Sono diverse le chiacchiere attorno all’undicesima edizione del Red Valley (RVF).
Dal ridimensionamento del palco alla diminuzione dei cantanti e ore di musica, passando per l’assenza di un artista internazionale come nelle ultimi anni e ancora l’orario del coprifuoco mai oltre le 4.00 nonostante le indicazioni ufficiali nel programma gli interrogativi sulla sede/futuro dell’evento, ma alla fine, nei tre giorni di musica in programma per questa edizione 2026 del festival la risposta in termini di entusiasmo non è mancata, seppure non conosciamo il numero di spettatori presenti.
Dall’accesso principale, subito gli sponsor pronti ad accogliere il pubblico con giochi e gadget ma la corsa per occupare le prime file si è presentata immancabile anche quest’anno, in particolare nella seconda e terza serata. Consapevoli quanto non sia possibile accontentare tutti, i big più attesi sono stati tuttavia piazzati in scaletta per ultimo, pratica non certo inedita che non ha mancato di far storcere il naso a molti, in particolare chi non abita nei dintorni o aveva degli impegni nella mattinata successiva.
Giorno 1: Mara Sattei, Chiello, Clara, Ditonellapiaga, Bresh e Achille Lauro
Dalle 19.00, tre quarti d’ora ciascuno in consolle a riscaldare la serata e precedere l’arrivo di MARA SATTEI che si dichiara “molto felice di essere qui dopo tre anni”: la cantante romana apre con Giorni tristi per poi proseguire con Fammici stare bene e Sopra di me, definito da lei “brano delle emozioni perché è bello essere fragili”. Momenti più intimi vengono spezzati dal volersi divertire, co e sottolinea Mara spostandosi dietro il mixer con Sabato sera prima di fare un altro salto indietro nel tempo, Spigoli per poi di tornare nel recente passato con Le cose che non sai di me, l’ultimo suo brano portato a Sanremo.
Precisione delle tempistiche in scaletta rispettate con CHIELLO: si cambia genere e anche per lui, brano portato a Sanremo (Ti penso sempre) e diversi momenti rock con ululati tra una canzone e l’altra, ormai vero e proprio rito nei suoi concerti.
Cantante successivo e si resta con la C: è CLARA che propone immancabilmente i suoi successi solisti o in featuring, da Diamanti grezzi ad Uragani, Origami all’alba e Scelte stupide , regalando anche Baggy Jeans e Canottiera, una anteprima che sta andando avanti nelle ultime sue tappe live e la sorpresa finale con Sangiovanni ospite sul palco per Le ragazze, la loro recente collaborazione.
Quasi seguendo l’alfabeto, segue DITONELLAPIEGA: la ventinovenne romana confeziona un’ora di show partendo da Sì lo so simulando una telefonata ricevuta per poi fare ironia su se stessa e sul pubblico giocando sul fatto di essere lei la cantante protagonista sul palco e non una fantasia causata dal consumo di alcool che “preoccupa” anche i genitori nella simulazione delle chiamate telefoniche citate. Verso la fine, oltre alle attese Chimica e Che fastidio! c’è anche Hollywood, definito dalla cantante il brano più intimo dell’album.
Aumentano decisamente i decibel con BRESH che saluta tutti i turisti presenti, poi i residenti e chi magari è tornato nella propria terra in occasione delle vacanze estive: molti gli appassionati presenti che hanno cantato senza sosta i successi del cantante ligure negli oltre dieci anni di carriera, Dai che fai, La tana del granchio, Umore marea, Guasto d’amore.
Chiusura con il più atteso del giovedì, anche se è già venerdì essendo ben oltre la mezzanotte: le lancette dicono 1.18 e ACHILLELAURO ricorda quanto non sia mai scontata la presenza e l’affetto del pubblico, a prescindere dal numero di spettatori presenti. Nel suo show c’è tutto quello che ci si aspetta: dai brani più romantici alla complicità con la sua band nelle tante tracce rock.
Dai salti nel tempo, 1969, e il jazz di Cadillac, Perdutamente di Sanremo 2026, 16 marzo cantato come da tradizione da tutto il pubblico sono solo alcuni momenti, tra un cambio d’abito e un altro fino alla parte finale in bianco: La bella e la bestia, Comuni immortali, In viaggio verso il paradiso“, La città degli angeli, C’est la vie e Incoscienti giovani a completare poco più di novanta minuti dell’artista romano che ha fortemente voluto questa tappa del suo tour oltre quello nei palazzetti e negli stadi con la promessa di rivedersi presto.
La musica va avanti fino alle ore 4.00 con l’area della Olbia Arena che diventa una discoteca a cielo aperto, pronta a ripetersi con la medesima formula conclusiva anche venerdì e sabato.

