Live report e scaletta – ROLLING STONES: è bello essere sul palco anche se sembra il quinto girone dell’inferno!

Live report e scaletta – ROLLING STONES: è bello essere sul palco anche se sembra il quinto girone dell’inferno!

Ore 20.01, Stadio San Siro di Milano. Il gruppo spalla, i Ghost Hounds, attaccano con il loro suono dal sapore un po’ rock ‘n’ roll, un po’ Southern rock e un po’ blues, per intrattenere il pubblico accaldato e paziente. Lo stadio si riempie ancora man mano che i pezzi si susseguono.

Alle 20.30 è praticamente sold out. Siamo più di 57 mila anime in attesa e siamo caldi, in tutti i sensi.

Dopo altri 15 minuti di gran bella musica la spalla lascia il posto al ripristino del palco.

Varie ole e qualche soundcheck dopo, è l’ora dei big. Sono le 21:18. I Rolling Stones entrano sul palco: signore e signori, l’unica tappa italiana del Sixty Tour ha inizio!

Immancabile in apertura il video ricordo di Charlie Watts, storico batterista tra i fondatori della band mancato lo scorso anno. Anche il cielo lo piange con uno scroscio di pioggia, che non ferma un istrionico Mick Jagger: corre, balla e salta lungo la lingua di palco che lo unisce al prato adorante. Brillantissimo, dall’alto dei suoi quasi 79 anni, snocciola anche diverse frasi in italiano ben scandito, come il saluto iniziale

Ciao Milano, come stai? È bello tornare qui”.
E ancora: ”

È bello essere sul palco anche se sembra il quinto girone dell’inferno!”.

Ma la carica e l’energia di Jagger lo fanno sembrare comunque a proprio agio, da buon animale da palcoscenico qual è.

Si susseguono quindi i grandi classici, che abbracciano i sessant’anni di carriera della band inglese: brani d’apertura Street Fighting Man, 19th Nervous Breakdown e Tumbling Dice, e via altre.
San Siro viene rapita da Wild Horses, poi dopo Honky Tonk Woman, Jagger presenta la “banda”, sempre in “perfetto” italiano. Insieme a lui, le immancabili chitarre Keith Richards e Ronnie Wood, con Darryl Jones al basso e la new entry Steve Jordan alla batteria, al suo primo tour europeo con gli Stones.

A questo punto Jagger si prende una pausa e si dà il cambio al microfono con Keith Richards, che interpreta emozionalmente imperfetto You Got the Silver e Connection. Adorabile.

Il concerto prosegue tra altri grandi pezzi iconici, come Paint It Black e Sympathy for the Devil.

Del resto, gli Stones hanno fatto la storia della musica.

Con un “Siete bellissimi” tentano di congedarsi dopo Jumpin’ Jack Flash, ma tutti noi, ben preparati dalle scalette varie trovate sul web nei giorni scorsi, ci aspettiamo senza ombra di dubbio il bis. Con Gimme Shelter passano sui maxischermi immagini dell’umanità, ma anche di guerra, città devastate e i colori della bandiera ucraina, richiamati anche dall’outfit di  Richards, tra camicia in raso azzurro e berretta gialla. 

Chiude, questa volta per davvero, (I Can’t Get No) Satisfaction. Sono le 23:27, le luci del Meazza si accendono e la scritta “Thank you” campeggia sui maxischermi del palco. È ancora il 21 giugno, è il solstizio d’estate, è la festa della musica e non potevamo celebrarla meglio. Buona stagione di grandi concerti a tutti!

LA SCALETTA

1. Street Fighting Man
2. 19th Nervous Breakdown
3. Tumbling Dice
4. Out of Time
5. Dead Flowers
6. Wild Horses
7. You Can’t Always Get What You Want
8. Living in a Ghost Town
9. Honky Tonk Women
10. You Got the Silver
11. Connection
12. Miss You
13. Midnight Rambler
14. Start Me Up
15. Paint It Black
16. Sympathy for the Devil
17. Jumpin’ Jack Flash

18. Gimme Shelter
19. (I Can’t Get No) Satisfaction

SCORE: 8,00

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