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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (17 Luglio) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-29-2026

Vol. 29-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Echo & The Bunnymen –  Voto 7,50 – Brussels Is Haunted restituisce il lato più evocativo degli Echo & The Bunnymen, trasformando la città in un paesaggio emotivo abitato da memorie e fantasmi. La band conserva il proprio magnetismo oscuro, anche se il brano vive soprattutto di atmosfera. Suggestivo.

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Masego –  Voto 7,25 – Masego intreccia contemporaneità e radici spirituali in un brano dalla forte identità sonora. La fusione tra sensibilità soul, ricerca ritmica e suggestioni ancestrali restituisce un equilibrio elegante. Armonioso.

Leon Bridges –  Voto 7,50 – Leon amplia il proprio linguaggio soul con innesti afrobeat, suggestioni brasiliane e pulsazioni disco, sostenuto da una produzione ricca. Il risultato è fluido e raffinato, pur senza raggiungere vette inattese. Sofisticato.

Rick Ross –  Voto 7,25 – Rick Ross torna su coordinate classiche, affidandosi a un beat solido e a un’impostazione old school che valorizza presenza e attitudine. Il brano non cerca deviazioni sorprendenti, ma conferma una padronanza del linguaggio rap e una scrittura ancora efficace. Convincente.

Nouvelle Vague – Flavia Coelho –  Voto 7,00 – La rilettura di Never Let Me Down Again affidata a Flavia Coelho trasforma l’oscurità dei Depeche Mode in una tensione più solare, sospesa tra bossa nova e new wave. I Nouvelle Vague evitano la copia e cerca un dialogo con l’originale, sfiorando però un’eleganza fin troppo levigata, quasi da colonna sonora di bar trendy. 

Beck –  Voto 7,00 – Beck ritrova una dimensione più organica, dove arrangiamenti stratificati e scrittura asciutta dialogano con il suo passato senza trasformarsi in semplice autocitazione. Il brano ricostruisce atmosfere familiari, con eleganza e misura, anche senza spingersi verso territori inediti.

Dry Cleaning –  Voto 7,00 – I Dry Cleaning confermano la loro abilità nel trasformare immagini ordinarie e ossessioni quotidiane in frammenti di narrativa surreale. Sliced by a Fingernail esplora il desiderio di sparire attraverso una scrittura obliqua e ipnotica, dove l’alienazione diventa materia poetica. Suggestivo.

Nia Archives –  Voto 7,00 – Nia allarga l’orizzonte della jungle contaminandola con indie rock, R&B e pop senza smarrirne l’urgenza ritmica. L’ambizione è evidente e alcune intuizioni colpiscono nel segno. Audace.

beabadoobee –  Voto 7,00 – Switchblade conferma la capacità di beabadoobee di trasformare fragilità e conflitti interiori in una scrittura immediata. La metafora della difesa personale attraversa un brano sospeso tra vulnerabilità e tensione, con una maturità emotiva ormai riconoscibile. 

Queens of the Stone Age – Nikki Lane –  Voto 7,00 – I Queens of the Stone Age riscoprono una dimensione più sghemba e rilassata, dove l’imperfezione diventa materia sonora. Josh Homme dosa ironia e malinconia tra chitarre acustiche e trame psichedeliche mentre Nikki fornisce atmosfere. 

Deep Sea Diver – Voto 7,00  – I Deep Sea Diver affrontano Teardrop con rispetto, evitando l’imitazione e privilegiando una lettura raccolta e personale. L’originale resta irraggiungibile, ma l’interpretazione conserva fascino e misura senza smarrirne l’intensità. Delicato.

Tyler Ballgame – Voto 7,00  – Arrangiamenti obliqui e una produzione capace di valorizzare dettagli timbrici insoliti. Il brano alterna ironia e vulnerabilità senza perdere immediatezza.

svegliaginevra – Voto 6,50  – svegliaginevra racconta l’amore estivo come un ricordo destinato a sedimentare, affidandosi a una scrittura intima e malinconica. La delicatezza del tema emerge con sincerità, anche se il brano si muove dentro coordinate emotive già ampiamente esplorate. 