Giorno 2: la maratona rap e trap fino al compleanno di Anna
Rap e trap sono i comuni denominatori della seconda giornata: una scorpacciata, una vera e propria indigestione con una serie di artisti molto apprezzati dai fan del genere, chiaramente presenti per più di uno. Così, mentre a Dodoj e Damianito si aggiunge il Perreo, mezz’ora di balli e coreografia reggaeton, uno dopo l’altro LILCR, giovane rapper anche lui di Cinisello Balsamo come Sfera Ebbasta, 18K, il campano LE-ONE ispirato da Geolier che lo ha definito futura colonna del rap napoletano”, PROMESSA, 22SIMBA per poi arrivare alla parte finale con il trio dei big che non hanno bisogno di presentazioni: il romano NOYZNARCOS, KIDYUGI e il suo “Anche Gli Eroi Muoiono Summer Tour 2026” e SHIVA.
Ad ANNA il palco per la chiusura del secondo giorno e quando ormai è Ferragosto, scatta il suo compleanno ancora una volta festeggiato con gioia sul palco del Red Valley: sono 23 e la rapper ligure indossa una corona mostrandosi sempre piena di affetto per i suoi fan, regalando la sua presenza sul palco da vicino sia alla parte destra che alla sinistra dello stage. Dall’ingresso di Anna e le sue ballerine, qualche minuto dopo l’una di notte, consueta energia e giovani scatenati: dal suo ultimo album, Sono io il pass e la fresca hit White girl wasted agli storici tormentoni Vetri neri, 30ºC, Désolée, BBE, TT LE GIRLZ ed HELLO KITTY.

Giorno 3: emozioni, ritorni e una chiusura esplosiva con Sfera Ebbasta
Tanto rap ma non solo nell’ultima giornata del Red Valley 2026: il sardo LOW–RED gioca in casa, RRARI DAL TACCO rappresenta il sud Italia e in particolare Bari e provincia mentre KLEM porta sul palco sentimento campano, espressione di libertà e danza che va oltre gli stereotipi di genere.
Per la terza volta negli ultimi tre anni, Ludwig in console fa saltare tutti e apparecchia la serata per gli amatissimi SAMURAIJAY eSAYF: Ossessione cantata in ogni passaggio dello spot pubblicitario ora ha libero sfogo insieme all’artista addirittura con un bis ma ci si muove tanto anche con Flamenco Paranoia e la cover di Sanremo 2026 Baila morena, mentre per Saif nessuno fermo sulle note di “Tu mi piaci” e “Buona domenica” con tanto di saluto al pubblico nelle prime file.
L’ordine di attesa e indice di gradimento nel finale è direttamente proporzionale alla scaletta: ERNIA apre con Figlio di in una forma di concerto rivisitata per offrire quanti più successi possibili, tra i quali Per te, Berlino, Fellini e concludere, non a sorpresa con Superclassico.
Penultima artista del RVF 26 è ANNALISA che come sempre cura sotto tutti i punti di vista il suo show: è l’ultima tappa del suo Ma noi siamo fuoco – Capitolo II e poco prima di mezzanotte è pronta per riabbracciare la Sardegna dopo l’assenza dello scorso anno. Dipende, prima traccia dell’album “Ma io sono fuoco” è solo l’inizio di una serie di brani a spaziare tra la sua produzione, per citarli in ordine cronologico di uscita dei singoli Bye bye, Bellissima, Mon Amour, Euforia, Disco Paradise, Sinceramente” ed Esibizionista fino all’ultima Canzone estiva.
Chiusura con indiscutibilmente il più atteso: ormai habitué del Red Valley, SFERA EBBASTA presente anche quest’anno e volume altissimo con i più a rispondere alle sollecitazioni del rapper, cantare a memoria e saltare scatenati. Le hit dalle quali attingere da solita e nella periodo della Dark Polo Gang è ampissima: in settantacinque minuti quasi senza sosta, ecco l’apertura con Cini, e poi, tra le altre, XVDR, Serpenti a sonagli, Ricchi X Sempre, Cavallini, Alleluia, Tik Tok, Happy birthday, Cupido, VDLC, Rockstar e Bottiglie Privè e Neon.
Concluso il suo “$€lebrat10n Tour Estate 2026”, Sfera Ebbasta ha già dato appuntamento all’anno prossimo.
Dopo l’ultimo momento discoteca, il saluto del RVF che saluta così: “CIAO OLBIA CI RIVEDREMO”, per poi aggiungere e rilanciare con un “CI RIVEDREMO” dubitativo, seguito da un punto interrogativo, lasciando a interpretazioni sul futuro del più grande evento musicale crossover in Italia.

Recensione e foto di Alessandro Collu per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)