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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (21 Agosto) #NewMusicFriday

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (21 Agosto) #NewMusicFriday

Vol. 34-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

FONTAINES D.C. –  Voto 8,00 – Marianne trasforma l’evasione in una vertigine: Chatten canta il desiderio di sparire mentre gli archi amplificano il senso di catastrofe. La tensione è palpabile e cresce senza cedere al manierismo, fino a un finale che apre una crepa emotiva più che chiuderla. Ipnotica.

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CLEO SOL –  Voto 8,00 – Pezzo neo-soul e R&B intimo e introspettivo incentrato sulla crescita personale, sull’imparare a fidarsi di se stessi e sul superamento del passato. Sofisticata! 

JUNGLE –  Voto 8,00 – Fascinante e solare, Sunshine rispolvera il retro gusto dance anni Settanta con eleganza senza nostalgia. Groove sinuosi, palme immaginarie e una produzione che sembra filtrata dalla luce del tramonto. Un disco edonista, calibrato e sorprendentemente chic. Seducente.

LEON BRIDGES –  Voto 7,50 – Leon aggiorna il proprio soul con un passo più ritmico e una scrittura orientata al dancefloor, senza smarrire l’eleganza vocale. La componente estiva funziona. Un’evoluzione piacevole, ancora da approfondire. Solare.

ERYKAH BADU & THE ALCHEMIST –  Voto 7,50 – Badu e The Alchemist costruiscono un linguaggio dove soul, jazz e hip-hop diventano materia da scomporre. I beat granulosi dell’Alchemist incontrano la vocalità di Badu senza forzarne l’identità. Avvolgente. 

CORNELIUS –  Voto 7,25 – Cornelius spinge il funky verso una dance-pop nervosa e levigata, con un groove elastico che non rinuncia alla ricercatezza. Mazaranai funziona per dinamica e misura, anche se la formula resta più efficace che sorprendente. Vibrante.

CENTRAL CEE –  Voto 7,00 – Central Cee porta il drill londinese dentro il pop pensata per lo stadio, con The Team, brano nato dalla collaborazione con Coca-Cola per la nuova stagione di Premier League. La produzione comprime il suo fraseggio in una struttura asciutta e perentoria, più funzionale all’impatto collettivo che alla ricerca formale. Il risultato conserva una certa ruvidità, ma la destinazione commerciale è fin troppo leggibile. 

SHYGIRL –  Voto 7,00 – Shygirl attenua l’arsenale club per una ballata obliqua, dove voce, violoncello e distorsioni costruiscono un’intimità inquieta. Alyse ha atmosfera e controllo, ma resta più suggestiva che incisiva. Un buon cambio di registro, non ancora una svolta. Sospesa.

TROYE SIVAN –  Voto 7,00 – Troye trasforma l’adorazione in una deriva quasi trip-hop ipnotica, sospesa tra psichedelia e pop obliquo. “She’s The Best” procede per sottrazione, con un refrain volutamente elementare e un finale che accelera senza spezzarne la languida geometria.

SAM SMITH –  Voto 7,00 – Libero, sicuro, senza gabbie strutturali: Sam Smith attraversa il pop con una scrittura fluida, più interessata al gesto che alla formula. Nessuna rivoluzione, ma un’identità ormai nitida, capace di muoversi senza forzature. 

BLOC PARTY –  Voto 6,75 – Pigwig trova un equilibrio irrisolto: l’urgenza chitarristica resta, ma il canto si affolla fino a perdere mordente. Il ritornello tenta una presa pop non sempre convincente. Un brano curioso, più interessante che riuscito.

WEEZER –  Voto 6,50 – Scrittura più introspettiva, chitarre asciutte. La formula resta riconoscibile e conserva una presa decennale. Il loro stile! 

REX ORANGE COUNTY – DANIEL CAESAR –  Voto 6,50 – indecision mette a fuoco l’inerzia sentimentale con un pop-soul raccolto, dove Rex Orange County e Daniel Caesar si incastrano senza forzature. L’intimità funziona.

JORJA SMITH –  Voto 6,50 – Jorja continua a muoversi tra R&B e club music senza lasciarsi ingabbiare dalle etichette, ma qui l’equilibrio appare meno incisivo. Le intuizioni ritmiche non mancano, la scrittura però raramente trasforma più raffinato che memorabile.

KASABIAN –  Voto 6,50 – I Kasabian cavalcano il confine tra dance-rock e festivalismo con un brano muscolare, costruito più sull’impatto ritmico che sulla sorpresa. Il groove funziona, ma la formula appare già sedimentata e l’anthemismo finisce per prevalere sulla scrittura.

CARLY RAE JEPSEN –  Voto 6,50 – Carly Rae Jepsen torna a presidiare il territorio del dance-pop con Motivation, un brano che lavora sull’immediatezza. La produzione levigata e il ritornello elastico costruiscono una traccia gradevole, pensata per muoversi con naturalezza tra radio e pista da ballo. 

ICONA POP –  Voto 6,50 – Hurt prova a sottrarre Icona Pop alla pura euforia da pista, cercando una dimensione più intima. Caroline Hjelt e Aino Jawo rallentano la corsa e mettono a fuoco la vulnerabilità, mentre il resto oscilla tra dance-pop levigato e formule già sedimentate. 

LIGABUE –  Voto 6,50 – Qualcosa per te ribadisce il lessico di Ligabue senza cercare nuove coordinate. La scrittura solida e introspettiva ci porta ancora una volta nel suo mondo senza troppe pretese. 

GIUSY FERRERI –  Voto 6,50 – Giusy cerca nel pop una nuova fisionomia, con Vuoto Cosmico resta più interessante nelle intenzioni che nella resa. La produzione sostiene un brano compatto, privo però di autentici scarti espressivi. Una transizione ancora da mettere a fuoco.

KAYSEYE –  Voto 6,00 – Nessuna ricerca concettuale per la girl band per un brano che si consuma nell’urgenza del clubbing, spinto da una produzione scabra e ritmiche martellanti. L’energia compensa la prevedibilità strutturale, lasciando il segno solo dove la calibrazione pop deraglia.

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