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Recensione concerto – ELISA la regina del pop è sempre lei [Scaletta e Info]

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Per la primavera 2026 ELISA torna nei palasport con un tour di dieci date che anticipa nuova musica in arrivo entro fine anno.

Dopo la parentesi negli stadi dell’estate 2025, la cantautrice di Monfalcone sceglie una dimensione più “raccolta”, ma non per questo meno potente. E al Forum di Milano conquista ancora una volta il pubblico con uno show elegante, intenso e costruito con cura.

La scena è un colpo d’occhio: un palco circondato da fiori che cambiano colore seguendo l’andamento del concerto e un mega schermo sono, insieme alle luci, parte di una produzione elegante, mai ridondante, che accompagna Elisa senza sovrastarla. L’inizio è delicato, quasi sospeso, ma bastano pochi brani perché l’artista spinga sull’acceleratore fino a “Luce (tramonti a nord est)”, trasformata in un coro gigantesco del Forum che emoziona la stessa Elisa, visibilmente colpita mentre lascia la voce al pubblico prima di rientrare con i suoi interventi.

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Elisa non ha mai nascosto le sue doti vocali, ma dal vivo la conferma è ancora più evidente: la voce è il vero catalizzatore, l’elemento che ti trascina nel suo mondo musicale e lirico. È una voce malleabile, capace di accarezzare – come in “Dancing” o “Yashal”, nella parte più intima del concerto con lei al piano – e di graffiare con forza, come in una “Heaven Out of Hell” feroce e impeccabile. Le note tenute, i virtuosismi, la naturalezza con cui affronta melodie complesse mostrano un’artista nel pieno della maturità e in pieno controllo delle sue doti canore.

Il primo ospite della serata è Dardust, con cui Elisa ha scritto e presenta un brano nuovo (“Amore è”) dalle tinte elettroniche, un incontro con il produttore e compositore che anticipa in versione live ciò che uscirà nel corso dell’anno.

Sebbene la produzione sia spettacolare (ma lontana dall’ostentazione) durante il concerto Elisa rimane sempre semplice, emotiva, autentica, lontana da qualsiasi atteggiamento da diva. Porta sul palco la sua musica e la sua scrittura con integrità, in maniera naturale, quasi spontanea, senza atteggiamenti da superstar, trasformando il concerto in un momento di condivisione più che in un’esibizione, segnato da una sorta di divertimento da parte dell’artista che si estende anche alla platea. Ringraziando le ragazze del coro Elisa invita, sopra come sotto il palco, a lasciarsi andare alle emozioni ed all’emotività, abbandonando le sovrastrutture che c’è lo impediscono. 

Il momento intimo e la ripartenza rock
Per un cambio d’abito un breve spazio è dedicato alle ragazze del coro, poi Elisa rientra al piano per un segmento più raccolto con “Anche fragile” e “Se piovesse il tuo nome”, brani che aprono alla melodia senza mai scivolare nel melenso. La parentesi si chiude con una ripartenza esplosiva: la cover di “Zombie” dei Cranberries, introdotta ricordando il significato del brano contro la guerra e sui dolori che provoca, mentre sullo schermo campeggia la scritta PEACE. È il preludio a un medley chiaramente e volutamente il momento più rock del concerto, dove Elisa e la band spingono al massimo, dimostrando ancora una volta la sua capacità di muoversi con disinvoltura tra pop, rock e canzone d’autore.

Prima dei bis, Elisa chiude il set principale con “Together”, dedicandola “contro tutte le guerre del mondo e per la pace”. Un finale coerente con il percorso emotivo della serata, che unisce energia, consapevolezza e un forte senso di comunità.

Il concerto ha una grande forza e un notevole impatto dal punto di vista sonoro, la  musica e sempre tesa a parte i pochi episodi (con Elisa al piano) più intimi e delicati in cui però esplode forte la qualità vocale della protagonista.

Negli anni Elisa ha affinato una presenza scenica sempre più solida. Oggi la sua forza dal vivo è ai massimi livelli: controllata ma intensa, potente ma mai sopra le righe. Tutti gli elementi – la produzione, la band, la voce, la cura estetica – concorrono a costruire uno spettacolo dal sapore internazionale con una musica personale, segnata da una scrittura che unisce con grande abilità differenti elementi stilistici e alla fine produce “pezzi” di qualità che nella versione live guadagnano ancor più in energia e potenza.

Meritati tutti gli applausi.

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

LA SCALETTA 

Un filo di seta negli abissi
Stay
Labyrinth
Luce (tramonti a nord est)
O Forse Sei Tu
Intro + Amore È
Heaven Out of Hell
Dancing
Yashal
Tua Per Sempre
Broken
Ti Vorrei Sollevare
Outro Girls
Anche Fragile
Se Piovesse il tuo nome
Medley Rock:
Zombie (The Cranberries cover) / Shadow Zone / Bitter Words / Inside a Flower / Your Manifesto / Cure Me / NEON – Le Ali
Vivere Tutte Le Vite
L’anima Vola
No Hero
Rainbow
Together

Encore
Eppure Sentire (un senso di te)
Gli Ostacoli del Cuore
A Modo Tuo

LE DATE 

29 aprile – TORINO, Inalpi Arena
02 maggio – BOLOGNA, Unipol Arena
03 maggio – FIRENZE, Nelson Mandela Forum
05 maggio – ROMA, Palazzo dello Sport
07 maggio – BARI, Pala Florio
09 maggio – EBOLI, Pala Sele

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