A due anni di distanza da Hackney Diamonds (2023), il disco che aveva interrotto un silenzio creativo lungo diciotto anni, i Rolling Stones tornano sul mercato discografico con Foreign Tongues, venticinquesimo album in studio della loro carriera.
Annunciato da Mick Jagger come un lavoro privo di barriere di genere, capace di spaziare dal rock ortodosso alle ballate country, fino alle deviazioni disco e pop, il long-playing si inserisce in realtà nel solco della più classica tradizione della band britannica strutturalmente indistruttibile.
Prodotto nuovamente da Andrew Watt, il disco capitalizza la formula della registrazione in presa diretta, catturando l’energia di una band rinvigorita che non sembra voler presentare le carte per il pensionamento.
Il tempo che passa e la scomparsa del batterista Charlie Watts, avvenuta cinque anni fa, sembra aver accelerato l’urgenza creativa dei due fondatori superstiti, Jagger e Keith Richards, intenzionati a consolidare il proprio catalogo con materiale inedito piuttosto che con operazioni di puro catalogo.
L’apertura del disco è affidata all’up-tempo di Rough and Twisted, un esplicito omaggio al blues di Chicago che ha segnato gli esordi della band nei primi anni Sessanta. Il recupero della propria mitologia personale prosegue in In the Stars, dove Jagger si ricollega alle atmosfere di Jumping Jack Flash, traducendo la longevità artistica in una prestazione vocale di notevole impatto energetico.
La vera novità di Foreign Tongues risiede tuttavia nel suo posizionamento tematico e politico, un elemento che distanzia l’album dalla pura celebrazione nostalgica.
Diverse tracce contengono infatti esplicite critiche alla situazione sociopolitica contemporanea, con particolare riferimento agli Stati Uniti. Nella ballata honky-tonk Ringing Hollow, Jagger canta l’instabilità delle democrazie occidentali (“Lady Liberty non ha un bell’aspetto quando ha uno strappo nel vestito”), mentre l’incedere serrato di Covered in You attacca i regimi autocratici. Il picco polemico viene raggiunto nei passaggi quasi punk di Mr Charm, una sferzante requisitoria contro le derive dei tycoon tecnologici e, nello specifico, contro Elon Musk.
A ottantadue anni, Jagger mostra una forma vocale e una lucidità interpretativa notevoli, alternando testi dal taglio distopico (come nella funkeggiante Divine Intervention) a momenti di puro intrattenimento, tra cui spicca una cover all’armonica di You Know I’m No Good di Amy Winehouse.
Il disco è inoltre caratterizzato da una fitta rete di collaborazioni e cammei di alto profilo. Se l’organo di Steve Winwood garantisce un solido legame con la scena rock degli anni Sessanta, la tracklist ospita interventi di Paul McCartney, Robert Smith (The Cure) e Chad Smith (Red Hot Chili Peppers), oltre a una sezione ritmica che vede persino Bruno Mars al tamburello in un brano. Dal punto di vista filologico, l’operazione più rilevante è il recupero delle tracce di batteria registrate da Charlie Watts nel 2021 per il brano Hit Me in the Head, un rock dal forte impatto fatalista.
A bilanciare la componente più energica del disco intervengono episodi di stampo più intimo. Back in Your Life si segnala per un assolo di chitarra di Ronnie Wood, mentre Keith Richards firma una delle sue interpretazioni più vulnerabili in Some of Us.
Pur senza intaccare il valore storico della produzione della fine degli anni Sessanta o di pietre miliari della band “Foreign Tongues” si attesta, insieme al precedente capitolo del 2023, come il miglior lavoro sulla lunga distanza pubblicato dai Rolling Stones negli ultimi decenni, confermando la rilevanza della band nel panorama rock contemporaneo.
Sono i Rolling Stones che fanno le cose dei Rolling Stones, sicuramente tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
SCORE: 8,00
VOTI DEGLI ALTRI
The Telegraph (UK) – Voto 10,00
Rolling Stone (USA) – Voto 8,00
The Independent (UK) – Voto 8,00
Uncut – Voto 8,00
The Guardian – Voto 8,00
New Musical Express (NME) – Voto 7,00
Mojo – Voto 6,00I VOTI DEGLI ALTRI
DA ASCOLTARE SUBITO
Jealous Lover – Mr. Charm – Back in Your Life
DA SKIPPARE SUBITO
Nulla puro Rolling sound dall’inizio alla fine
TRACKLIST
1. Rough And Twisted
2. In The Stars
3. Jealous Lover
4. Mr. Charm
5. Divine Intervention
6. Ringing Hollow
7. Never Wanna Lose You
8. Hit Me In The Head
9. You Know I’m No Good
10. Some Of Us
11. Covered In You
12. Side Effects
13. Back In Your Life
14. Beautiful Delilah
DISCOGRAFIA
1964 – The Rolling Stones
1964 – England’s Newest Hit Makers
1964 – 12 x 5
1965 – The Rolling Stones No.2
1965 – The Rolling Stones, Now!
1965 – Out of Our Heads
1965 – December’s Children
1966 – Aftermath
1967 – Between the Buttons
1967 – Flowers
1967 – Their Satanic Majesties Request
1968 – Beggars Banquet
1969 – Let It Bleed
1971 – Sticky Fingers
1972 – Exile on Main St
1973 – Goats Head Soup
1974 – It’s Only Rock ‘n’ Roll
1976 – Black and Blue
1978 – Some Girls
1980 – Emotional Rescue
1981 – Tattoo You
1983 – Undercover
1986 – Dirty Work
1989 – Steel Wheels
1994 – Voodoo Lounge
1997 – Bridges to Babylon
2005 – A Bigger Bang
2016 – Blue & Lonesome
2023 – Hackney Diamonds
2026 – Foreign Tongues