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Recensione: PAUL MCCARTNEY – “The Boys of Dungeon Lane”

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Recensire un nuovo disco di sir Paul è un’impresa ardua. Forse, semplicemente, non è possibile.

Non è possibile per la sua storia, non è possibile per la sua statura, non è possibile per tutto ciò che precede e sovrasta qualsiasi parola.

Ho troppo rispetto e troppa ammirazione per Paul per fingere che serva un esercizio critico tradizionale, pro o contro. Non serve. Serve piuttosto ascoltare e lasciarsi, ancora una volta, stupire dalla sua musica.

Si può scrivere qualcosa di soggettivo, ma difficilmente qualcosa di davvero decisivo. Si può scrivere qualcosa di tecnico: che “The Boys of Dungeon Lane” è il primo nuovo album solista di Paul in oltre cinque anni. Si può annotare la cornice, le intenzioni, le ispirazioni: una raccolta di storie mai condivise prima, ricordi personali e nuove canzoni d’amore, firmate da una delle figure più decisive della cultura pop del Novecento e oltre.

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Si può dire che Macca torna a rivisitare gli anni formativi che hanno modellato la sua biografia e, insieme, le fondamenta stesse della cultura popolare moderna. Si può aggiungere che il disco appare come il suo lavoro più personale e introspettivo, attraversato da narrazioni inedite che riportano l’ascoltatore al punto d’origine, là dove tutto ha preso forma.

E ancora: che queste nuove canzoni restituiscono un Paul vulnerabile e riflessivo, capace di scrivere con una trasparenza quasi disarmante della Liverpool del dopoguerra, della tenacia dei suoi genitori, delle prime avventure con George Harrison e John Lennon, quando il mondo ignorava ancora la parola Beatles. “The Boys of Dungeon Lane” è, in fondo, la storia prima della Storia.

Tutte parole che hanno senso soprattutto come contorno, mai come giudizio e non dico questo per cadere nel sentimentalismo eccessivo. Lo penso davvero. 

Il resto resta musica, e resta la sua musica monumentale. Qualsiasi commento critico appare superfluo.

Rimane solo l’essenziale: ascoltare questi quattordici brani e ancora una volta entrare nel pop perfetto di Paul ! 

Grazie! 

SCORE: Non mi permetto di dare un voto! 

DA ASCOLTARE SUBITO

As You Lie There – Ripples in a Pond – Life Can Be Hard

DA SKIPPARE SUBITO 

Assolutamente nulla! 

TRACKLIST

  1. As You Lie There
  2. Lost Horizon
  3. Days We Left Behind
  4. Ripples in a Pond
  5. Mountain Top
  6. Down South
  7. We Two
  8. Come Inside
  9. Never Know
  10. Home to Us
  11. Life Can Be Hard
  12. First Star of the Night
  13. Salesman Saint
  14. Momma Gets By

DISCOGRAFIA 

1967 – The Family Way 
1970 – McCartney
1971 – Ram 
1977 – Thrillingto
1980 – McCartney II
1982 – Tug of War
1983 – Pipes of Peace
1984 – Give My Regards to Broad Street
1986 – Press to Play
1988 – CHOBA B CCCP
1989 – Flowers in the Dirt
1991 – Paul McCartney’s Liverpool Oratorio 
1993 – Off the Ground
1997 – Flaming Pie
1997 – Standing Stone 
1999 – Run Devil Run 
1999 – Working Classica
2001 – Driving Rain
2005 – Twin Freaks
2005 – Chaos and Creation in the Backyard
2006 – Ecce Cor Meum 
2007 – Memory Almost Full
2011 – Ocean’s Kingdom 
2012 – Kisses on the Bottom 
2013 – New
2018 – Egypt Station
2020 – McCartney III
2021 – McCartney III Imagined 
2026 – The Boys of Dungeon Lane

VIDEO 

WEB & SOCIAL 

@paulmccartney

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