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RIGHEIRAMANIA: Johnson e Michael, dal punk con Freak Antoni a “Vamos a la playa”, lo specchio degli 883

RIGHEIRAMANIA: Johnson e Michael, dal punk con Freak Antoni a “Vamos a la playa”, lo specchio degli 883

“Nord Sud Ovest Est”, la serie Sky sugli 883, apre con i Righeira. Dal punk tra Torino e Bologna a Vamos a la playa, la storia del duo e l’intervista di Newsic a Johnson del 2019

Max fa ascoltare Come mai a Mauro, guarda in macchina e avverte il pubblico che quello potrebbe essere l’inizio della fine degli 883.

Subito dopo, il primo episodio di “Nord Sud Ovest Est”, seconda e ultima stagione della serie che Sydney Sibilia ha dedicato a Max Pezzali e Mauro Repetto lascia Pavia per la Torino dei primi anni Ottanta. Ruben Aprea e Matteo Maiolani interpretano Johnson e Michael Righeira, tra i Murazzi e piazza Vittorio, mentre Max e Mauro restano quasi sempre fuori scena.

Il parallelo è dichiarato: due compagni di scuola, un nome d’arte inventato e un successo che nessuno dei due sa gestire.

Sibilia però si prende il tempo di raccontare da dove arrivano. Alla vigilia di una serata per gruppi emergenti, Stefano Righi non ha ancora un nome d’arte. Glielo trova Stefano Rota, mescolando il soprannome che l’amico aveva a scuola la trasformazione scherzosa del cognome Righi, con una desinenza di sonorità portoghese con l’etichetta di una bottiglia di whisky.
Quella sera Rota sale sul palco presentato come il fratello, Michael Righeira.

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Tra il pubblico c’è Freak Antoni degli Skiantos, il frontman del rock demenziale bolognese, che saluta i due ragazzi e dice loro che dovrebbero suonare insieme. È una scena breve, ma colloca i Righeira dove stavano davvero: nel circuito underground che legava Torino e Bologna, lo stesso da cui di lì a poco sarebbe uscito Bianca surf.

Il punto di rottura arriva anni dopo, quando Johnson, stanco di far ballare la gente in spiaggia, scrive L’estate sta finendo e Michael non la vuole. L’episodio si chiude nel 1992 con lo scioglimento dei Righeira, nello stesso anno in cui “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” diventa il caso discografico italiano.

Un duo finisce mentre l’altro comincia, e la serie lo usa come presagio. Per un pubblico che conosce Vamos a la playa solo come sigla delle feste in costume, è anche la prima volta che i Righeira vengono raccontati come una storia di formazione.

LA STORIA 

La storia vera parte più indietro e più a sinistra. Righi e Rota si conoscono alla fine degli anni Settanta al liceo scientifico Albert Einstein di Torino. Johnson è pluriripetente e nel 1978 cura una fanzine punk. Al liceo si inventa anche la Lista Banana, una lista studentesca situazionista che prendeva in giro la politica giovanile, colpevole di replicare in piccolo le logiche di quella adulta. Nel 1980 esce Bianca surf, con Photoni sul lato B, per la bolognese Italian Records, l’etichetta dei Gaznevada. L’anno dopo la ripubblica la CGD. Il debutto dal vivo è una performance quasi da happening. Johnson canta su basi registrate, mentre alcuni compagni di scuola fingono di suonare strumenti giocattolo. È lì che ritrova Rota, e nel 1981 i due decidono di diventare fratelli.

Il resto è nella memoria di chiunque abbia acceso una radio nel 1983. Vamos a la playa esce a giugno, prodotta dai fratelli Carmelo e Michelangelo La Bionda, cantata in spagnolo e costruita su un equivoco perfetto: un ritornello da ombrellone che racconta una spiaggia dopo l’esplosione atomica, con il vento radioattivo che scompiglia i capelli. Nello stesso anno arrivano No tengo dinero e l’album “Righeira”, e il duo entra nelle classifiche di Germania, Belgio, Austria e Spagna. Nell’agosto 1985

L’estate sta finendo è prima in Italia e vince il Festivalbar. Johnson ne aveva scritto una prima versione già nel 1980.

