Nel giro di pochi anni i The Bausa si sono ritagliati una posizione sempre più riconoscibile nella nuova scena norvegese, passando da progetto emergente a nome già stabilmente inserito nel circuito internazionale.
Il debutto nel 2021 e l’affermazione del 2023 con Turné segnano i primi passaggi di una traiettoria in costante crescita.
Da allora il loro catalogo si è mosso tra riscontri di classifica e dinamiche digitali, fino al caso di Magnetic, brano che ha superato i 55 milioni di stream e ha trovato una diffusione virale su TikTok, consolidando la loro visibilità fuori dai confini scandinavi e facendolo diventare uno dei fenomeni musicali di questa estate.
Accanto alla musica, i The Bausa hanno costruito un’estetica precisa, che intreccia suggestioni vintage e riferimenti a un’eleganza dandy riletta in chiave contemporanea.
Una dimensione che ritorna anche nella definizione del loro suono, oggi identificato come “Scandi-house”, sintesi personale tra scrittura pop e cultura club.
Li abbiamo incontrati in una Milano bollente per ripercorrere questa evoluzione e capire le prossime direzioni.

L’INTERVISTA
Prima dell’intervista, sono tornato indietro nel tempo e ho recuperato uno dei vostri primi brani datato 2023 che si intitolava “Fratelli”. Da dove nasce questa canzone dal titolo così italiano?
È una storia abbastanza divertente. In Norvegia esiste una tradizione molto forte legata ai gruppi di diplomandi. Ogni anno gli studenti organizzano delle crew e delle feste e spesso chiedono agli artisti di realizzare una canzone dedicata al loro gruppo. Fratelli è nata proprio così: il gruppo si chiamava “Fratelli” e ci ha chiesto di scrivere un pezzo per loro.
Tra l’altro è incredibile che tu abbia trovato quella canzone. Davvero, hai fatto un lavoro di ricerca pazzesco!
Da Fratelli a oggi il vostro suono è cambiato parecchio. Come descrivereste questa evoluzione?
Tantissimo. All’inizio scrivevamo soprattutto musica destinata a queste feste studentesche norvegesi. È un mondo molto particolare, perché quella scena può includere qualsiasi genere: hip hop, house, drum and bass.
Questa esperienza ci ha resi estremamente versatili. Successivamente ci siamo avvicinati sempre di più all’hip hop e al pop, mentre oggi il progetto si sta spostando verso la dance music.
Possiamo definirla “Scandi house”: un suono molto nordico, melodico, emotivo ma allo stesso tempo pensato per il dancefloor.
Oltre alla musica, avete un’immagine molto riconoscibile. C’è una forte componente estetica nel vostro progetto, quasi da moderni dandy. Quanto conta lo stile?
Conta moltissimo. Sentiamo che la nostra musica possiede un’eleganza naturale e cerchiamo di rifletterla anche nel modo in cui ci presentiamo.
Ci piace vestirci in maniera elegante e curare molto l’aspetto visivo del progetto. Prendiamo parecchia ispirazione dall’Italia, soprattutto dall’estetica vintage italiana. È qualcosa che ci affascina molto.
A proposito di Italia, ascoltate musica italiana?
Assolutamente sì. A volte non è nemmeno così semplice capire da quale Paese provengano certi artisti, ma sicuramente uno dei nostri riferimenti è Pino D’Angiò.
È stato una leggenda. E non parliamo soltanto della musica: anche il suo stile ci ha ispirato moltissimo. Aveva un’eleganza incredibile, era davvero cool.
Chiudiamo con una domanda extra-musicale. Io ho puntato sulla Norvegia come vincitrice del Mondiale. Siete d’accordo?
Assolutamente sì! Anche noi ci crediamo. (ridono)
Se succede, probabilmente diventerai ricco con la scommessa!
Magnetic è sicuramente una delle colonne sonore dell’estate.
Significa davvero tanto sentirlo.
Ci vediamo allora in Italia a novembre.
Assolutamente. Non vediamo l’ora di suonare dal vivo in Italia. Ci vediamo sotto al palco

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DOMENICA 1 NOVEMBRE 2026 | MILANO @CIRCOLO MAGNOLIA