Che cosa accomuna una chitarra di Prince, un antico sonaglio egizio, una scultura di Nam June Paik e il beatboxing contemporaneo?
La risposta è nel corpo umano. È da questa intuizione che nasce Musical Bodies, la nuova grande mostra del Metropolitan Museum of Art di New York, in programma dal 7 giugno al 27 settembre 2026.
L’esposizione, la prima di questa portata a indagare il rapporto tra strumenti musicali e corpo umano, riunisce circa 130 opere provenienti da epoche, culture e discipline differenti. Strumenti musicali, dipinti, sculture, disegni e installazioni dialogano in un percorso che attraversa oltre quattromila anni di storia, mostrando come il corpo non sia soltanto il primo strumento musicale dell’umanità, ma anche il modello estetico e simbolico che ha ispirato la forma stessa degli strumenti.
Dalle mani che battono il ritmo ai piedi che scandiscono il tempo, fino al fischio e al beatboxing, il corpo è il punto di partenza di ogni esperienza sonora. La mostra racconta proprio questa relazione profonda, mettendo in scena oggetti provenienti da dieci diversi dipartimenti del museo e importanti prestiti internazionali.
Tra i pezzi più attesi figurano una delle chitarre più iconiche appartenute a Prince, il visionario TV Cello di Nam June Paik, il futuristico PianoArc sviluppato insieme al tastierista di Lady Gaga Brockett Parsons e una particolare steel guitar realizzata a forma di stampella per la cantante country Barbara Mandrell durante la sua riabilitazione dopo un grave incidente automobilistico.
Il percorso espositivo attraversa anche il mondo dell’arte figurativa, con opere di maestri come Tiziano e Degas, accostate a strumenti storici e manufatti provenienti dall’antico Egitto. Un dialogo che evidenzia come la rappresentazione del corpo e quella della musica abbiano condiviso per secoli gli stessi immaginari, simboli e significati.
Curata da Bradley Strauchen-Scherer, responsabile del Dipartimento di Strumenti Musicali del Met, la mostra si sviluppa in sei sezioni tematiche dedicate alle molteplici connessioni tra anatomia, identità, spiritualità e produzione sonora. Non mancano riflessioni su temi tradizionalmente considerati tabù, come sessualità e morte, affrontati attraverso il linguaggio simbolico degli strumenti musicali.
Ma Musical Bodies non sarà soltanto una mostra da osservare. Il progetto è stato concepito come un’esperienza immersiva e partecipativa. Un sistema interattivo permetterà ai visitatori di creare musica attraverso il movimento del corpo, mentre grandi proiezioni presenteranno nuove performance commissionate dal museo, tra cui interventi del celebre tap dancer Savion Glover, del collettivo Beatbox House e della fischiatrice Molly Lewis.
Durante tutta la durata dell’esposizione il museo ospiterà inoltre concerti, workshop e performance dal vivo pensati per trasformare il pubblico da semplice spettatore a protagonista attivo dell’esperienza musicale.
In un momento storico in cui la tecnologia ridefinisce continuamente il modo di produrre e ascoltare musica, Musical Bodies propone una riflessione tanto semplice quanto radicale: prima di ogni macchina, algoritmo o strumento, il primo luogo della musica è sempre stato il corpo umano.
EXHIBITION VIEW
INFO
Musical Bodies
June 7 –Sept 27, 2026
The Met Fifth Avenue, Gallery 199
www.metmuseum.org



