Tornare con un nuovo album dopo dodici anni di silenzio (“The Stars, the Oceans & the Moon” del 2018 era un remodel di loro hit) è sempre un salto nel vuoto.
Ma se a tornare sono gli Echo & The Bunnymen il tempo, forse la variabile non è poi così importante.
«Apples for Isaac», titolo preso da un verso di Hijacked, arriva con uno stile e una spavalderia che non davo per scontati.
Undici brani in cui Ian McCulloch e Will Sergeant, mettono a frutto anni passati a suonare dal vivo il proprio catalogo, e per una volta la lunga consuetudine con i classici si sente nel mestiere, non nella nostalgia. Al disco lavora anche Clem Burke, batterista aggiunto in dieci degli undici brani, morto durante la lavorazione: la band lo ricorda come una presenza integrale alla riuscita dell’album, e ascoltando il disco, sapendolo, quella presenza pesa in un modo che va oltre la tecnica.
Il viaggio tra i brani comincia con Take Me By The Hand, un salto diretto nel passato della band, e prosegue con Can’t Be Sold, dai respiri wave, e con Brussels Is Haunted, il singolo, di una classicità quasi manualistica. I’ll Be Your Sunshine apre in una ballad di marca brit, mentre In The Honey recupera le chitarrine e le tensioni crepuscolari che sono sempre state il marchio della band. An Unstoppable Force si chiude su un tono introspettivo e malinconico, e The Light That Surrounds e Lab Rats Ran proseguono lungo lo stesso umore. Le due tracce finali cambiano registro: Asimov pesca da un sixties quasi didascalico, e We Prayed In The Dark torna alla psichedelia delle origini, chiudendo il disco dove la band aveva cominciato quasi cinquant’anni fa.
Quello che mi manca, ad ascoltare tutto il disco di fila, forse è l’oscurità che ha reso grande la band negli anni Ottanta: qui il tono generale è più luminoso e disteso, e la cupezza di allora resta sullo sfondo. È l’unico vero limite di «Apples for Isaac», ma non basta a smontare il disco, perché al suo posto la band costruisce un equilibrio efficace tra buio, dolore, ottimismo, speranza e amore, tenuto insieme meglio di quanto la sola scaletta lasci intuire.
È un ritorno maturo e riuscito, non memorabile, con una vena più luminosa di quella che la storia della band avrebbe fatto pronosticare, anche se non tutti i brani reggono lo stesso peso.
Restano gli Echo & The Bunnymen che conoscevo, solo con meno buio addosso.
SCORE: 7,50
DA ASCOLTARE SUBITO
I’ll Be Your Sunshine -In The Honey – A Unstoppable Force
DA SKIPPARE SUBITO
Il disco si ascolta dall’inizio alla fine. Bene e con i giusti cambi di tensione. Niente skip da noia!
TRACKLIST
1. Take Me By The Hand
2. Can’t Be Sold
3. Brussels Is Haunted
4. I’ll Be Your Sunshine
5. Hijacked
6. The Honey
7. A Unstoppable Force
8. The Light That Surrounds You
9. Lab Rats Ran
10. Asimov
11. We Prayer in The Dark
DISCOGRAFIA
1980 – Crocodiles
1981 – Heaven Up Here
1983 – Porcupine
1984 – Ocean Rain
1987 – Echo & the Bunnymen
1990 – Reverberation
1997 – Evergreen
1999 – What Are You Going to Do with Your Life?
2001 – Flowers
2005 – Siberia
2009 – The Fountain
2014 – Meteorites
2018 – The Stars, The Oceans & The Moon
2026 – Apples For Isaac