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LUCIO DALLA: “L’anno che verrà” diventa opera multidisciplinare tra teatro, musica e memoria

LUCIO DALLA: “L’anno che verrà” diventa opera multidisciplinare tra teatro, musica e memoria

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LUCIO DALLA è indubbiamente uno dei cantautori che più hanno segnato la musica italiana. La sua arte nasce da molteplici ispirazioni, ma è soprattutto la canzone a restituire il risultato finale che ha permesso a Dalla di imporsi al grande pubblico, conquistando ampia popolarità senza perdere in nobiltà artistica.

A celebrare il suo lavoro arriva ora un’opera moderna, con evidente ispirazione lirica, intitolata “L’anno che verrà”, tratta dalla celebre composizione del cantautore. La produzione — curata dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara insieme a Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatro Regio di Parma, Azienda Teatro del Giglio – A.T.G., Teatro Comunale di Bologna Fondazione e Comune di Rimini – Teatro Galli, in collaborazione con Fondazione Lucio Dalla e Pressing Line — la definisce come “un racconto originale che porta in scena l’umanità fatta di sogni, fragilità, desideri e disillusioni” che attraversa le canzoni del cantautore. Per l’occasione i brani saranno interpretati da PIERDAVIDE CARONE, con cui Dalla ha collaborato intensamente.

A dare maggiori dettagli sull’opera “Lucio Dalla: L’anno che verrà” è il regista MANUEL RENGA.

”L’anno che verrà” è un progetto stratificato, articolato e multidisciplinare che mette in dialogo linguaggi diversi. Nasce dal lavoro realizzato lo scorso anno dedicato a The Wall dei Pink Floyd. Sul palco ci saranno un’orchestra sinfonica, un coro, una compagnia di danza curata da Michele Merola e dalla sua Contemporary Dance Company, un gruppo di attori e un cantante: Pierdavide Carone. Tutti questi elementi saranno coordinati dalla drammaturgia di Emanuele Aldrovandi.
È importante chiarire un aspetto: non si tratta di uno spettacolo sulla vita di Lucio Dalla. Il nostro punto di partenza è un’immagine: quella di Dalla come custode dei sogni. Attraverso le sue canzoni, i suoi testi e la sua musica, ha raccontato un’umanità varia, dando voce a paure, desideri, speranze e ambizioni. Molti suoi brani possiedono una forte componente teatrale, ed è proprio da questa caratteristica che nasce il progetto. La mia esperienza artistica, che si muove tra opera, performance e teatro, si è intrecciata naturalmente con questa visione, portandomi a coordinare un grande gruppo di artisti e a costruire un percorso in cui tutti i linguaggi siano al servizio di una nuova narrazione.

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La storia che Emanuele Aldrovandi sta scrivendo è ambientata in un grande albergo, luogo che accoglie un’umanità eterogenea e in moto continuo. Potrebbe trovarsi ai confini del mondo, affacciato sul mare, in un luogo sospeso. Durante l’ultima notte dell’anno diversi personaggi, attraverso le canzoni di Dalla, raccontano le proprie storie e affrontano temi universali: paure, sogni, ambizioni e desideri in cui ciascuno si può riconoscere.

Pierdavide Carone interpreterà il fulcro di questo microcosmo: il portiere dell’albergo, figura che, come spesso accade nei brani di Dalla, conosce le storie di tutti. Attraverso il suo sguardo si muove un piccolo mondo fatto di attori, danzatori, cantanti e di un grande coro che attraversa lo spazio scenico. Anche l’orchestra avrà un ruolo fondamentale: sarà presente sul palco e parte integrante dell’azione teatrale, non solo come accompagnamento ma come vero e proprio personaggio chiamato a suonare durante l’ultima notte dell’anno. La fase di ideazione è quasi conclusa — conclude Renga — e a breve inizieremo le prove, riunendo tutti gli elementi che compongono lo spettacolo.”

La scelta di affidare l’esecuzione delle canzoni a Pierdavide Carone non è casuale e va oltre il rapporto professionale tra Carone e Dalla.

Scegliere Pierdavide — spiega MARCELLO CORVINO, ideatore e direttore generale dell’opera — significa sottolineare l’importanza del lavoro che Lucio Dalla ha dedicato, per gran parte della sua vita artistica, alle nuove generazioni e alla crescita dei giovani talenti. Oltre alle sue qualità vocali e interpretative, la sua presenza ha un valore simbolico: dialoga con nuovi pubblici, amplia orizzonti e costruisce ponti tra generazioni. È un modo per rendere omaggio a Lucio e al suo costante impegno nel sostenere i giovani artisti.”

Si tratta dunque di un’opera originale cucita sulle musiche e canzoni di Lucio Dalla, rivisitate per l’occasione con un nuovo arrangiamento orchestrale curato dal Maestro ROBERTO MOLINELLI, che ha alle spalle una lunga collaborazione con Lucio Dalla, oltre ad aver curato – tra le altre cose – l’orchestrazione di “Con Te Partirò”, il successo mondiale di Bocelli.

