Dark Mode Light Mode

Recensione concerto – WILLIE PEYOTE al Fabrique di Milano rap, rock e coscienza collettiva [Scaletta e Info]

Willie-Peyote-foto-live-milano-Fabrique-ottobre-2026

Sold out per la tappa milanese del Club Tour 2026 di Willie Peyote.

Il cantautore torinese presenta il nuovo album “Anatomia di uno schianto prolungato” tra rime infuocate, riflessioni sociali e momenti di intensa intimità, con la partecipazione speciale di Brunori Sas.

Dopo il singolo “Burrasca”, pubblicato a marzo con Fudasca, e l’uscita a maggio dell’album “Anatomia di uno schianto prolungato”, WILLIE PEYOTE è tornato sul palco con le nove date del Club Tour 2026.

Advertisement

Guglielmo Bruno, questo il suo vero nome, ha costruito la scaletta attorno al nuovo disco, proponendone nove brani sui dodici che compongono la tracklist. Nonostante la pubblicazione relativamente recente, le nuove canzoni sono state accolte da un pubblico partecipe, capace di dimostrare una buona conoscenza dei pezzi, molti dei quali già usciti come singoli, senza rinunciare all’entusiasmo per le composizioni più datate.

Ne è nato un concerto di alto livello, nel quale Willie Peyote ha messo in mostra tutte le sfaccettature della propria identità artistica: il rap che incontra la canzone d’autore, le rime che si intrecciano con il ritmo, la rabbia che lascia spazio all’introspezione. Parole, idee e prese di posizione convivono con momenti più leggeri, sarcastici ed emotivi, in un equilibrio che rappresenta ormai la cifra distintiva del musicista.

Con l’immancabile gin tonic a portata di mano, Willie ha guidato il pubblico attraverso uno spettacolo energico e dinamico. La musica, inizialmente orientata verso sonorità soul, si è progressivamente spostata su territori più rock e incisivi, sostenuta da una band affiatata e potente.

Accanto a lui Daniel Bestonzo alle tastiere, Dario Panza alla batteria, Luca Romeo al basso, Damir Nefat alla chitarra, Enrico Allavena al trombone e Pugni, impegnato nei cori e alla chitarra acustica, oltre che protagonista dell’apertura della serata. I musicisti non si limitano ad accompagnare il frontman, ma trovano spazio per valorizzare il proprio contributo, sia individualmente sia come ensemble. Lo dimostrano la lunga coda strumentale di “La mia ex moglie” e l’ampio sviluppo musicale di “Non sono razzista ma…”.

La tensione musicale sale ulteriormente con il medley “Luigi – Killing in the Name (1312) – Bittersweet Symphony”, un passaggio in cui la durezza della musica si sposa con quella dei testi. “Luigi” è ispirata alla vicenda di Luigi Mangione, accusato dell’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare, avvenuto nel 2024.

Al termine del brano, Willie allarga il discorso alla realtà che lo circonda, soffermandosi sugli episodi di violenza che, nei giorni precedenti al concerto, avevano scosso il centro di Milano. La sua posizione è netta nel condannare la violenza, ma non si ferma alla semplice denuncia: l’artista prova a interrogarsi sulle ragioni che alimentano la rabbia sociale, puntando il dito contro le contraddizioni della società e i modelli che contribuiscono a generarle.

È uno dei momenti in cui emerge con maggiore evidenza la natura della musica di Peyote: intrattenimento e riflessione non sono dimensioni separate, ma parti dello stesso racconto.

Dopo tanta energia, il concerto cambia atmosfera. Con “Burrasca” si apre una parentesi più intima e acustica, nella quale Pugni assume il ruolo di Fudasca, presente nella versione in studio. Il clima raccolto prosegue con “Tua madre”, affidata al dialogo vocale con due chitarre acustiche. È il volto più cantautorale della serata, quello in cui la forza delle parole emerge senza bisogno di arrangiamenti roboanti.

A suggellare questa sezione arriva un ospite speciale: DARIO BRUNORI, che sale sul palco per duettare con Willie sulle note di “Mi arrendo”, proprio come nella versione registrata in studio. L’ingresso del cantautore calabrese viene accolto da una vera ovazione, segno di una sintonia che va oltre la collaborazione discografica e che trova terreno comune nella sensibilità del pubblico.

Il finale conferma quanto visto nel corso della serata. Willie Peyote sa essere potente, energico e provocatorio, ma anche ironico, sarcastico e capace di improvvisi cambi di registro. Sul palco alterna divertimento e serietà, trascinando la platea in una festa che non rinuncia a interrogarsi sul presente.

Al Fabrique si balla e si canta, ma non è soltanto questo. Il pubblico partecipa a qualcosa che assomiglia a una coscienza collettiva: un insieme di pensieri, contraddizioni e sentimenti che l’artista porta sul palco attraverso le proprie canzoni e che la platea riconosce e condivide.

Ancora una volta, Willie Peyote non delude. Porta in scena il suo mondo senza addolcirne gli spigoli, affidandosi a rime infuocate, una band in grande forma e una presenza scenica capace di tenere insieme impegno e leggerezza. Il risultato è un concerto che diverte, coinvolge e, soprattutto, lascia qualcosa su cui riflettere anche dopo l’ultima nota.

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo).

LA SCALETTA 

1. Intro – In cerca di uno schianto – Sapore di Marsiglia
2. Portapalazzo – Kodak – Dettagli
3. Preferisco non sapere
4. Willie Pooh
5. Air B&B
6. Io non sono razzista ma…
7. Che caldo fa a Testaccio
8. Luigi / Killing in the Name / 1312 / Bittersweet Symphony / Ufo
9. Burrasca feat. Pugni
10. Tua madre
11. Mi arrendo feat. Dario Brunori
12. Kill Tony
13. Mai dire mai (la Locura)
14. Ottima scusa
15. Semaforo – I cani
16. Le chiavi in borsa
17. Grazie ma no grazie
18. La tua futura ex moglie
19. Che bella giornata
Encore
20. C’era una vodka
21. Non c’è di che

IL TOUR 

– 23 ottobre – Molfetta (BA), Eremo Club
– 24 ottobre – Napoli, Casa della Musica
– 27 ottobre – Bologna, Estragon
– 30 ottobre – Firenze, Teatro Cartiere Carrara
– 31 ottobre – Roma, Atlantico
– 3 novembre – Venaria Reale (TO), Teatro Concordia
– 7 novembre – Padova, Hall

CLICCA PER ACQUISTARE I BIGLIETTI 

WEB & SOCIAL 

http://www.williepeyote.com/
@williepeyote/

Previous Post

Concerti e festival per i prossimi mesi. La lista in continuo aggiornamento [Info e Biglietti]

Next Post

CESARE CREMONINI "Amateur" è come se fosse il mio primo disco. Il concerto a Londra [Scaletta e Gallery]

Advertisement