E al Festival di Sanremo è tempo della serata cover.
La serata più attesa, almeno per chi scrive, quella delle cover. I trenta artisti in gara si fronteggeranno con ospiti di accezione passando da Cristina D’Avena a Tony Pitony, non dimenticando Alfa e Durdast.
Trenta brani da cantare o ballare. Il vincitore della serata verrà decretato dalle tre giurie.
LE PAGELLE E COMMENTI
30 Leo Gassmann con Aiello “Era già tutto previsto”
Gassmann JR si affida ad Aiello, già noto per la sua tendenza a strafare, per approcciare Cocciante, un bel rischio. Leo troppo recitativo, il compare enfatico ma più a fuoco. Arrangiamento arioso, nel crescendo confermato il “too much”.
Voto: 5,00
29 Chiello con maestro Saverio Cigarini “Mi sono innamorato di te“
Doveva esserci Morgan con Chiello e qualcuno ha tremato all’idea di rivedere un remake di quanto accaduto con Bugo qualche annetto fa. Poi all’’ultimo la virata, Morgan fuori. Per scelta sua dice lui, per mancanza di alchimia artistica dice Chiello. All’ultimo arriva Saverio Cigarini al pianoforte per accompagnare Rocco su “Mi sono innamorato di te”. Un impianto classico, un Chiello tirato a lucido, di cui si apprezza o sforzo di approcciare un colosso come Tenco con il dovuto rispetto. Manca il dolore, lo struggimento, ma la giovane età nn lo aiuta in questo. Sicuramente una versione dignitosa.
Voto 6,00
28 Luchè con Gianluca Grignani “Falco a metà”
Luchè si appoggia al veterano (nonché autore) Grignani per Falco a Metà. Perché? Perché prendere un brano e deturparlo senza misura. Ci aspettavamo baronda, invece una standing con un flow che abbassa sin da subito le aspettative. Una versione che risulta appesantite da barre poco attinenti con l’intento e il sottotesto del brano originale. Strafare senza alcun reale motivo stilistico. Voto 5,00
27 Nayt con Joan Thiele “La canzone dell’amore perduto”
William concentrato ed essenziale anche questa sera; gli fa discreta spalla Joan, su un arrangiamento un po’ troppo elegante e favolistico.
C’è mancato un po’ di dolore e disperazione.
Voto: 6.50
26 Ermal Meta con Dardust “Golden Hour”
Scelta particolare, per quanto il brano di Jvke sia di valore; Ermal porta sul palco l’arrangiatore della sua “Stella stellina”, che ne fa una versione che unisce orchestra e una sottile base di elettronica. Sorvoliamo sull’inglese di Ermal, meglio sulle note. Arrangiamento pensato per stupire, specie nel ritornello esplosivo. Mai visto gli archisti così impegnati. Bravo eh, ma un filo stucchevole.
Voto: 7,00
25 Fedez & Masini con Stjepan Hauser “Meravigliosa Creatura”
Altro brano della Gianna Nannini Nazionale in gara questa sera “Meravigliosa creatura”. Hauser regala al brano noti melense che non basta a non far indurre chi segue questo strampalato duo che sia un remake di qualcosa già visto l’anno scorso su Bella Stronza. Una versione sicuramente ariosa ma ha il sapore di qualcosa già trito e ritrito da loro. Ci aspettavamo un quid in più.
Voto: 5,00
24 Sal Da Vinci con Michele Zarrillo“Cinque giorni”
Prendi THE KING di questa edizione e schiaffalo sul palco con una hittona come Cinque giorni e il suo autore: vuoi vincere facile. A meno che tu stasera sia in affanno… fortuna c’è Zarrillo, che si è dovuto adattare ad abbassare la tonalità di mezzo tono. In più nessuno sforzo per un arrangiamento diverso o più fresco.
Riuscita a metà. E Sal non era la metà buona.
