Non è un tour celebrativo come tanti. Quello dei LITFIBA nasce sì per festeggiare i quarant’anni di 17 Re, il secondo capitolo della celebre “Trilogia del Potere” inaugurata con Desaparecido, ma finisce presto per trasformarsi in qualcosa di diverso.
Non un’operazione nostalgia, bensì la riaffermazione di un’identità artistica che, a distanza di quattro decenni, conserva ancora tutta la propria forza.
Sul palco torna infatti la formazione che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più importanti del rock italiano: Piero Pelù e Ghigo Renzulli ritrovano Gianni Maroccolo al basso e Antonio Aiazzi alle tastiere, mentre Luca Martelli raccoglie il difficile testimone di Ringo De Palma, omaggiato con una sentita esecuzione di Eroi nel vento.
La scaletta pesca a piene mani dai primi tre album della band, quelli che hanno definito il suono dei Litfiba e influenzato intere generazioni di musicisti. È un viaggio nelle radici del gruppo, ma senza mai assumere i contorni della celebrazione fine a sé stessa. Le canzoni conservano infatti una sorprendente attualità: i temi del potere, della violenza, dell’arroganza, delle disuguaglianze sociali e del capitalismo, raccontati negli anni Ottanta, sembrano parlare direttamente al presente.
Ed è proprio questa la forza del concerto. I Litfiba non reinterpretano il loro passato: lo ripropongono con la convinzione che quelle canzoni abbiano ancora qualcosa da dire. E il pubblico, composto in larga parte da chi quella stagione l’ha vissuta in prima persona, risponde con entusiasmo, accompagnando ogni brano dall’inizio alla fine.
Piero Pelù resta il catalizzatore dello spettacolo. Meno fisico rispetto agli anni d’oro, ma ancora capace di occupare il palco con il suo carisma e quella teatralità che da sempre caratterizza le sue performance. Tra un brano e l’altro non mancano gli interventi dedicati alla pace, le prese di posizione contro la guerra, la solidarietà alla popolazione palestinese, le critiche al sistema economico e le frecciate alla politica. Durante il finale sventola anche il tricolore italiano, rivendicandolo come simbolo dell’Italia antifascista e contrapponendolo alle letture sovraniste.
Sul versante musicale la band è una macchina perfettamente oliata. Ghigo Renzulli continua a costruire, con apparente naturalezza, quel muro di chitarre che rappresenta la firma sonora dei Litfiba. Più defilato rispetto a Pelù, ma imprescindibile, è lui l’artefice di un sound che mantiene intatta tutta la sua personalità. Maroccolo e Martelli danno solidità alla sezione ritmica, mentre le tastiere di Aiazzi restituiscono quelle suggestioni dark e new wave che hanno caratterizzato gli esordi della band.
I Litfiba non cercano compromessi con il presente perché, in fondo, non ne hanno bisogno. Fanno semplicemente ciò che hanno sempre fatto: rock. Un rock duro, viscerale, personale, che non ha mai seguito le mode e che ancora oggi conserva una sua precisa identità.
Le oltre due ore e mezza di concerto scorrono senza cedimenti, alternando momenti di grande intensità emotiva a esplosioni di energia. È uno spettacolo che parla di memoria, ma soprattutto di coerenza. Della capacità di una band di restare fedele a sé stessa senza diventare una caricatura del proprio passato.
Per i fan storici è un ritorno alle origini. Per chi li scopre oggi, è la conferma del perché i Litfiba continuino a occupare un posto speciale nella storia della musica italiana. Padri del rock italiano moderno, hanno dimostrato ancora una volta che certe canzoni non invecchiano: cambia semplicemente il mondo che le ascolta.
Ps: il tour sarà interamente registrato e verrà realizzato un disco live che uscirà a novembre.
Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)
LA SCALETTA
Febbre (Intro strumentale)
17 Re
Come un Dio
Oro nero
Sulla Terra
Vendetta
Ferito
Apapaia
Ballata
Re del silenzio
Pierrot e la luna
Univers
Tango
Cafè, Mexcal e Rosita
Gira nel mio cerchio
Cane
Resta
Encore:
Il vento
Istanbul
Santiago
Eroi nel vento
La preda
Tex
Cangaceiro
O Fortuna (registrato)
LE DATE
09 luglio Villafranca (VR) – Villafranca Festival 2026, Castello Scaligero
11 luglio Asti – AstiMusica, Piazza Alfieri
14 luglio Genova – Altraonda Festival
16 luglio Roma – Rock in Roma, Ippodromo delle Capannelle
18 luglio Servigliano (FM) – NoSound Fest, Parco della Pace
21 luglio Bologna – Sequoie Music Park
23 luglio Firenze – Prato delle Cornacchie
25 luglio Cosenza – Rendano Arena, Piazza XV Marzo
28 luglio Napoli – Arena Flegrea
01 agosto Alghero – Alguer Summer Festival, Anfiteatro Ivan Graziani
04 agosto Catania – Villa Bellini
07 agosto Melpignano (LE) – Sei Festival, Piazza Avantaggiato
11 agosto Palmanova (UD) – Estate di Stelle, Piazza Grande
13 agosto Forte dei Marmi (LU) – Villa Bertelli Live
15 agosto Bellaria Igea Marina (RN) – Beky Bay
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