I Soft Cell pubblicano il nuovo singolo In Heaven (When I Dance With You), brano che sarà contenuto nel nuovo album del duo Danceteria in uscita a settembre.
La traccia nasce come una celebrazione dello spirito libero e gioioso della scena dance dei primi Eighties, un’epoca in cui il club diventava spazio di evasione, identità e condivisione. Un ritorno alle atmosfere che hanno contribuito a definire il linguaggio dei Soft Cell, tra sintetizzatori ipnotici, melodie malinconiche e un’attitudine profondamente pop.
«In Heaven (When I Dance With You) è una celebrazione della scena disco gioiosa dei primi anni Ottanta. È un incontro di sentimenti e sensazioni di quel periodo. Volevo catturare quel momento in cui corri verso la pista da ballo», racconta Marc Almond.
IL VIDEO
IL DISCO
Marc Almond descrive il disco come una lettera d’amore alla New York in cui il duo registrò i primi tre album, città che non ha soltanto ospitato la loro formazione, ma ne ha modificato la traiettoria estetica e biografica. Il riferimento non è nostalgico in senso lineare: piuttosto, un dispositivo di rielaborazione culturale in cui l’esperienza urbana diventa struttura narrativa.
Danceteria è costruito come attraversamento temporale di una giornata simbolica nella Manhattan dei primi anni Ottanta: dalla notte al mattino, e di nuovo verso il club, in un movimento circolare che riproduce la logica stessa della vita notturna. In questo contesto, la scrittura dei Soft Cell si colloca in una tradizione che intreccia pop elettronico, teatralità e deriva narrativa, con echi che rimandano a Sparks e Pet Shop Boys, ma senza mai ridursi a citazione.
La dimensione storica del progetto è centrale. Il club Danceteria non è solo un riferimento geografico, ma un crocevia culturale in cui si condensano estetiche, identità e pratiche sociali: la scena queer, l’arte contemporanea, la musica da club e l’emergenza di nuove forme di visibilità urbana. È in questo contesto che il duo incontra figure destinate a entrare nella mitologia pop, da Madonna a Andy Warhol, mentre New York si configura come laboratorio instabile di trasformazione.
Il disco è stato completato poco prima della morte di Ball, che ne ha seguito la fase finale di produzione. La sua assenza trasforma retroattivamente il lavoro in documento conclusivo, e al tempo stesso ne rafforza la natura autoriale: un equilibrio tra scrittura e produzione che costituisce da sempre l’asse portante del progetto Soft Cell.
Almond è netto nel definire i limiti del futuro: non esistono Soft Cell senza Ball, non esiste possibilità di continuazione in studio. Una dichiarazione che sottrae il disco a qualsiasi tentazione di reinvenzione postuma e lo colloca in una dimensione di chiusura definitiva.
Accanto al singolo, il progetto si estende in un album da dodici tracce, espanso a quattordici nella versione CD, con due brani aggiuntivi. L’intero lavoro si muove tra episodi più esplicitamente club-oriented e momenti di rarefazione narrativa, costruendo una topografia emotiva che alterna luce artificiale e zone d’ombra.
In questo senso Danceteria non si limita a rievocare una stagione storica, ma la rilegge come dispositivo attivo: un sistema di segni che continua a produrre senso anche nella sua distanza temporale. È qui che il disco trova la sua forma più compiuta, non come celebrazione, ma come ricomposizione finale di un lessico che ha contribuito a definire una parte cruciale del pop elettronico britannico.
LA TRACKLIST

01 Elusive
02 Danceteria
03 The Space Inside
04 Times Square
05 Two of a Kind
06 The Rainbow Room
07 in Heaven (When I Dance With You)
08 Decadence Is Hard Work
09 Crackland
10 What Is Your Morality
11 Losing Yourself
12 After Hours
13 Wave to America
14 Out Come the Freaks