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Recensione: OLIVIA RODRIGO – “you seem pretty sad for a girl so in love”

C’è una scena sonora in stupid song in cui il piano malinconico di Olivia accelera all’improvviso fino a una corsa quasi fuori controllo. La relazione è appena cominciata e le cose stanno già per andare storte. Nessuno lo dice esplicitamente. La musica lo dice per loro.

È lì che capisci cosa sta facendo davvero con questo terzo album: non raccontare una storia d’amore che finisce, ma mappare con precisione cronologica il modo in cui l’amore compromette il giudizio fin dall’inizio. Il titolo è già una diagnosi, pronunciata probabilmente da qualcuno che stava cercando di fare del sarcasmo e si ritrovava invece ad avere ragione.

L’album si divide in due lati, Girl So in Love e You Seem Pretty Sad, e la struttura funziona non perché sia originale come dispositivo narrativo, ma perché Olivia ci crede abbastanza da portarla fino in fondo senza cedere alla tentazione del singolo radiofonico scollegato dal contesto. Venticinque minuti di lato A in cui ogni canzone potrebbe essere l’inizio di qualcosa di bello, e venti di lato B in cui niente torna al suo posto.

Il lato A è costruito sull’euforia come stato alterato di coscienza. drop dead è chamber-pop sospesa nell’istante esatto in cui qualcuno vede il proprio ragazzo in fila per il bagno e lo scambia per un angelo sulle mura di Versailles. Non è ironica. È letteralmente così che funziona una cotta grave, e Olivia lo sa e lo canta senza strizzare l’occhio al pubblico.

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Le farfalle nello stomaco resistono anche quando cominciano i primi segnali. maggots for brains è il brano più scomodo del disco: quando canta “A volte, nei momenti più bui, desidero persino una tragedia/’Perché so che verrebbe e si prenderebbe cura di me davvero bene” non c’è nessuna distanza ironica a proteggerla.  È un pensiero che quasi tutti hanno avuto.
u + me = ♥ è il momento in cui incide i loro nomi sul sedile in pelle dell’auto, gesto stupido e indelebile come tutti i gesti che contano davvero. Il jangle pop è finalmente arrivato nell’orbita di Rodrigo e suona come se ci fosse sempre stato.

Il punto di svolta arriva ed è purple, che non racconta la rottura ma il momento precedente: quando non riesci più a distinguere i tuoi desideri da quelli dell’altra persona. È il brano più inquieto del disco, e volutamente non si risolve.

Il lato B comincia a demolire con The Cure, prende coscienza con Begged e poi Robert Smith appare in what’s wrong with me non come ospite di lusso ma come interlocutore naturale in una conversazione sulla miseria post-rottura. Due generazioni di infelicità romantica che viaggiano all’unisono. È uno dei momenti più riusciti dell’album, e forse non è un caso che arrivi quando Olivia smette temporaneamente di essere la sola protagonista della sua stessa storia.

begged e less prendono un’emozione complicata e la rendono così nitida da sembrare ovvia. Come implorare affetto ne invalida l’eventuale arrivo. Come essere lasciata bene non rende il dolore meno fisico. Non sono concetti nuovi, ma nella sua bocca hanno la qualità di cose dette per la prima volta.
expectations, la penultima, rompe la tensione con una linea di sintetizzatore  e un bridge di voci maschili improbabili. È il brano in cui Olivia decide di alzare i suoi standard, e lo fa con l’ironia appena sufficiente a non sembrare propaganda motivazionale. “Ora sono sicura / sono così evoluta”, canta con un tono che potrebbe essere sincero o potrebbe non esserlo. Probabilmente entrambe le cose.

cigarette smoke chiude con un inventario domestico: l’accettazione, una casa silenziosa, cinque birre in frigo, una sola auto nel vialetto. È il suo momento e funziona perché non tira nessuna conclusione. Dimmi qualcosa di onesto così i ricordi diventano oscuri, canta, e poi lascia che la voce si spenga. Non c’è risposta. Non dovrebbe esserci.

Rodrigo ha ventitré anni  e sa già che l’unico modo per fare musica su queste cose senza risultare patetici è non cercare di proteggere se stessi dal ridicolo.

“you seem pretty sad for a girl so in love” è un disco fatto da qualcuno che accetta di sembrare in balia delle proprie emozioni perché non c’è alternativa onesta. La competenza tecnica è lì, visibile, ma non prende mai il sopravvento. Questo è più raro di quanto sembri.

Un passo avanti. Brava Olivia! 

SCORE: 7,50

I VOTI DEGLI ALTRI 

Rolling Stone – Voto 9,00
Pitchfork – Voto 8,30
Los Angeles Times – Voto 8,00

DA ASCOLTARE SUBITO

Stupid Song – The Cure – What’s Wrong With Me con Robert Smith

DA SKIPPARE SUBITO

Nulla. Il disco funziona bene bene dall’inizio alla fine. Una storia raccontata in musica. 

TRACKLIST

girl so in love (SIDE A)

drop dead
stupid song
honeybee
maggots for brains
u + me = <3
my way
purple


you seem pretty sad (SIDE B)

the cure
begged
what’s wrong with me (feat. Robert Smith of The Cure)
less
expectations
cigarette smoke

DISCOGRAFIA 

2021 – Sour
2023 – Guts
2026 –  you seem pretty sad for a girl so in love

VIDEO 

WEB & SOCIAL 

Facebook – https://www.facebook.com/OliviaRodrigoOfficial/
Instagram – http://www.instagram.com/olivia.rodrigo

 

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