Oggi, martedì 12 maggio la Wiener Stadthalle di Vienna ospiterà la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026. Quindici Paesi in gara, dieci posti disponibili per la finale del 16 maggio, un equilibrio sempre più instabile tra industria musicale, diplomazia culturale e televisione spettacolare.
Vienna torna al centro dell’evento dopo la vittoria austriaca dello scorso anno, ma l’atmosfera che accompagna questa edizione è tutt’altro che celebrativa. La presenza di Israele continua ad alimentare proteste e tensioni pubbliche, costringendo l’organizzazione e le autorità locali a rafforzare le misure di sicurezza attorno all’arena e nelle aree più frequentate dai fan e dalle delegazioni. L’Eurovision conferma così la propria natura ambigua: manifestazione costruita sull’intrattenimento leggero ma incapace di sottrarsi alle faglie politiche che attraversano l’Europa contemporanea.
Sul piano musicale, la prima semifinale evidenzia una linea ormai consolidata. La forma canzone tradizionale sopravvive soltanto come materiale da deformare. Dominano produzioni pensate per l’impatto immediato, costruite su ritornelli ipertrofici, identità visive marcate e un linguaggio sonoro che assorbe elettronica, urban, folklore e pop internazionale dentro strutture rapidissime.
Per quanto riguarda la gara di questa prima semifinale i bookmaker e il fandom eurovisivo stanno puntando molto su Svezia, Finlandia e Croazia, mentre l’accoppiata Senhit e Boy George per San Marino divide pubblico e critica: più curiosità mediatica che reale consenso estetico, almeno nelle prime reazioni online.
Tra i concorrenti osservati con maggiore attenzione anche Israele con Noam Bettan e “Michelle”, inevitabilmente esposto a una lettura che supera il contesto artistico. La Serbia punta invece su un registro emotivo più trattenuto con LAVINA, mentre Estonia e Belgio si muovono dentro coordinate synth-pop ormai centrali nella grammatica del contest.
Italia e Germania voteranno durante la semifinale pur essendo già qualificate alla finale. Per l’Italia è prevista l’esibizione fuori concorso di Sal Da Vinci con “Per Sempre Sì”, scelta che segna un ulteriore scarto rispetto alle tradizionali traiettorie sanremesi recenti e apre una riflessione più ampia sul rapporto tra televisione generalista, repertorio popolare e rappresentazione nazionale.
LA SCALETTA DELLA PRIMA SEMIFINALE
