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Recensione: STEVE LACY – “Oh yeah?”

STEVE-LACY-Oh-yeah-album-2026

Avere nel proprio registro di contatti l’endorsement esplicito di Erykah Badu, lo scarto avant-pop di Cecile Believe e la complicità felpata di SZA non è un semplice biglietto da visita.

Per Steve Lacy, ex enfant prodige dei The Internet e demiurgo di un lo-fi da camera diventato fenomeno virale, “Oh yeah?” rappresenta il punto di non ritorno.

Il disco è un manifesto di posizionamento all’interno della black music contemporanea, è il reperto sonoro di un quadriennio di nomadismo emotivo, un’opera in cui l’artista teorizza lo spaesamento, dichiarando una paradossale sintonizzazione con l’ignoto a discapito delle rassicuranti mura domestiche.

Lacy racconta il proprio processo creativo, scrittura, arrangiamento, produzione, direzione visiva, perimetrando un’opera che rifiuta la pulizia formale del pop industriale a favore di una grana sonora profondamente umana, volutamente imperfetta.

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Il disco scardina la concezione classica di genere musicale. Lacy non è solo etichetta di R&B alternativo o bedroom pop, “Oh yeah?” risponde con una frizione costante tra ganci melodici immediati e progressioni armoniche sghembe, quasi jazzistiche nella loro imprevedibilità. Non siamo di fronte a una transizione fluida tra stili, ma a una vera e origine collisione controllata che ridefinisce la sintassi della popular music odierna.

L’architettura del disco si svela nitidamente nei due episodi. Da un lato, il minimalismo cinematico di the feeling (coadiuvato dalla regia iper-realista di Matt Castellanos), che funge da perfetto compendio della sua estetica: chitarre sgranate, linee di basso sintetiche e quella costante sensazione di ascoltare un provino rubato che si fa improvvisamente inno generazionale.

Dall’altro, il fulcro emotivo di is it cool?, brano in cui la vocalità di Lacy si specchia in quella eterea e ipnotica di SZA. Qui l’R&B viene spogliato di ogni edonismo per farsi camera d’analisi psicanalitica: il testo analizza i meccanismi di autosabotaggio e la vulnerabilità cronica delle relazioni contemporanee. Il dialogo tra le due voci non cerca mai il virtuosismo fine a se stesso, ma si sviluppa per sottrazione, esaltando una sintonia intellettuale prima ancora che tecnica.

“Oh yeah?” non è il disco della conferma, ma quello della definitiva maturità: la dimostrazione che si può dominare il panorama globale rimanendo radicalmente fedeli alle proprie idiosincrasie.

DA ASCOLTARE SUBITO

 is it cool? (feat. SZA) – the feeling -pure colour (feat. Erykah Badu)

DA SKIPPARE SUBITO

40 minuti e più ascolti per entrare nel suo mondo. 

SCORE : Voto 7,00

TRACKLIST

1. oh yeah?
2. is it cool? (feat. SZA)
3. the feeling                  
4. pure colour (feat. Erykah Badu)
5. show you me              
6. doom
7. nothing
8. lovesexdrugbomb (feat. Cecile Believe)
9. nice shoes / in your world
10. bebe

DISCOGRAFIA

Apollo XXI (2019)
Gemini Rights (2022)
Oh Yeah? (2026)

VIDEO

WEB & SOCIAL

@steve.lacy

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