prima esperienza, sono cresciuta, maturata, come donna e come cantante.

Hai impiegato 2 anni prima di tornare con un disco. Quale direzione hai capito appartenenti maggiormente?

È stato sicuramente un percorso faticoso, ma questo credo sia naturale. Ho studiato tanto, mi sono confrontata con molte persone e ho messo alla prova me stessa e la mia voce. È stato un lavoro di ricerca lungo e minuzioso, ma mi ha portato ad essere perfettamente sintonizzata con tutti gli aspetti della mia vita. Decisione dopo decisione, scelta dopo scelta, ho capito cosa volessi cantare, in che modo cantarlo e quale “vestito sonoro” indossare. Non mi piace identificarmi con un genere musicale specifico, mi piace giocare con i suoni, mescolarli e adattarli a me e a quello che voglio trasmettere a chi mi ascolta.

Cosa vuol dire mettersi in discussione come donna e come artista?

Mettersi in discussione per me vuol dire essere sempre coerenti con se stessi e non smettere mai di imparare e di provare a superare i propri limiti. Come artista sogno la libertà e per ottenerla bisogna lavorare tanto, crescere e crearsi un background di credibilità, poter scegliere è un plus che si conquista impegnandosi. Come donna, invece, sogno la serenità, essere sempre circondata dagli affetti, dalla famiglia. E non sempre è facile conciliare questi due aspetti della mia vita.

Cosa ti aspetti che venga colto di te in This is Elodie?

È un album che mi rappresenta in toto, un insieme di sonorità e stili diversi. Uso un linguaggio un po’ più “crudo” rispetto a cose fatte in passato, ho dato la possibilità alla mia anima più urban di emergere. Spero che venga colto tutto il lavoro certosino che ha portato alla creazione di questo disco, la crescita personale che ne è conseguita. Mi aspetto che, ascoltandolo, si capisca che Elodie è cresciuta ed è diventata una donna sicura di sé e delle proprie capacità.

Quali aspettative hai verso Andromeda il brano con cui ti sei presentata a Sanremo?

Andromeda è un brano estremamente moderno, in grado di stupire, per nulla scontato, ma è anche molto impegnativo e vorrei dare il meglio, dimostrare a me e a tutti coloro che mi ascoltano quanto ci tengo e quanto impegno ci stia dietro. Avrei fatto Sanremo solo con un brano in grado di sorprendermi e Andromeda lo ha fatto, lo fa tuttora, ed è coerente con il percorso iniziato ormai un paio di anni fa. Spero tantissimo che “Andromeda” sappia conquistare tutti, come ha conquistato me fin dal primo ascolto, e che abbia una lunga vita.

IL VIDEO 

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