Dura tre ore il film di Christopher Nolan, prodotto assieme ad Emma Thomas (produtto esecutivo Thomas Hayslip), con le peripezie di Ulisse durante il ritorno a casa dopo la guerra di Troia, ma per lo spettatore è tutto fuorché “un’Odissea”, almeno nel senso stretto che questa parola ha assunto durante i secoli e tutto fuorché distante.

Nonostante la storia sia nota a tutti, Nolan con questo lungometraggio Universal Pictures/Syncopy riesce a tenere con il fiato sospeso dal primo minuto all’ultimo. Aiutano il cast stellare e il budget utilizzato (l’impressione è che sia quasi infinito), di sicuro però il regista riesce anche nell’intento di riproporre in maniera non banale la più classica delle narrazioni sfruttando al meglio tutte le possibilità tecniche dei nostri giorni al fine di renderlo il più vero possibile e in grado di catturare con una storia di 3000 anni fa un pubblico abituato allo scroll di TikTok e Reel. “Ho preso la decisione, mentre scrivevo la sceneggiatura, di volere che il film fosse accessibile”, racconta Nolan, “volevo che il mondo dell’Odissea sembrasse un mondo in cui un pubblico moderno potesse rispecchiarsi. Volevamo un tono terreno e moderno per radicare la storia”.
Tra passato e futuro, senza perdere appeal
L’epopea d’azione mitica è girata utilizzando la tecnologia IMAX su pellicola analogica. Noi abbiamo visto in anteprima la versione a 70 mm e il mix delle due cose (i 640.000 metri di pellicola utilizzati uniti all’IMAX) offre un’esperienza unica per immersività e dettagli, il consiglio è quello di scegliere il cinema in grado d’esaltare questa tecnologia e le sue potenzialità per un titolo nato per essere visto soprattutto in sala e non tanto in streaming sul divano.
Il protagonista è il vincitore del Premio Oscar Matt Damon con un’interpretazione consistente, abbiamo apprezzato la scelta di mostrare Ulisse con tutte le sue fragilità umane anche emotive, attraverso il suo conflitto con la dea Atena interpretata da Zendaya. “Ulisse è un uomo dotato di grande immaginazione e saggezza, ma ha in sé anche una profonda stanchezza. È un ruolo maturo, estremamente complesso”, aggiunge il regista.
Più credibile di quanto possa sembrare a prima vista Tom Holland nel ruolo di Telemaco, magistrale Anne Hathaway nel calarsi nei panni di una regina Penelope ormai non più nel fiore degli anni.
Anne trasmette nei panni di Penelope una maturità e una compostezza che hanno del sorprendente”, spiega Nolan, “è capace di trasmettere tutta la passione che Penelope è costretta a nascondere”.
Il tutto senza dimenticare Lupita Nyong’o nel doppio ruolo di Elena di Troia e della sua gemella Clitemnestra, Samantha Morton che interpreta Circa e una, forse troppo perfetta e contemporanea, Charlize Theron come la tentatrice Calipso. A completare il quadro sono le scenografie spettacolari, una fotografia con uno sguardo epico, ma intimo e un trucco curato nei minimi dettagli.
Musica d’autore con sonorità attuali
La colonna sonora è firmata da Ludwig Göransson che aveva già lavorato con Nolan in Tenet e Oppenheimer, collaborazioni che gli erano valse un Academy Award. Göransson reinterpreta la musica nel passato senza farla sentire distante dai gusti attuali, il tutto con una particolare grammatica che ha come chiave l’utilizzo di strumenti antichi come la lira, ma con sonorità e melodie più contemporanee. Tocco da maestro introdurre il suono dell’arco di Ulisse come fosse una lira nel momento clou del film.
Göransson ha dato vita al processo di scrittura componendo brani con strumenti come chitarra, arpa, sintetizzatori e 35 diversi gong.
Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati”, afferma il musicista, “la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l’intensità esatta”.