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Recensione: NEW JAZZ UNDERGROUND – “Hoodies”

Recensione: NEW JAZZ UNDERGROUND – “Hoodies”

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Ascoltare jazz richiede una predisposizione. Non è preparazione tecnica, è qualcosa di più sottile: la disponibilità a cedere il controllo del tempo, a fidarsi di chi suona.

Chi non ce la fa finisce per dire che “le canzoni sono tutte uguali”. È il commento più comune. È anche il commento di chi ascolta la superficie senza entrare dentro.
“Hoodies” dei New Jazz Underground lavora esattamente su questo confine.

Abdias Armenteros (sax, voce), Sebastian Rios (basso) e T.J. Reddick (batteria) hanno costruito la loro reputazione in strada, letteralmente, prima di raccogliere milioni di visualizzazioni su YouTube e poi approdare al Newport Jazz Festival. Il disco è il loro primo album ufficiale, ma non hanno bisogno di questa registrazione per presentarsi: cementa una reputazione che li ha preceduti.

Il trio senza accordi è da tempo un laboratorio privilegiato del jazz più avventuroso. Togliere il piano o la chitarra costringe gli altri strumenti a ridefinire i propri ruoli, a colmare spazi inusuali.

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Gli NJU non si limitano a questo, portano dentro il formato hip hop, soul, ritmi afrocubani, blues vocale grezzo.

Il risultato sono 53 minuti di contemporaneità sonora. 
Il titolo non è neutro. Una felpa con cappuccio in America non è mai solo un capo d’abbigliamento: è un marcatore sociale, una storia che precede chi la indossa. Gli NJU ci costruiscono sopra un disco che parla di gioventù, di sopravvivenza, di cosa significa fare musica con un bersaglio sulla schiena. Non lo dichiarano con slogan, lo fanno sentire nella tensione ritmica, nella voce di Armenteros che a tratti preme contro il sax come se i due strumenti fossero in disaccordo.

La tracklist disegna un arco narrativo preciso. Non è una scaletta casuale, e si sente la fluidità di chi ha suonato questi pezzi centinaia di volte senza che siano diventati routine.
La diffidenza verso il jazz esiste. È legittima, spesso è pigrizia, a volte è una ferita lasciata da ascolti sbagliati nel momento sbagliato.

“Hoodies” non si propone di convincere nessuno. Ma a chi è disposto a prestare attenzione alle sfumature dove la musica si muove con una precisione che non esclude il calore. Anzi, ne fa il suo centro di gravità.

SCORE: 8,00

DA ASCOLTARE SUBITO

Ghosts – luci and i (i) – Sake of love

DA SKIPPARE SUBITO 

Nulla. Funziona e si lascia ascoltare! 

TRACKLIST

Oney Ones One
Pseudo latin vibe
Sidetracked
Ghosts
Hold my Halo (Paint me Perfectly)
las salinas (prelude)
luci and i (i)
how do you do (ii)
hoodieJig (iii)
atonement (iv)
I had to let uu go (V)
sad boy interlude
Sake of love

DISCOGRAFIA

2026 – Hoodies

VIDEO 

WEB & SOCIAL 

https://www.newjazzunderground.com/
@newjazzunderground/

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