Voto: 5,00
23 Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci “Baila Morena”
Baila Morena di Zucchero è nelle mani di Samurai. Jay, Belen Rodriguez e Roy Paci. Che il microfono spento sia stato un dolce presagio per questa revisione spagnoleggiante, con parti riscritte da Samurai?. Un gran disagio generale. Presenza scenica già hit delle scuole per balli di gruppo. Vediamo i balletti su tiktok spopolare.
Voto: 3,oo
22 Arisa con Coro del Teatro Regio di PARMA “Quello che le donne non dicono”
Rosalba si cimenta nel manifesto mannoiano/ruggeriano partendo acapella con un sottile sottofondo del coro e già sono brividi.
Sul ritornello insegna a tutti come si prendono le “i”; versione epica senza risultare pesante e retorica.
A differenza dell’ultima Fiorella, lei sceglie per un “sì” convinto e universale. Ed è un enorme sì anche per noi.
Voto:9,00
21 Francesco Renga con Giusy Ferreri “Ragazzo solo, ragazza sola”
Giusy Ferreri – ingiustamente esclusa da questo Festival con l’onesta “Musica classica” – si prende la sua rivincita duettando con Francesco Renga (tocca accontentarsi) sulla versione italiana di Space Oddity del DIO David Bowie (nel modesto adattamento di Mogol). Un compito sulla carta che suona come una minaccia bella e buona: e in effetti assistiamo a esercizi vocali fini a loro stessi, neanche particolarmente eufonici. Temiamo che il Duca Bianco stia ballando la rumba nel suo loculo. Della serie, conoscere i propri limiti a volte è più importante che sforzarsi per superarli.
Voto: 2,00
20 Sayf con Alex Britti e Mario Biondi “Hit the Road Jack”
Hit the road Jack Sayf, Alex Britti, Mario Biondi. Blue Brothers school, con barre scanzonate, una tromba buttata nel mezzo versione che ammicca ai noti Ska- P, al Leoncavallo, ma anche ai vecchi palchi del primo Maggio. Divertente, nel suo non prendersi troppo sul serio.
Voto: 7.50
19 Serena Brancale con Gregory Porter e Delia “Besame Mucho”
La Brancale in questo Festival vuol sfoderare tutte le sue armi, per stasera su questo brano immortale porta addirittura da New York il jazzista (e dall’ultimo X-Factor la talentuosa Delia). Tutto al posto giusto, esteticamente perfetto, vocalizzi inutili compresi, tranne la sensualità, elemento primario di questo brano. Più esercizio di stile che guizzo artistico.
Voto: 6.50
18 Enrico Nigiotti con ALFA “En e Xanax”
En e Xanax forse il brano che non ti verrebbe in mente citando Samuele Bersani, a portarlo Enrico Nigiotti che calca il palco con Alfa portando all’inevitabile scontro generazionale. Sicuramente una scelta poco scontata che permette ai più giovani di conoscere questo piccolo capolavoro del grande Bersani. Una versione pulita, schietta, sincera. Alfa mostra ancora una volta la sua grande penna, capace di usare le parole e dargli il giusto peso, giocando come lo scorso anno con Vecchioni. Applausi a scena aperta.
Voto 8.50
17 Ditonellapiaga con TonyPitony “The lady is a tramp”
TonyPitony e Ditonellapiaga si cimentano con The Lady Is A Tramp. Il più atteso al festival, quasi più dei big in gara. TonyPitony fa la sua sporca figura, chi si aspettava uno show fuori dalle righe rimarrà deluso. Tra un intermezzo e l’altro incastrano anche Ba ba baciami piccina. Il risultato è una tragicommedia teatrale ben riuscita.
