Ogni anno il 3 maggio la Giornata mondiale della libertà di stampa riporta al centro dell’agenda internazionale una questione che, più che celebrata, dovrebbe essere costantemente verificata: lo stato reale dell’informazione nel mondo.
La ricorrenza, istituita per monitorare e difendere il principio della libertà di stampa, si configura come un momento di bilancio politico e civile che coinvolge governi, istituzioni e professionisti dei media.
L’occasione invita gli Stati a rinnovare formalmente il proprio impegno nei confronti della libertà di espressione e a misurare la distanza tra dichiarazioni di principio e pratiche effettive. In parallelo, diventa uno spazio di riflessione sul ruolo del giornalismo nel mantenimento di equilibri democratici e nella costruzione di relazioni non conflittuali tra potere politico e società civile.
Per chi opera nel campo dell’informazione, la giornata assume anche una funzione interna di autovalutazione. Etica professionale, responsabilità della notizia e condizioni di esercizio del lavoro giornalistico emergono come nodi centrali di un sistema sempre più esposto a pressioni economiche, tecnologiche e politiche.
Ma il 3 maggio non è soltanto una ricorrenza istituzionale. È anche un momento di solidarietà verso quei media e quei giornalisti che operano in contesti di censura, intimidazione o soppressione della libertà di stampa. In molti casi, la data coincide con la memoria di chi ha perso la vita nello svolgimento del proprio lavoro, trasformando la celebrazione in una forma di commemorazione collettiva.
Questo il messaggio lanciato dall’Unesco
La pace inizia con la verità.
L’accesso a informazioni affidabili e verificate non è un’opzione. È un elemento fondamentale per costruire società pacifiche, giuste e resilienti.
Eppure oggi questa base è sotto pressione. La libertà di espressione è diminuita del 10% a livello globale dal 2012. L’autocensura tra i giornalisti è aumentata del 63%, mentre cresce la tendenza a evitare inchieste su corruzione, diritti umani e questioni ambientali. Allo stesso tempo, l’impunità per i crimini contro i giornalisti resta all’85%.
Quando l’informazione viene manipolata, alimenta divisioni e indebolisce la fiducia. Quando è libera e veritiera, rafforza la responsabilità, il dialogo e i diritti umani.
In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, l’UNESCO invita a rinnovare l’impegno per proteggere la libertà di espressione e sostenere il giornalismo come pilastro della pace.
Il giornalismo dà forma alla pace.