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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (10 Luglio) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-28-2026.

Vol. 28-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

The Rolling Stones  – Voto 7,50  – I Rolling Stones continuano a muoversi nel proprio universo sonoro con il piacere di chi non deve più dimostrare nulla. Il blues rock scorre ancora con naturalezza, tra mestiere e divertimento, trasformando la longevità in una forma di libertà creativa. Mitologici

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Interpol – Voto 7,50  – Gli Interpol ritrovano la loro architettura notturna con Iron City, un brano in cui memoria e futuro si intrecciano tra tensioni ritmiche e atmosfere dense. Paul Banks conferma una scrittura evocativa, mentre la produzione amplia il suono senza tradirne l’identità. Un’evoluzione misurata e credibile.

Beyoncé  – Voto 7,50  – Ogni ritorno di Beyoncé è un piccolo terremoto mediatico. Con MORNING DEW (DONK) sceglie la misura del frammento celebrativo più che quella della rivoluzione. La produzione di Pharrell accompagna un brano solido, costruito per la BeyHive, con mestiere impeccabile e carisma intatto. Raffinato.

Jungle – Voto 7,50  – I Jungle confermano la loro rara capacità di fondere soul, funk ed elettronica in un linguaggio essenziale e seducente. Il groove scorre con naturalezza, gli arrangiamenti sono raffinati e ogni dettaglio alimenta un’eleganza mai ostentata. Ancora una volta convincono senza rincorrere l’effetto. 

Ezra Collective – Lila Ike – Voto 7,25  – Gli Ezra Collective confermano la loro capacità di ampliare i confini del jazz contemporaneo intrecciando groove, contaminazioni caraibiche e cultura sound system. Well Organised con Lila Iké scorre con naturalezza. Un brano elegante e ben calibrato. 

Oan Kim & the Dirty Jazz –  Voto 7,25  – Oan Kim & The Dirty Jazz attraversano il confine tra noise, art rock e suggestioni cinematografiche con Garbage Truck, brano inquieto e deformato da chitarre abrasive e ritmiche nervose. Tra echi di Velvet Underground e Talking Heads, la band costruisce un caos controllato e suggestivo. Visionario.

The Last Dinner Party –  Voto 7,25  – The Last Dinner Party costruiscono un rock d’autore teatrale e avvolgente, dove intensità melodica e cura degli arrangiamenti convivono con una scrittura ambiziosa. La band conferma una forte personalità scenica. Maestoso.

Ed O’Brien  –  Voto 7,25  – Ed O’Brien costruisce con Abbeycwmhir un paesaggio sonoro sospeso, dove arpeggi malinconici, riverberi e stratificazioni vocali creano una dimensione quasi spirituale. L’ex Radiohead conferma una sensibilità compositiva raffinata, più orientata alla contemplazione che alla ricerca di nuovi territori. Etereo.

BowLand – Voto 7,25  – I BowLand confermano una cifra sonora riconoscibile, sospesa tra elettronica minimale, suggestioni deep house e un’estetica onirica. Look at Me avvolge con ritmiche ipnotiche e vocalità eteree, costruendo un equilibrio raffinato tra ricerca e accessibilità. Un viaggio sonoro coerente e personale.

Radie Peat – Voto 7,00  – Radie rinnova il folk irlandese con una voce profonda e una sensibilità capace di dialogare con la tradizione senza museificarla. Still I Love Him trasforma il racconto sentimentale in una riflessione sulla resilienza, valorizzando interpretazione e intensità più che l’innovazione formale. Intensa

U2 – Voto 7,00  – Gli U2 tornano su un terreno familiare, quello delle grandi aperture melodiche e della tensione emotiva. Un brano che richiama il dna della band senza inseguire nostalgie, mantenendo intatto il senso della loro scrittura pop-rock. Solido.

Gilla Band – Voto 7,00  – I Gilla Band continuano a muoversi in un territorio senza coordinate precise, dove post-punk, noise e sperimentazione convivono in una collisione permanente. La loro forza resta l’identità collettiva, capace di deformare il rock contemporaneo.

Wet Leg  – Voto 7,00  – Le Wet Leg confermano l’efficacia di una formula basata su energia e una scrittura obliqua capace di rendere il quotidiano materia sonora. La loro proposta mantiene freschezza e immediatezza.

James Ellis Ford – Voto 7,00  – James trasforma un passaggio esistenziale complesso in un qualcosa sospeso tra introspezione e leggerezza pop.  Evita il dramma autoreferenziale, cercando nella melodia una forma di resistenza. Un lavoro sincero, delicato. Luminoso.

