Impiega un paio di canzoni Sascha Ring in arte Apparat a trasportare il pubblico dell’Alcatraz nel suo mondo fatto di un sound raffinato e sofisticato, che si materializza nello spazio.
Uno show immersivo e unico, non immediato, le sue atmosfere berlinesi, dure, vere, ipnotiche e coinvolgenti, stridono con la Milano di adesso, sempre più patinata, frenetica e chic. I presenti però lo seguono a ogni passo e lui accompagnato da una band d’eclettici e virtuosi polistrumentisti riesce a conquistare tutti con un’alchimia fatta di beat, batteria elettronica (e non), contrabbasso, violini, chitarre e persino una sorta di mandolino.

Suona buona parte del nuovo album (A Slow Collision, An Echo Skips A Name, Glimmerine, etc… ) unita ai brani simbolo, confermandosi un punto di riferimento per la musica ambient. L’impressione è proprio dal vivo la sua musica, ancora più che in studio, riesca a catturare e regalare ulteriori sensazioni ed emozioni, a spiegarsi in tutta la sua complessità e in ogni sfumatura.
L’esibizione di Sasha sembra più adatta a un vero e proprio teatro che non a uno spazio per concerti, a tratti raggiunge anche delle inaspettate vette di intimità e lirismo, a nostro parere alcune gestite meglio di altre.
Non lo ferma nemmeno un problema tecnico al computer, una situazione d’imbarazzo che dura un paio di minuti e che lui stesso alla fine del brano archivia con un “Sasha 1 – Computer 0”.
È strano come rispetto al progetto Moderat molto più dance ed elettronico, Apparat riesca a trovare una propria identità sempre più definita che però mantiene una radice comune e una cifra stilistica riconoscibile. Altrettanto entusiasmante il fatto che un artista controcorrente, fuori dai classici circuiti di produzione musicale possa esprimersi così e affermarsi a livello internazionale, raggiungendo vette significative, ma anche rimanendo attaccato alla sua personalità e ricerca stilistica.
Lui appare in continua evoluzione, l’impressione è che abbia ancora parecchio da dire e che in futuro ci possa ancora stupire.
Noi ti aspettiamo Sasha, alla prossima, questa sera a Roma!
LA SCALETTA
Glimmerine
A Slow Collision
Dawan
Ash
An Echo Skips A Name
Hum of Maybe
Little Feet
Williamsburg
Heroist
Jam 9
Dark Anthem
Pieces
You Don’t Know Me
Laminar Flow
Encore:
Caronte
Black Water