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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (01 maggio) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-18-2026

Vol. 18-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì. 

In cima alla cartografia degli ascolti si impongono i ritorni pesanti: Lady Gaga riafferma la propria grammatica spettacolare senza strappi, mentre Madonna insieme a Sabrina Carpenter ricalibra il suo dancefloor in chiave generazionale, tra lucidità produttiva e mestiere pop.

Sul fronte più immediatamente globale, l’asse latino e radiofonico di Zara Larsson e Shakira conferma la deriva da hit costruita per saturazione e riconoscibilità.

In questo marasma di suoni, spiccano con una diversa densità i Kneecap: la loro militanza non è posa. Un punto di attrito necessario dentro una settimana che tende spesso alla ripetizione.

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Buon Ascolto 

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Kneecap – Kae Tempest– Voto 8,00 – Irish Goodbye trasforma il lutto in scrittura esposta, senza filtri né retorica consolatoria. La densità emotiva non cerca alleggerimenti, ma stratificazione. Brano e racconto coincidono in una vulnerabilità che non si compone. Necessario.

David Byrne – Natalia Lafourcade – Mexican Institute Of Sound – Voto 7,50 – «¿Cuál Es La Razón?» rilegge “What Is The Reason For It?” in chiave latin, più fisica e luminosa. Sposta l’asse emotivo senza forzare, tra eleganza e adattamento. Migrante e come sempre geniale! 

Lizzo – Voto 7,50 – Lizzo rilegge “Bitch” di Meredith Brooks con un’interpolazione che diventa dichiarazione di stile. Groove morbido, attitudine assertiva, scrittura che scivola con sicurezza. Più reinterpretazione che rottura, ma centrata. Sicura.

Cornelius – Voto 7,50 – Cornelius rilegge “Yumenem” di Yosui Inoue come riattivazione estetica più che semplice cover: luce balearica filtrata da una sensibilità elettronica levigata. Cornelius torna a una scrittura sospesa, rarefatta, coerente con la sua traiettoria. Sottile.

Nu Genea – Voto 7,50 – I Nu Genea costruiscono un ecosistema solare, tra groove balearico e nostalgia mediterranea. Tutto scorre con eleganza, senza forzature: più atmosfera che struttura, ma la scrittura tiene e seduce. Luminoso.

Dimartino – Voto 7,50 – Dimartino prosegue un percorso autoriale che scava nella memoria senza indulgere in nostalgia facile. Melodie raccolte, scrittura sorvegliata, capace di evocare senza appesantire. Un equilibrio raro tra misura e profondità. Raffinato.

Editors – Voto 7,25 – Call It In riafferma la tensione emotiva degli Editors, limando l’elettronica in una forma più raccolta. Tom Smith guida con misura un brano che cresce per sottrazione. Non tutto sorprende, ma la scrittura tiene e sedimenta. Consapevole.

The Black Keys – Voto 7,25 – The Black Keys restano fedeli a una grammatica essenziale: chitarre tirate, impasto ruvido, tensione immediata. Nessuna deriva, nessuna patina. Il risultato non sorprende, ma regge con solidità. Compatto.

Death Cab for Cutie – Voto 7,25 – Punching the Flowers lavora su una sospensione emotiva fatta di immobilità e attrito interiore. La scrittura di Ben Gibbard resta fedele alla sua grammatica della malinconia controllata, dove il gesto minimo diventa segno di stasi esistenziale. 

American Football – Wish  – Voto 7,00 – Con Wake Her Up si sposta su un asse più permeabile al pop, quasi in increspatura, dove la tradizione emo si lascia contaminare da elettronica e ritmica più ariosa. La voce ospite di Wisp introduce una trasparenza che alleggerisce senza dissolvere. 

Europe – Voto 7,00 – One On One apre con un’orchestrazione che illude la nostalgia, poi riafferma il marchio degli Europe. Riff solido, scrittura classica, energia ben calibrata. Non reinventa, ma tiene tensione e mestiere. Funziona più di quanto prometta. Affidabile.

Robyn – CA7RIEL & Paco Amoroso – Voto 7,00 – L’incontro tra Robyn e CA7RIEL & Paco Amoroso funziona come corto circuito controllato: energia caotica, ma incanalata in un pop già stratificato. Il remix amplia più che riscrivere, giocando sull’attrito tra mondi.

Lamante – Voto 7,00 – Lamante firma un lavoro che ribadisce centralità autoriale e controllo della materia sonora, condiviso in produzione con Taketo Gohara. Scrittura coerente, poetica, intensa, percorso solido, senza scarti vistosi ma con una chiara direzione. Definito.

Santamarea – Voto 7,00 – Non ci si ama solo in primavera lavora su una tensione elegiaca tra perdita e memoria, con Palermo come palinsesto emotivo più che semplice sfondo. L’idea è forte, la resa lineare e coerente. Funziona!

Nerissima Serpe – Fritu – Voto 7,00 – Nerissima rilegge Vasco Rossi, aggiornando l’impianto senza tradirne il nucleo. Meno iconica, più oscura e funzionale al presente. Convince!

Mannarino  – Voto 7,00 – Mannarino costruisce Maradona come una liturgia laica tra degrado urbano e tensione mistica. L’icona sportiva diventa dispositivo simbolico, più che racconto. La scrittura tiene, ma a tratti si appoggia troppo alla densità evocativa. Visionario.

