Intervista: NAPOLEONE – C’era una volta Vito

Intervista: NAPOLEONE – C’era una volta Vito

Colazione con caffè e zeppola fritta, si salpa in traghetto da Salerno, destinazione: Amalfi. E’ questo il posto speciale di Napoleone, culla di una storia che si chiama proprio come la città che ama, e che fa da cornice ad una storia antica.

” “Amalfi” parla della morte di Vito. Lui è stato ritrovato senza vita sulla spiaggia del Duoglio in circostanze abbastanza misteriose. Quindi per forza di cose mi sono dovuto immaginare questa morte inspiegabile dandole però una nota romantica legata al mare, alle sirene”. E’ così che Napoleone ci racconta della storia raccontata nel suo nuovo singolo: quella di uomo profondamente legato alle sue radici e innamorato della sua terra.

Ma chi era Vito?

Vito era un ragazzo del sud, un falegname con la passione per la musica. Non ha avuto ne il tempo ne la possibilità di realizzare il suo sogno, ora lo sto aiutando io.

Amalfi è più di una canzone, è una storia vera. Quanto è importante secondo te raccontare storie?

Da archeologo mancato ti dico che tramandare storie è importantissimo. Al momento l’unico mezzo credibile che mi ritrovo per farlo è la musica. Poi dai, mettiamoci un po’ di contenuti in queste canzoni.

Qual è stata la molla che ha fatto scattare l’interesse per Vito Manzo, il protagonista di “Amalfi”?

I tantissimi punti in comune che abbiamo. Un ragazzo del sud innamorato della sua terra con la passione per la musica.

Che rapporto hai con la tua terra? Quanto è importante per la tua musica oggi e quanto ha inciso sul tuo percorso di musicista.

Credo sia stato fondamentale per la mia crescita artistica. Il fatto di non aver avuto alcun tipo di supporto fa si che tu riesca a costruirti da solo ed in maniera molto credibile. Ti rendi conto che  l’unica moneta che  hai e che può farti andare avanti è il talento.

E col passato, che rapporto hai?

Rifarei tutto esattamente allo stesso modo. Una volta ho venduto una chitarra, forse non rifarei quello.

Nelle tue canzoni i testi hanno un ruolo preponderante, tanto che hai scelto di studiare scrittura e di partecipare a dei camp sull’argomento. Quando componi viene sempre prima la storia, e poi la musica?

Sono abbastanza fissato sui testi,  anche scrivere la canzonetta richiede un’attenzione particolare, in alcuni casi addirittura maggiore. Ho “studiato” scrittura da autodidatta ascoltando musica, leggendo e analizzando la costruzione delle canzoni che amavo . Per quanto riguarda i camp, ti correggo. Quelli a cui ho partecipato sono stati tutti organizzati da Sony per i propri autori. in realtà sono situazioni in cui ti ritrovi con alcuni tuoi colleghi autori a scrivere ed è forse più un momento di connessione che di lavoro, anche se spesso saltano fuori cose davvero interessanti. A molto di questi camp poi ho ricoperto il ruolo di tutor affiancando magari degli emergenti interessati al mondo dell’autorato.

Hai scritto per Michele Bravi, Giorgieness, Gaia Gozzi, Chiara Galiazzo. Come ci si sente a “scomparire” (passami il termine) parzialmente dietro un interprete?

Benissimo. E’ la dimensione che preferisco, non amo i riflettori. Posso dedicarmi alla parte creativa senza dovermi preoccupare di vendere la mia immagine. Anche se a quanto pare ora anche gli autori e i produttori stanno in qualche modo diventando “artisti”.

Napoleone_cantante

Una curiosità. Hai scritto per moltissime donne. Bisogna cambiare molto il proprio setting mentale per scrivere per una donna? C’è qualche differenza che noti nel processo creativo?

In realtà non mi sono posto il problema perché ho sempre pensato di lavorare con degli artisti piuttosto che con uomo o con una donna. L’unica cosa che ho notato lavorando con le donne è che questo genere di domande vanno semplicemente ad alimentare la credenza per cui una differenza ci sia davvero.

C’è qualcuno per cui sogni di scrivere?

Da qualche settimana ho il trip di Ornella Vanoni.

Chi sono gli artisti – musicisti e scrittori – che ti hanno influenzato?

Ce ne sono tantissimi. Diciamo che su tutti la causa del mio male è stato Noel Gallagher per quanto riguarda la musica e Carver per la scrittura.

Facciamo finta che chi ci legge abbia in programma un viaggio nella tua terra. Ci guidi per finta in un posto speciale che secondo te non possiamo perdere?

Ok adesso prendiamo il traghetto a Salerno dopo aver fatto colazione con un buon caffè e una zeppola fritta e andiamo ad Amalfi.

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