Voto 7,00
16 J-Ax con Ligera County Fam “E la vita, la vita”
J-Ax con Ligera County Fam. E la vita, la vita di Cochi e Renato per riscriverne delle veloci barre. Ale, Franz, Paolo Rossi, Jannacci, Cochi sul palco per darne la giusta caratura ironica. Nulla di nuovo all’orizzonte. Versione nostalgica, prevedibile e citofonata. Abbiamo visto Ax azzardare molto di più in passato. Credibile quanto basta.
Voto 6,00
15 Raf con The Kolors “The riddle”
Ensemble inedito sul brano di Nik Kershaw, reso ancora più celebre da Gigi D’Agostino. Percussioni a tutto spiano, il brano più nelle corde di Stash, Raf sembrava spaesato; ma l’hanno costretto? Brano totalmente disinnescato. Non abbiamo capito questa scelta e forse nemmeno Stash che sembrava estraniarsi.
Voto: 4,00
14 LDA & AKA 7EVEN con Tullio De Piscopo “Andamento lento”
Andamento lento per LDA & AKA con Tullio De Piscopo è il momento trenino di Capodanno che mancava . Tullio in gran spolvero, tira avanti la baracca a ottant’anni suonati. LDA e AKA rimangono in sordina, il brano è talmente trascinante che potrebbe cantarlo anche Topo Gigio.
Voto: 6.50
13 Fulminacci con Francesca Fagnani “Parole Parole”
Fulminacci nei panni di Mina, la Fagnani in quelli di Alberto Lupo… come prevedibile, Filippo punta tutto sull’ironia e sulla freschezza (nonostante l’uso del B/N). C’era il rischio parodia, invece il tutto risulta credibile, anche se sono soltanto parole…
Voto: 7,00
12 Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas “Il mondo”
La sagra dell’indie si cimenta nell’evergreen di Jimmy Fontana, con misura e rispetto. Le tre voci si incastrano bene, che altro manca? Un innesto inedito di Marie Antoinette non fondamentale che ha spoetizzato un po’ il tutto.
Voto: 7,00
11 Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band “Vita”
Vita per Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band che pesca in casa giocandosi la carta Morandi (il padre) e Dalla. Un bel basso che rotola, apre la versione di Tredici Pietro che vede arrivarsi a “sorpresa” proprio Morandi. Padre e figlio a confronto, al di là dell’emotività del momento, sicuramente la parte migliore sono le barre del piccolo Tredici Pietro. Una furbata credibile, grazie papà Gianni. Voto 6.50
10 Michele Bravi con Fiorella Mannoia “Domani è un altro giorno”
Anche Fiorella omaggia Ornella, insieme al suo amico Michele Bravi. I due hanno già collaborato in passato e si sente: c’è sinergia su questo capolavoro senza tempo ed entrambi danno il giusto peso a ogni singola parola, anche se la Vanoni era (è) unica.
Voto: 7.50
09 Tommaso Paradiso con Stadio “L’ultima luna”
Paradiso decide di scomodare Dalla con L’ultima luna. Un harakiri sicuro, se non fosse per gli Stadio in gran spolvero che si imbarcano il brano sulle spalle. Quello che ne emerge è un Paradiso che cerca di reggere il peso, risultando sicuramente meno stucchevole, a tratti gradevole. Forse il trucco per Tommy è avere brani sicuramente NON mediocri. Piacevolmente sorpresa e sicuramente grazie Stadio.
Voto 7
08 Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso “Su di noi”
Su di noi con Pupo e Fabrizio Bosso per Dargen. Sulla carta era un naufragio sicuro, invece Dargen spara cartucce Incastrando Gam Gam con il Disertore di Fossati, per poi passare sulle note di Su di noi. Che sia questo il Dargen che piace è lapalissiano, dritto come il tema del Disertore scegliendo con cura le parole da scandire. Il coraggio che serve e il coraggio che talvolta manca. Un lavoro certosino che ha dato i suoi risultati evocativi.