Dal punto di vista musicale — dichiara Molinelli — il nostro lavoro parte dal rispetto della tradizione delle sue canzoni, senza rinunciare all’innovazione. Dalla è stato un grande innovatore della  musica italiana: rendergli omaggio significa conservare il suo spirito di continua ricerca. Mi interessa il dialogo tra musica lirica e musica popolare: la storia della musica è fatta di ponti tra linguaggi diversi. Negli ultimi anni ho spesso lavorato in questa direzione, mettendo in relazione la canzone d’autore italiana con il patrimonio della musica lirica; anche Dalla aveva coltivato questo dialogo. La mia idea è conservare il meglio della tradizione e, allo stesso tempo, innovare.”

Marcello Corvino aggiunge una precisazione sul concetto di opera:

Quando parliamo di opera lirica non dobbiamo immaginare necessariamente voci impostate alla maniera di Pavarotti. Convenzionalmente si fa risalire la nascita dell’opera al 1607 con L’Orfeo di Monteverdi, quando la vocalità era più naturale rispetto alla tecnica che poi si sviluppò tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento per rispondere alle esigenze delle orchestre sempre più grandi. Possiamo parlare di opera anche utilizzando voci naturali: in un certo senso il nostro lavoro rappresenta un ritorno alle origini. Inoltre, l’evoluzione tecnologica e i sistemi di microfonazione consentono oggi di recuperare una maggiore naturalezza espressiva senza perdere efficacia comunicativa.”

Anche Pierdavide Carone sottolinea la complessità vocale delle canzoni di Dalla:

Le sue composizioni sono vocalmente impegnative indipendentemente dall’impostazione. Richiedono sensibilità interpretativa, controllo tecnico e la capacità di passare con naturalezza tra registri ed espressioni diverse. Non si tratta di semplificare le difficoltà vocali, ma di affrontarle in modo differente. Dalla amava giocare con la voce, alternando registri, colori e intenzioni espressive; in alcune collaborazioni, come quelle con Luciano Pavarotti, sperimentava emissioni vicine alla tradizione lirica, segno della sua curiosità e libertà nel rapporto con la vocalità.”

“Lucio Dalla: L’anno che verrà”, che avrà una durata di circa 90 minuti, propone quattordici brani del repertorio di Dalla.

Nella scelta delle canzoni — spiega il regista — abbiamo cercato di rappresentare tutte le anime musicali di Lucio Dalla. Non mancheranno alcuni dei brani più amati dal pubblico, come ‘L’anno che verrà’, ‘La sera dei miracoli’, ‘Il parco della luna’, ‘Caro amico’, e, a chiudere lo spettacolo, ‘Caruso’. Allo stesso tempo abbiamo voluto dare spazio anche a brani meno noti, convinti che raccontino aspetti fondamentali della sua produzione artistica. La selezione mira a restituire la ricchezza e la varietà del suo universo musicale, equilibrando grandi classici e pezzi da riscoprire.”

Manuel Renga specifica poi il ruolo degli attori e il rapporto tra personaggi e canzoni:

I personaggi che abitano l’albergo non sono i protagonisti delle canzoni di Dalla né figure biografiche. La drammaturgia è originale: ogni personaggio è creato appositamente per lo spettacolo, con una propria storia e un proprio percorso narrativo. Non solo gli attori, ma anche i danzatori contribuiscono a costruire questo mosaico umano e popolare. Pur non essendo direttamente tratti dai brani, i personaggi incarnano lo spirito, le emozioni e i temi ricorrenti della poetica di Dalla. L’idea non è mettere in scena i protagonisti delle sue canzoni, ma creare una nuova narrazione che dialoghi con il suo universo artistico.”

IL CALENDARIO

La messa in scena dell’opera “LUCIO DALLA: L’anno che verrà” debutterà a dicembre 2026 a Ferrara e seguirà il seguente calendario:

– 1 e 12 dicembre 2026 — Ferrara, Teatro Comunale di Ferrara
– 18, 19 e 20 dicembre 2026 — Reggio Emilia, Teatro Valli
– 22 e 23 dicembre 2026 — Ravenna, Teatro Alighieri
– 16 gennaio 2027 — Piacenza, Teatro Municipale
– 30 gennaio 2027 — Modena, Teatro Comunale Pavarotti-Freni
– 6 e 7 marzo 2027 — Parma, Teatro Regio
– 12 marzo 2027 — Lucca, Teatro del Giglio

La tournée riprenderà poi in autunno:
– 10, 11 e 12 settembre 2027 — Bologna, Teatro Duse
– 9 ottobre 2027 — Rimini, Teatro Galli

Il percorso seguirà i calendari dei teatri operistici dell’Emilia-Romagna (più Lucca) e si avvale anche di finanziamenti regionali. “Sembrano poche date, ma questa è una produzione operistica: sul palco ci sono circa un centinaio di artisti — coro, orchestra, interpreti e attori — ed è impensabile affrontare una tournée come quella dei cantanti con la band. Mettere insieme così tanti teatri è stato un lavoro estremamente complesso. A chi è abituato alle produzioni pop potrà sembrare una tournée contenuta; nel mondo della lirica è invece una delle tournée più ampie che conosca. E altre date si aggiungeranno.” promette l’ideatore.

WEB & SOCIAL 

www.teatrocomunaleferrara.it
www.instagram.com/teatrocomunaleferrara

Leggi l’intervista di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

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