Sophie and the Giants – Voto 6,50  – Acustica, rinuncia agli artifici della produzione per affidarsi alla voce. L’essenzialità valorizza l’intensità interpretativa. Spogliato.

Gracie Abrams – Voto 6,50  – Gracie resta fedele alla propria cifra, intrecciando melodie morbide, introspezione e leggere sfumature country. Il risultato è elegante e ben confezionato, ma procede su coordinate ormai consolidate, senza introdurre elementi davvero memorabile. 

Sofi Tukker  – Voto 6,50  – Sofi costruiscono un brano dance elettronico che gioca con l’immaginario mediterraneo e il ricordo di un incontro perduto. L’idea è immediata e funzionale, ma la leggerezza della formula finisce per prevalere sulla profondità della scrittura. Solare.

Artie 5ive – Voto 6,25 – Artie 5ive conferma solidità tecnica e una presenza convincente sul beat, gestendo il flow con naturalezza. A frenare il brano sono liriche poco incisive e una struttura che resta ancorata a schemi prevedibili. Hit ma scontata! 

Cuta – Voto 6,25 – Cuta affronta il tema dell’autoconsapevolezza con una scrittura introspettiva che abbandona gli schemi più rigidi del rap per approdare a territori R&B. L’idea è interessante anche se ricorda troppe cose. Sincero.

Gloria Tricamo – Voto 6,25 – Gloria esplora il rapporto tra aspettative e felicità attraverso una scrittura introspettiva e influenzata da atmosfere bossa nova. Il tema della vulnerabilità è trattato con sensibilità, anche se il brano resta su territori emotivi già conosciuti. Delicato.

Nathan Trent – Voto 6,25 – Nathan intreccia leggerezza melodica e vulnerabilità, affidando al contrasto tra atmosfera estiva e inquietudine emotiva il cuore del brano. La scrittura è sincera, ma procede senza particolari scarti espressivi. Garbato.

Alberto Moscone  – Voto 6,25  – America costruisce una metafora limpida sull’illusione della fuga e sul peso delle inquietudini interiori. Alberto Moscone privilegia il racconto rispetto allo slancio melodico, con un equilibrio che convince senza sorprendere davvero.

Sol  – Voto 6,00  – Sol costruisce un brano sull’identità mutevole e sul rifiuto delle definizioni rigide, sostenuto da una produzione che cerca fragilità e imperfezione come elementi espressivi. L’idea concettuale è interessante, ma la resa musicale non sempre raggiunge la stessa profondità.

Nickelback – Voto 6,00 – Riff compatti, volume elevato e un ritornello costruito per accendere il pubblico. La presenza di John 5 aggiunge spessore chitarristico, ma la scrittura resta ancorata a formule ben collaudate. Robusto ma nulla di nuovo. 

Moma  – Voto 5,50 – Paper Love racconta la marginalità con un linguaggio diretto e una metafora centrale ben definita. I MOMA sviluppano il tema con sensibilità, ma la scrittura resta entro coordinate prevedibili. Un po’ Maneskin! 

Chadia – Voto 5,50 – Chadia affida a sonorità arabeggianti un racconto di riscatto e determinazione, ribadendo il proprio percorso nella scena rap. Il messaggio è chiaro e coerente, ma la scrittura resta legata a una retorica di rivalsa già ampiamente frequentata.

Immanuel Casto feat Giorgieness – Voto 5,50  – Immanuel Casto conferma la sua inclinazione per il paradosso, trasformando burocrazia fiscale e seduzione in un gioco pop volutamente surreale. La presenza di Giorgieness aggiunge contrasto al brano, ma l’idea resta più brillante del suo sviluppo musicale.

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