Voto 8,00
07 Bambole di Pezza con Cristina D’Avena “Occhi di gatto”
Non credo sia un caso che le Bambole di pezza abbiano scelto Occhi di gatto, un cartone che sicuramente ha fatto del girl empowerment il suo motto in tempi non sospetti. Sul palco con loro la capostipite di tutte le sigle dei cartoni animati degli anni 80/90. Rivisitato in chiave rock, svecchiandolo. Cristina si muove a suo agio (abituata con i Gem Boy) prendendosi tutta la scena. Impianto armonico sicuramente “ignorante” ma allo stesso tempo divertente. L’incastro con Whola Lotta Love lascia di stucco, innovative. Una ventata di aria fresca indubbiamente.
Voto 8,00
06 Malika Ayane con Claudio Santamaria “Mi sei scoppiato dentro il cuore”
Malika si cimenta non per la prima volta con un brano della Tigre di Cremona e porta con un attore che da poco abbiamo scoperto essere anche un bravo cantante (anche se ci chiediamo il perché dei guanti sadomaso). Una versione jazzeggiante in cui Malika sembra fare un passo indietro. Peccato, perché la sua splendida voce è già sprecata nel brano in gara. E il suo stylist deve essere estradato in Groenlandia.
Voto: 6,00
05 Levante con Gaia “I maschi”
Levante sceglie uno dei brani più iconici della Nannini, i Maschi, per duettare con Gaia. Partenza in sordina, per poi riprendersi in una versione che punta sulla sensualità, risultato? Levante e Gaia si detonano proponendo una versione da karaoke o da sagra di paese domenicale.
Voto 4,00
04 Patty Pravo con Timofej Andrijashenko “Ti lascio una canzone”
La Patty nazionale non vuole spartire il microfono con nessuno e chiama a sé il nipotino slavo adottato, che spaccia per ballerino.
Lei interpreta bene il brano di Paoli per omaggiare l’amica Ornella. Qui la classe e l’esperienza fanno la differenza, perché la porta a casa nonostante i limiti vocali.
Voto: 7,00
03 Mara Sattei con Mecna “L’ultimo bacio”
Dici Ultimo Bacio e l’unica versione papabile è quella della Consoli, senza se e senza ma. Mara cerca di muoversi, scimmiottando a tratti la più famosa Carmen, risultando stucchevole. Mecna mette il suo risultando poco credibile con quel un beat che fatica a partite, un esperimento riuscito a metà. Meglio lui che lei, ma la combine studiata a tavolino, non esalta. Petizione per farla finita con gorgheggi inutili.
Voto 5,00
02 Eddie Brock con Fabrizio Moro “Portami via”
Portami Via, anno 2017. Eddie Brock sceglie l’autore del pezzo Fabrizio Moro e basta l’incipit per capire che Eddie da questa presenza verrà fagocitato. Manca il graffio, proprio di Moro che quando parte ricorda la potenza di questo brano che meritava sicuramente di più. Il risultato Brock che arranca eMoro sorregge il peso del brano.
Voto: 6,00
01 Elettra Lamborghini con Las Ketchup “Aserejé”
La Lamborghini in quartetto kitsch con le figlie del Tomate; era l’estate 2002 quando impazzava sto tormentone, eravamo felici ma non lo sapevamo; un brano fortunatamente che non necessita di grande vocalità, Elettra sorride e si diverte, anche se la freschezza del pezzo viene distrutta dall’arrangiamento orchestrale. Sembra un festino bilaterale, infatti a una certa si arma dell’agognato megafono. Non si poteva iniziare meglio (o peggio?).
Voto: 6,00
IL VOTO
(33% SALA STAMPA, TV e WEB, 33%GIURIA RADIO e 34% TELEVOTO)
OSPITI
ALESSANDRO SIANI
BIANCA BALTI
Suzuki Stage: FRANCESCO GABBANI con “Viva la vita”
Premio alla carriera CATERINA CASELLI
Costa Toscana: MAX PEZZALI con “Gli anni”
VINCENZO SCHETTINI