L’incipit di Agonia, il nuovo album di Chiello, non è un invito né una semplice intro: è uno stato d’animo. “Sperare che domani arrivi presto / Ma nel frattempo rimpiangere ieri” agisce come perno immobile attorno a cui ruota tutta la vertigine di Rocco.
Chiello inaugura il quarto lavoro con uno statement ontologico che cristallizza il tormento in una stasi densa, dove il desiderio di futuro soccombe al feticismo del rimpianto. È un crogiolarsi in un’agonia sonora che trascende la dimensione lirica per farsi architettura visiva, trovando una corrispondenza perfetta nell’opera di Todd Hido scelta per la copertina.
Attingendo al corpus di House Hunting, Chiello non sceglie un’immagine casuale: abbraccia un’estetica del perturbante, dove i sobborghi americani diventano topografia dell’anima. In queste vedute notturne, la presenza umana è un’ipotesi suggerita dal bagliore anemico di un televisore o dal filtro di una finestra illuminata nel buio. La musica abita lo stesso spazio liminale tra conforto del focolare e inquietudine del vuoto.
La narrazione si dipana così in un paesaggio suburbano della psiche, dove la malinconia non è un vezzo ma condizione persistente, una bellezza fragile nutrita da solitudine quasi liturgica.
Anche musicalmente, Chiello insieme a Tommaso Ottomano costruisce scenari in cui non c’è spazio per la banalità del pop consolatorio. Il quotidiano viene trasfigurato in tensione emotiva onnipresente, scavando nelle vene più profonde dell’essere. Tra memoria e disperazione, Agonia diventa un dialogo serrato con l’immaginario di Rocco: suono alt, quasi dark e granuloso (mi rimembra qualcosa dei Cure), introspezione come atto di resistenza poetica contro l’incertezza del domani, con la dignità di una bugia ben detta preferita alla vacuità del reale.
Il disco si chiude come era iniziato: “Sto andando via / Sto andando via / C’è un tempo in cui / Tutti dobbiamo dirci addio / Sto andando via.”
Minimale, nichilistico, oscuro, dark. Uno dei pezzi migliori, con la ferocia finale tra chitarrate, tastiera leggera e batteria che sfuma.
Questo è il mondo di Rocco…
DA ASCOLTARE SUBITO
Vulcano – Ti penso sempre – Gli spettri e le paure – Sto andando via
DA SKIPPARE SUBITO
Il disco va ascoltato dall’inizio alla fine. 34 minuti ben spesi!
SCORE : Voto 7,50
TRACKLIST
1. A testa alta
2. Vulcano
3. Salvami da me stesso
4. Ti penso sempre
5. Polynesian Village
6. Desaturarsi
7. Lupo
8. Gli spettri e le paure
9. Spero almeno
10. Scarlatta
11. Sto andando via
DISCOGRAFIA
2021 – Oceano paradiso
2023 – Mela marcia
2025 – Scarabocchi
2026 – Agonia