Poi arrivano Sanremo 1986 con Innamoratissimo, che non va oltre la metà della classifica (quindicesimo posto), l’album “Bambini forever” e poi la discesa e la prima separazione nel 1992.
Seguono una riunione alla fine dei Novanta e un album, “Mondovisione”, nel 2007, prima della rottura definitiva nel 2015.

Nel 2025, parlando con il Corriere della Sera, Johnson ha spiegato che il calo di popolarità lo avevano attraversato in modo diverso: lui con leggerezza, Michael prendendolo molto più sul serio.

Newsic aveva incontrato Johnson nell’agosto del 2019, a bordo piscina al Mito Mapo Club di Igea Marina, alla vigilia di Ferragosto. L’intervista era nata per Formentera, un singolo scritto da lui e prodotto di nuovo dai La Bionda. Johnson lo presentava come un «anti tormentone», una risposta a un’estate di basi reggaeton e featuring trap tutti uguali, e lo collegava esplicitamente a Vamos a la playa: anche quella, diceva, era stata «un segno di rottura». Rivendicava la parentela con l’avanguardia senza falsa modestia. Definiva i Righeira, nel loro piccolo, «dei futuristi» e Vamos a la playa «la canzone della spiaggia post atomica». Bianca surf era per lui un twist nato da una clonazione con l’elettronica. Stava lavorando a una versione in italiano di The Robots dei Kraftwerk, da portare dal vivo «essenziale e futuribile». Sulla trap aveva un giudizio diviso: dal punto di vista musicale la paragonava al punk, mentre dei messaggi rivolti ai ragazzini di dodici anni diceva di non riuscire a capire niente. Raccontava anche, divertito, di aver chiamato Andy Warhol nel cuore della notte all’inizio degli anni Ottanta, con un numero avuto da un amico pittore tornato da New York. Parlarono per più di un’ora. Lui non ricordava cosa si fossero detti, e nemmeno se dall’altra parte ci fosse davvero Warhol.

Quell’intervista si chiudeva con una frase che oggi, guardando la serie, suona come un contrappunto: «L’estate non sta finendo!».

Intervista: JOHNSON RIGHEIRA l’estate non sta finendo

Nella finzione di Sibilia, L’estate sta finendo nasce invece perché Johnson l’estate non la sopporta più. Le due cose stanno insieme meglio di quanto sembri. Il ragazzo della fanzine punk ha passato quarant’anni a scrivere canzoni sull’estate tenendola a distanza, e “Nord Sud Ovest Est” gli ha restituito, per la prima volta in tv, la distanza che c’era all’inizio.

Torino 1978-1983, il punk prima della playa

La Torino in cui nascono i Righeira è una città industriale che comincia a svuotarsi. Il ciclo della Fiat si incrina, i quartieri operai perdono il loro centro e una generazione cresciuta dopo gli anni di piombo cerca spazi propri. Il più importante è il Centro d’Incontro di Vanchiglia, che fa da sala prove e da palco per Declino, Contrazione e Kollettivo e ospita nel 1983 uno dei primi concerti dei Negazione.

La scena vive di fanzine e cassette autoprodotte. Da quel nucleo escono i Declino, nati nel 1982, e i Negazione, nati nel 1983.

Johnson attraversa quel mondo da una posizione laterale. Ha la fanzine, il gusto della provocazione situazionista e l’insofferenza verso la politica giovanile organizzata. Musicalmente, però, prende un’altra strada. In un’intervista ad Avvenire ha spiegato che, se il punk inglese ripartiva dal rock delle origini, in Italia l’unico modo per fare punk era ripartire da chi negli anni Cinquanta e Sessanta aveva rotto con la tradizione: Bruno Martino, Mina, perfino Nilla Pizzi.

È questa l’eresia da cui nasce il twist elettronico di Bianca surf, che spiega perché i Righeira abbiano trovato casa a Bologna, alla Italian Records, prima che a Milano tra i La Bionda e la CGD. Mentre Vanchiglia accelerava verso l’hardcore, Johnson andava a ripescare il juke-box dei genitori e lo faceva suonare come una macchina.

Il magazine Rumore nel 2024 ha dedicato al punk torinese ampio spazio con la cover del magazine dedicata ai Negazione .

PLAYLIST ESSENZIALE DEL MONDO RIGHEIRA

WEB & SOCIAL 

@johnson_righeira

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