Jacopo Èt – Voto 6,75  – Jacopo osserva la frenesia quotidiana attraverso dettagli minimi, trasformando gesti ordinari in riflessioni sul tempo e sull’incapacità di fermarsi. Vita Meravigliosa possiede una scrittura sensibile e un immaginario nitido. Solare! 

Young Pulse – Elasi – Voto 6,75  – Young Pulse ed Elasi costruiscono un incontro leggero e solare, dove ritmo estivo e attitudine dance anni ottanta convivono con gusto e cura degli arrangiamenti. Un brano pensato per il movimento, ma lontano dalla banalità del consumo stagionale. Fresco nell’approccio, misurato nell’ambizione.

Stunk – Voto 6,50  – Stunk osserva il disordine del presente con ironia disincantata, trasformando dubbi e piccole frustrazioni in materia pop. Il brano trova un equilibrio raffinato tra arrangiamenti bossa e dettagli jazz, come il sax finale, che impreziosiscono una scrittura leggera ma curata. Elegante.

Pablo America – Voto 6,50  – Pablo America rielabora un immaginario melodico che richiama certe aperture del pop italiano classico, con un’eco evidente alla scrittura dei Pooh di Ci penserò domani. Attorno a questa matrice costruisce un brano personale, sospeso tra nostalgia e sensibilità contemporanea.

Micol Touadi – Voto 6,50  – Micol apre un nuovo percorso affidandosi a sonorità afrobeat e alla forza evocativa del francese. Ndéko racconta cadute e rinascite con sincerità, senza indulgere nel vittimismo. Un debutto personale  promettente.

Morama – Voto 6,50  – I Morama esplorano il rapporto tra sentimento e creatività attraverso un pop contemporaneo. Scusami Se racconta la dipendenza affettiva con sensibilità. Un brano sincero, più convincente nell’intenzione che nella forma. Intimo.

Orlando – Voto 6,50  – Orlando racconta una provincia giovane e scanzonata con lo spirito della compagnia e il gusto per la leggerezza. Americanata si muove tra il pop generazionale di Olly e certe atmosfere di Bresh, con una scrittura immediata. Un ritratto estivo piacevole, senza sorprese. Spensierato!

Boisié – Voto 6,50  – L’amore fuori dagli schemi romantici tradizionali, cercando una dimensione più libera e autentica del sentimento. Il brano si muove con luminosità e intenzione sincera, ma la riflessione resta affidata a immagini già esplorate. Un pop emotivo curato.

Future – Voto 6,50  – Future resta fedele al proprio universo sonoro: un rap oscuro, essenziale e introspettivo, costruito su atmosfere cupe e un flow ipnotico. L’identità è salda e riconoscibile, ma il brano si muove senza reali deviazioni rispetto a una formula ormai consolidata. Crepuscolare.

Anna  – Voto 6,50  – Anna si muove tra pop contemporaneo e suggestioni urban, costruendo un brano sostenuto da ampi tappeti elettronici e una produzione curata. L’atmosfera funziona e il suono è attuale, ma la scrittura resta abbastanza prevedibile. 

Salba – Voto 6,25  – Salba guarda al presente con una scrittura sospesa tra malinconia indie-pop e riflessioni sulla precarietà della felicità. Inutili Storie coglie il fascino dell’attimo affidandosi all’atmosfera.

Gabriele Serpe – Voto 6,25  – Dietro una scrittura che sfiora le inflessioni dell’universo di Motta, Serpe riflette sul divario tra immagine e identità con metafore efficaci. L’intuizione regge.

Stunt Pilots – Voto 6,25  – Gli Stunt Pilots trasformano il disagio in energia con un rock diretto che gioca sul contrasto tra forma luminosa e contenuto più amaro. TIME OF MY LIFE ha immediatezza e una buona vocazione live, ma la formula resta dentro coordinate pop-rock già ampiamente percorse

Gospel – Voto 6,25  – I Gospel affrontano il tema dell’autodistruzione con un’attitudine ruvida, tra chitarre abrasive e un immaginario punk riletto in chiave contemporanea. Un brano viscerale, più efficace nell’urgenza che nella sintesi. Rabbioso.

Nahaze  – Voto 6,00  – Nahaze guarda al clubbing dei primi Duemila con un synth-pop scuro e una produzione ben rifinita. GOSSIP trova una buona atmosfera ma lo sviluppo resta prevedibile e non sfrutta fino in fondo il potenziale del concept. C’è già Anna! 

Le-One – Voto 5,00 – Le-One costruisce un tormentone estivo secondo un canovaccio già ampiamente collaudato: ritmo latino, immaginario glamour e un ritornello immediato. Abbastanza inutile e funzionale alla stagione, poco oltre. Effimero

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