Live Report concerto: MINISTRI al Circolo Magnolia – Prima data

Live Report concerto: MINISTRI al Circolo Magnolia – Prima data

I Ministri tornano a casa, al Circolo Magnolia per la doppia data in un giorno soltanto.

Mentre sto scrivendo, I Ministri sono sul palco a suonare il loro set per la seconda volta con scarto di quindici minuti tra una data e l’altra. Una follia contro ogni Manuale del Buon Musicista (che grazie a dio non esiste) che citerebbe come primo emendamento il preservare la voce per le date live future. Invece no, I Ministri fanno di testa loro come sempre e decidono di salutare agosto piazzando due date nello stesso giorno con uno scarto di poco più di quindici minuti tra l’una e l’altra per far defluire-affluire la gente senza creare assembramenti, secondo i protocolli vigenti.

I Ministri tornano a casa dopo un tuor surreale ma bello, citando Notting Hill, film romantico del 1999. Surreale, perché vedere un concerto seduta del trio meneghino è decisamente una tortura ma bello, perché I Ministri sanno quello che fanno e basterebbe leggere la loro biografia per capire che l’età della ragione l’hanno raggiunta troppo in fretta per non sapere come si sta su di un palco e come si suona. Così, mentre le radio non se li sono mai veramente filati (a parte qualche sporadica apparizione) perché troppo arrabbiati o troppo capaci di raccontare il mondo che ci circonda, il pubblico che li segue da anni è rimasto fedele e presente anche nel loro momento di silenzio musicale. Una platea composta da quelle che banalmente verrebbero definite generazione anta e new generation, annessi e concessi bambini di pochi mesi muniti di cuffie per attutire l’impatto sonoro.

Così mentre inizia l’imbrunire, Federico Dragogna (chitarra), Davide Autelitano (basso e voce) e Michele Esposito (batteria), accompagnati da Marco Ulcigrai (seconda chitarra) calcano il palco con le loro ormai note casacche di colore bianco, colore scelto e visto anche nel videoclip di Peggio Di Niente primo singolo estratto dall’Ep “Cronaca Nera e Musica Leggera“. E’ tempo di Tempi Bui mai attuale come ora, Peggio Di Niente, Comunque e la gente sulle sedute scalpita. “Dovete avere pazienza e stare seduti, anche se non è quello che sappiamo fare”. 

Bagnini, l’auto-tormentone estivo perché – come dichiarato sopra- nessuna radio l’ha mai trasmessa,  Sabotaggi, Cronometrare la polvere e La Piazza, brano del 2006. “Questo brano lo dedichiamo a chi come noi ha vissuto in prima linea e in prima fila gli eventi del G8. Davanti a noi, oltre ai fan di vecchia data, ci sono tanti giovani che nel 2006 non erano ancora nati. Vi consegnamo la responsabilità di raccontare alle persone che abbiamo intorno ciò che è successo”. 

Il momento limite del concerto è sul brano Noi fuori, la gente si alza e rispettosa delle regole, muove l’unica parte del corpo libera, le braccia, senza sosta.

Il Bel Canto una delle canzoni che preferisco, perché I Ministri, in questo caso Dragogna che è la penna del gruppo, le ballate le sanno scrivere e bene. Un brano in cui molti della mia generazione si riconoscono, o che quantomeno arriva diretto come un gancio nello stomaco scoperchiando gli stati d’animo che abbiamo vissuto. E’ il brano che in scaletta non può mancare, anche a discapito di Tra le vite degli altri che avrei tanto voluto risentire.

La Seconda parte del concerto è dedicata a Inferno, Cronaca Nera e Musica Leggera (gli ultimi due brani dell’Ep) Spingere, canzoni tirate in cui si fatica a prendere fiato, in cui c’è solo il tempo di vedere Dragogna e Autelitano scendere tra il pubblico, passare tra le file e inchinarsi per ringraziare.

Chiude il live Una Palude sussurrata appena, a mezza voce.

Apro e chiudo una parentesi totalmente personale. I Ministri hanno dettato le regole dell’indie rock, senza mai scendere a compromessi con le logiche di mercato e con sé stessi. E’ la loro virtù e questa virtù è costata loro cara. Abbiamo vinto un Eurovision inneggiando i Maneskin come i nuovi dei del rock e la cosa mi fa alquanto sorridere soprattutto perché chi fa questo di mestiere, con un orecchio attento a ciò che viene proposto fuori dalle logiche delle radio, dovrebbe sapere che esistono una miriade di realtà più che valide, anzi alzo la posta, dei talenti che vengono esclusi dal circolo elitario. In un mondo, onesto e quantomeno meritocratico, I Ministri avrebbero il posto che spetta loro.

Un set ridotto, un’ora e moneta di live non basta, eppure I Ministri sono tornati a casa, al Circolo Magnolia che li ha visti nascere e crescere. Un doppio live per accontentare tutti e va bene così, perché si varca l’uscita con la voglia di rivederli in un concerto con durata maggiore, con la voglia di risentire live tutte le canzoni salvate nella mia playlist di Spotify, con la voglia di saltare e magari incrinarmi una costola come la prima volta che li vidi all’Alcatraz anni e anni or sono.

SCORE: 8,00

LA SCALETTA

Tempi Bui
Peggio Di Niente
Comunque
Bagnini
Sabotaggi
Cronometrare la polvere
La piazza
Noi fuori
Il Bel Canto
Inferno
Cronaca Nera E Musica Leggera
Madonna
Spingere
Una Palude

LE DATE DEL TOUR

10 SETTEMBRE 2021
Cantieri Pirodraga
BORETTO (RE)

16 SETTEMBRE 2021
Villa Siotto
SARROCH (CA)

18 SETTEMBRE 2021
Jump Festival
FORLì

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