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Recensione: BLANCO - "Ma’"
CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (03 aprile) #NewMusicFriday
U2 esce "Easter Lily", un nuovo EP di 6 tracce

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (03 aprile) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-14-2026

Vol. 14-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.  Una fotografa dello stati della musica attuale tra ritorni solidi, derive nuove e identità che si ridefiniscono tra conferme e scarti minimi, senza gerarchie stabili. Buona Pasqua in musica! 

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Thundercat – A$ap Rocky – Voto 8,00 – Thundercat e A$AP Rocky portano il rap su un piano evolutivo, intrecciando tessiture raffinate e codici stilistici consolidati. Un incontro che spinge il genere oltre la sua grammatica abituale. Evoluto.

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Mary J. Blige – Voto 7,50 – Mary J. conferma la sua cifra: R&B levigato, presenza scenica emotiva e controllo assoluto del fraseggio. Nessuna deviazione, solo dominio del proprio linguaggio. Carisma intatto.

Arlo Parks Voto 7,50  – Arlo attraversa dolore e intorpidimento con una scrittura fragile e luminosa. Tra synth e accordi scintillanti, la ferita emotiva diventa spazio di consapevolezza. Intenso.

Joan As Police Woman  Voto 7,50  – Un flusso sospeso, dove il tempo sembra davvero procedere all’indietro. L’ombra reggae dà al brano una gravità calda, quasi rituale. Eleganza sobria, mai decorativa.

Bleachers – Voto 7,50 – I Bleachers rilanciano una visione del pop che ibrida memoria e contemporaneità, intrecciando riferimenti del passato con una sensibilità attuale. Una dichiarazione estetica più che un semplice brano. Visionario.

Peter Gabriel – Voto 7,50 – Peter Gabriel rilegge la propria grammatica sonora in chiave pop evolutiva, tornando a una scrittura più luminosa e istintiva. Un gesto di riconnessione con le origini, più che un esercizio di stile. Riconciliato.

U2 – Voto 7,25 – Gli U2 pur senza necessità di dimostrare nulla, lasciano intravedere un residuo di fuoco creativo, meno incendiario ma ancora vivo. 

Angine de Poitrine – Voto 7,25 – Il duo più hype del momento colpisce per essenzialità radicale: zero sovrastrutture, solo suono e visione. Un’estetica asciutta che punta tutto sull’impatto diretto. Essenziale.

Dry Cleaning    Voto 7,25  – Una tensione rarefatta tra post-punk e deriva mentale, dove il suono si compatta in un paesaggio quasi motorico. Il testo resta ellittico, ossessionato dall’idea di sparizione e anonimato.

Ditonellapiaga – Voto 7,25 – Ditonellapiaga abbandona la cassa in quattro e si spinge in una ballad sospesa tra pianoforte e archi, dove la disillusione si fa materia narrativa. L’irruzione trip hop spezza l’equilibrio e aggiunge tensione, senza però sovvertire davvero la traiettoria. Elegante.

Disclosure – Voto 7,15 – Disclosure firma un’elettronica di decompressione, elegante e sofisticata che fonde classicismi con filtri e effetti. Un lavoro pulito, più atmosfera che scarto.

Blanco – Voto 7,00 – Blanco scava in un’intimità oscura, dedicando il brano alla madre tra tensioni emotive e riflessioni crude. La scrittura è diretta, senza filtri, capace di trattenere e colpire. Viscerale.

Sadturs & KIID –  prima stanza a destra – Massimo Pericolo – Latrelle Voto 7,00 – Sadturs & KIID con prima stanza a destra, Massimo Pericolo e Latrelle costruiscono un brano sospeso e onirico. Le voci si fondono nella trama, più materia sonora che narrazione. Suggestivo.

Salmo Voto 7,00 – Salmo spinge su una tensione rock fatta di chitarre tese e batteria serrata, mantenendo intatto il suo graffio stilistico. Riconoscibile. Ruvido.

Rancore – Voto 7,00 – Rancore riporta la parola al centro con Basta, un atto d’accusa contro l’industria discografica dominata da algoritmi e logiche di mercato. Tagliente.

Weezer Voto 7,00 – Weezer restano fedeli a un rock diretto e teso, dove energia e consapevolezza convivono senza sovrastrutture. Essenziali.

Kasabian Voto 6,75 – I Kasabian affrontano la sindrome dell’impostore come soglia creativa più che fragilità: “Great Pretender” trasforma l’ansia pre-palco in energia di passaggio. Nervoso.

Gianni Morandi  Voto 7,00 – Gianni-Jova ripercorre la sua storia personale e musicale con leggerezza e misura. Una riflessione che conferma un’icona sempre viva. Solare!

Nicola Siciliano Voto 6,75 – Nicola costruisce un doppio movimento emotivo tra vibes urban e deriva elettronica, mettendo in scena un amore instabile, interrogato fino allo spasimo. La domanda resta sospesa, senza risposta. Stiloso! 

Tiziano Ferro – Giorgia  – Voto 6,75 – Un dialogo sincero che si muove tra riflessione e talento. L’intesa vocale di entrambi è solida, ma il gioco lirico dell’inciso un po’ da mestiere.  l’emozione resta controllata, più costruita che dirompente.

Serena Brancale – Levante – Delia – Voto 6,75 – Al mio paese vede il trittico fatto da Serena Brancale, Levante e Delia intrecciare groove e identità territoriali in un racconto solare. L’intesa funziona, tra eleganza, divertimento e passione sicula! 

Sayf – Voto 6,75 – Buona Domenica mescola cantautorato genovese e inflessioni latine con un impatto immediato. Sotto la leggerezza affiora una distanza familiare fatta di assenze e promesse sospese.

Zara Colombo – Voto 6,75 – Il duo costruisce un linguaggio sospeso tra parola e suono, dove la fragilità diventa origine espressiva. Un percorso tra memoria, identità e riconnessione affettiva. Intimo.

Leon Faun – Voto 6,50 – Leon costruisce una dichiarazione ambigua, sospesa tra attrazione e rifiuto, dove suono e parola si inseguono senza mai coincidere davvero. Un passaggio di fase che segna il risveglio narrativo del progetto. Instabile ma coerente! 

Rhove Voto 6,50 – Rhove prosegue nel suo urban essenziale, calibrato e riconoscibile. Madfingerz aggiunge ruvidità alle barre, ma il risultato resta nel solco già tracciato. Coerente.

Gabriele Spira Voto 6,50 – Gabriele intreccia funk e riflessione sul linguaggio come atto quasi magico. Energico ma ancora in cerca di una piena identità espressiva.

Sarah Toscano – Voto 6,50 – Sarah sceglie una ballad intima e controllata per la colonna sonora della serie che la vede debuttare anche come attrice, lavorando di sottrazione. L’intensità è misurata, standard. 

OneRepublic – Voto 6,25 – OneRepublic firmano una ballad corretta, senza slanci né rischi. Tutto al suo posto, ma con il freno a mano tirato: scorre, non resta. Inerte.

Clara – Voto 6,25 – Clara costruisce un brano che richiama certe dinamiche di Annalisa, tra empowerment e ribaltamento dei ruoli. L’intento è chiaro, ma la scrittura resta derivativa. Niente di particolare! 

Das Damore – Voto 6,25 – Un’estetica levigata che guarda alla Italo Disco degli anni ottanta non come citazione ma come superficie emotiva da riattivare.

 

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