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Recensione concerto – PIXIES: energia, noise, grandi classici e 40 anni di storia dell’alternative rock [Scaletta e Info]

Recensione concerto – PIXIES: energia, noise, grandi classici e 40 anni di storia dell’alternative rock [Scaletta e Info]

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Nel 1986 a Boston inizia l’avventura dei PIXIES, mitica band, fonte seminale dell’alternative rock, gruppo di riferimento per una scena artistica di cui possono essere considerati caposcuola.

Sono dunque 40 anni (anche se il primo disco risale al 1988) che Francis Black, leader del gruppo, e soci propongono la loro musica al pubblico che li ha sempre accolti con grande passione. 40 anni ma non consecutivi perché dal 1993 al 2004 Francis Black, Joey Santiago, David Lovering e Kim Deal hanno sospeso le attività. Ma il loro ritorno è stato atteso e gradito dal pubblico. Con nuova forza e vigore la band (che ha visto nel 2013 il definitivo abbandono della bassista Kim Deal ruolo ora ricoperto da Emma Richardson) la band ha prodotto nuovi dischi (in totale quelli in studio sono dieci) e suonato tanti concerti.

Ovviamente un anniversario/celebrazione è+ l’occasione giusta per un tour e così i bostoniani, chitarre in resta, si ripropongono al mondo e inseriscono delle date nel vecchio continente con un doppio live (28 e 29 maggio) alla Royal Albert Hall di Londra. Tra gli appuntamenti europei ce n’è uno in Italia dove tornano a distanza di quattro anni (l’ultima volta era stato nel 2022 con tre live tra giugno ed agosto).

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Ad accogliere i “Folletti” al Parco della  Musica di Milano, l’ampio spazio verde alle porte della città – con un gran numero di zanzare (non paganti) ma soprattutto una bella partecipazione di pubblico appassionato, per lo più (all’aspetto) ascoltatori reduci della prima fase della loro carriera.

Dunque ancora adesso in concerto i Pixies continuano a dimostrare perché sono una delle band più influenti della storia del rock alternativo. Sul palco non cercano effetti speciali né grandi scenografie: bastano le canzoni, una potenza sonora ancora intatta e quella capacità unica di alternare melodia e rumore che, dagli anni Ottanta a oggi, ha ispirato intere generazioni di musicisti.

L’inizio del concerto è quasi ingannevole. Le prime note di basso e la voce della bassista creano un’atmosfera raccolta, ma è solo questione di pochi istanti. Ben presto arriva l’accelerazione improvvisa: le chitarre si fanno abrasive, il volume cresce e riemerge il volto più ruvido della band di Boston, quello che ha costruito la propria identità facendo convivere linee melodiche irresistibili e muri di chitarre elettriche.

Su una sezione ritmica pulsante e quasi ipnotica, le chitarre sferraglianti vengono arricchite dal suono dell’acustica, dando vita a quel perfetto equilibrio tra pop e noise che è diventato il marchio di fabbrica dei Pixies. Sopra tutto svetta la voce inconfondibile di Black Francis, capace ancora oggi di passare dal sussurro all’urlo con naturalezza, interpretando i brani con quell’intensità ruvida che ha sempre caratterizzato il suo stile.

Quando arrivano classici come “Here Comes Your Man” o “Gouge Away” e infine “Where Is My Mind?”, il pubblico risponde in coro, trasformando i brani tra i momenti più partecipati della serata. È la conferma di quanto il repertorio dei Pixies sappia attraversare linguaggi diversi: dal punk più nervoso all’hardcore, passando per il post-punk, fino a sfiorare sonorità blues e aperture decisamente più pop.

La scaletta, ogni sera diversa e che ripercorre la storia della band più qualche cover, alterna continuamente episodi più aggressivi, dominati da chitarre distorte e scariche di noise, a momenti in cui la scrittura melodica prende il sopravvento. Una dinamica che rappresenta da sempre l’essenza della band, anche se i passaggi più morbidi, pur impeccabili, risultano inevitabilmente meno coinvolgenti rispetto ai brani in cui la tensione sonora esplode senza freni.

La sensazione più evidente è quella di trovarsi davanti a una formazione senza tempo. Ascoltandoli oggi si comprende ancora meglio quanto i Pixies abbiano anticipato il grunge e influenzato buona parte del rock alternativo degli ultimi quarant’anni. Molte delle soluzioni sonore che caratterizzano le nuove generazioni di band affondano le radici proprio nella loro  musica, capace di passare con naturalezza dalla melodia luminosa a improvvise esplosioni oscure e rabbiose.

Sul palco i Pixies sono essenziali. Nessuna ricerca dell’effetto scenico, poche luci, nessuna parola, brani che si susseguono senza sosta e poche anche le “scene” dell’impianto luci con una grande “P” che campeggia a fondo palco. Tutta l’attenzione è concentrata sulla musica, eseguita con precisione e grande coerenza artistica. Il basso, spesso protagonista oltre il semplice accompagnamento ritmico, dialoga con una batteria solida e precisa, mentre le chitarre costruiscono un muro sonoro potente ma sempre leggibile.

In circa un’ora e mezza la band attraversa tutte le sfumature del proprio linguaggio musicale senza mai perdere compattezza. Ogni brano contribuisce a raccontare una storia fatta di creatività, tensione e ricerca sonora, dimostrando come il rock dei Pixies continui a essere moderno e rilevante.

Se c’è un momento in cui la band convince davvero, però, è quando decide di premere sull’acceleratore. È nelle esplosioni di noise, nelle chitarre che graffiano e nell’energia più istintiva che i Pixies mostrano il loro volto migliore. Meglio quando spingono.

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

LA SCALETTA 

In Heaven (Lady in the Radiator Song) (Peter Ivers & David Lynch cover) (Emma Richardson alla voce)
Cactus
Vamos
Nimrod’s Son
Mr. Grieves
Here Comes Your Man
Greens and Blues
Ed Is Dead
Motorway to Roswell
Hey
Monkey Gone to Heaven
Caribou
Subbacultcha
Planet of Sound
Chicken
Snakes
Motoroller
The Vegas Suite
Gouge Away
Debaser
Wave of Mutilation
Head On (The Jesus and Mary Chain cover)
Isla de Encanta
Tame
Wave of Mutilation (UK Surf)
Winterlong (Neil Young cover)
Where Is My Mind?
Into the White (Emma Richardson alla voce)

WEB & SOCIAL 

@pixiesofficial

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