Madonna – Sabrina Carpenter – Voto 6,75 – Madonna ancora una volta si rimette al centro di una pista lucida, con Sabrina Carpenter a rifinire l’appeal generazionale. Hook immediato, produzione compatta, pochi rischi. Funziona per mestiere più che per scarto.

Gaia – Voto 6,75 – Gaia torna alle sue latitudini brasiliane e trova misura: bossa levigata, ritmo contemporaneo, eleganza naturale. La scrittura scorre senza attriti, atmosfera e sogno. Piace, illumina, solare.

LeUltimeParoleFamose – Voto 6,75 – Vacanze Romane trasforma l’inerzia estiva in microdramma sentimentale, tra riti minimi e disordine affettivo. Scrittura nitida, sospesa tra intuizione e compiacimento.

Rareș – Voto 6,75 – Rareș costruisce una fine amorosa a due voci che si incastrano più per necessità strutturale che per vero cortocircuito emotivo. L’arrangiamento, tra fiati e misura acustica, segna una pulizia formale evidente. Bello il controllo.

Lea Gavino – Voto 6,50 – Un indie pop levigato che sfiora il tradimento senza davvero affondarlo. La scrittura resta in una zona di comfort emotivo, più evocata che incisa, nonostante il ritornello cerchi un appiglio catartico. Funziona, ma non lascia segni profondi

Vegas Jones – Voto 6,50 – TXT asciuga l’autotune e cerca una presenza più diretta. Il beat di Mike Zombie è compatto, l’attitudine frontale. Scrittura semplice ma funzionale, senza veri picchi. Tiene la linea, senza imporsi.

Flaco G – Voto 6,50 – Flaco G rivendica lo status con un immaginario espanso, tra lusso e retorica di ascesa. Il beat sostiene tra orchestrazioni e battiti. Funziona per presenza. Autocentrato.

Rame – Marracash – Voto 6,50 – Rame espone il proprio universo con una scrittura diretta, intensa e pensata mentre Marracash interviene senza alterarne davvero l’asse. Il featuring pesa più per nome che per impatto.

Lady Gaga- Voto 6,50 – Lady Gaga in modalità Diavolo Veste Prada rientra nel suo perimetro più riconoscibile: pop scenico, calibrato, costruito per impatto immediato. L’operazione funziona ma non apre varchi, si limita a confermare un linguaggio già codificato. Prevedibile.

Zara Larsson – Shakira – Voto 6,25 – Zara e Shakira puntano su una chimica da classifica: dancefloor levigato, eco latino di maniera. Fascino presente, scrittura prevedibile. Funziona, ma senza scarto! Futura Hit! 

Ale Rossi – Delta  – Voto 6,25 – Doppelgänger costruisce un club banger funzionale, dove la dualità concettuale si traduce in incastro più dichiarato che realmente perturbante. L’impatto c’è, la ricerca resta controllata.

Eugenio in Via Di Gioia – Voto 6,25 – Parte da un’urgenza limpida, quasi disarmante, ma la sviluppa senza reale attrito. Il caos resta sfondo, interiorizzato ma poco inciso. Melodia accogliente, scrittura corretta, raramente necessaria. Garbato.

Asianoia – Voto 6,00 – Comprime la noia fino a farla collassare in tensione. Post-punk per accumulo, ossessivo, mai risolto. L’urgenza percettiva è chiara, meno la traiettoria. Colpisce, ma resta in bilico tra gesto e forma. Irrequieto.

Cosmonauti Borghesi – Voto 6,00 – Depeche Mode gioca con un titolo ingombrante senza davvero sostenerlo. Energia immediata, ritornello funzionale, ma l’idea resta illustrativa. Il ritratto generazionale è nitido, non incisivo. Scorre, non lascia traccia profonda. Leggero.

 lildombaby – Voto 6,25 –  Un collage tra EDM e pop, più orientato all’impatto sensoriale che alla stratificazione. La scrittura tende a privilegiare superficie e immediatezza. Coerente con l’estetica evocata, meno con la profondità promessa.

Antonovvi – Voto 6,00 – Palpatine indulge in una provocazione che gioca tra lessico triviale e citazione pop. L’ironia regge a tratti, ma la scrittura appare compiaciuta, più istinto che costruzione. 

Maroon 5 – Voto 6,25 – I Maroon 5 reiterano una formula ormai cristallizzata: pop levigato, senza deviazioni né attrito. La scrittura scorre, ma non lascia traccia. Comfort zone come gabbia estetica. Inerziale.

Ultimo – Voto 6,00 – Questa insensata voglia di te si affida alla grammatica più riconoscibile di Ultimo: piano e voce come cornice esclusiva dell’urgenza emotiva. L’intensità è dichiarata, ma la scrittura resta prigioniera di una comfort zone ormai prevedibile. Nessuna reale deviazione. Ripetitivo.

Francesca Michielin – Voto 5,5o – Francesca prova a spostarsi su un elettro-pop dalle cromie italo disco, cercando una postura più diretta sul tema. L’intento è chiaro, la resa meno: il messaggio resta dichiarato, poco incarnato nella scrittura sonora. Non la riesco a decifrare.

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