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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (10 aprile) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-15-2026

Vol. 15-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.  Quarantacinque tracce come un archivio emotivo disordinato e preciso allo stesso tempo, dove la settimana si esprime in forme sonore che non cercano un filo unico ma una convivenza di attriti.

Dentro c’è tutto: l’istinto del club, la scrittura che si ritrae, il pop che si specchia, le derive più laterali che interrompono la linearità dell’ascolto. Una lista che non ordina, piuttosto espone. E nel farlo restituisce il rumore del presente senza addomesticarlo.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

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Laufey – Voto 8,00 – Laufey riafferma una grammatica di eleganza rarefatta, dove il jazz rétro diventa più atmosfera mentale che semplice citazione stilistica. La sensualità non cerca ostentazione, ma una sospensione controllata che resta addosso. Un’aggiunta all’album incantevole! 

Joe Jackson – Voto 8,00 – Joe conferma una scrittura sonora che mescola jazz, pop, retrogusto latin e rock d’autore con lucidità quasi artigianale. La fluidità degli stili non è decorazione, ma metodo compositivo. Master! 

Lady Gaga – Doechii Voto 7,50 – Lady Gaga e Doechii costruiscono un ibrido che guarda apertamente a Madonna e a Vogue, più citazione che reinvenzione. Il risultato è calibrato per il grande schermo, impeccabile ma poco sovversivo. patinato.

Dimartino  Voto 7,50 – Dimartino sceglie un registro sommesso, dove l’intimità diventa forma di precisione emotiva più che esplosione. L’eleganza della scrittura sfiora il sentimento senza mai sovrastarlo. 

Daniele Silvestri  Voto 7,50 – Daniele Silvestri costruisce un brano che si pone come dichiarazione civile, dove la scrittura si fa gesto politico più che narrazione personale. L’intensità dichiarativa prevale sulla sottrazione. Un atto d’amore verso la nostra sana e robusta costituzione!

Alsogood – Voto 7,50 -Alsogood intreccia groove mediterraneo e bossa nova in un esercizio di levigatezza solare che rifugge la frizione. Il risultato è una sospensione gentile, quasi terapeutica, dove la scrittura preferisce il comfort alla scossa. Luminosa!

Mace – Papa V, Pitta e JOJO ABOT – Voto 7,50 – Mace orchestra un attrito fertile tra misticismo e materia, dove le voci si muovono come apparizioni dentro un impianto cangiante. Papa V e Pitta trovano crepe interessanti, JOJO ABOT amplia l’orizzonte. stratificato

Snoop Dogg – Swizz Beatz – Voto 7,25 – Snoop  torna al suo registro più riconoscibile, lasciando alle spalle le divagazioni olimpiche. Con Swizz Beatz la traccia punta su impatto e immediatezza, senza scarti ma con coerenza. Un ritorno di mestiere, più forma che sorpresa. Stiloso! 

Mammaliturchi  – Voto 7,00 – Una ricerca che intreccia memoria orale e tessuto elettronico in una filastrocca che vibra tra siciliano e trance rituale. Il dialogo tra tradizione e stratificazione digitale genera un ambiente sonoro più evocato che narrato. arcaico

Mono – Voto 7,00 – Un’elegia sospesa tra ultimo respiro e trasfigurazione luminosa. La narrazione si fa materia rarefatta, quasi liturgica, dove il ricordo si accende e poi si dissolve. Un’intensità controllata, più contemplazione.

KÁRYYN  – Voto 7,00 – Un’elegia sensuale: il desiderio diventa attrito spirituale, l’amore un campo magnetico che non cede. Confessione energetica più che emotiva. ipnotico.

Aldous Harding – Voto 7,00 – Aldous in Venus In The Zinnia si affida alla complicità di H. Hawkline e John Parish, per creare un intreccio strumentale e algido.  

Serena Brancale – Voto 7,00 – Serena Brancale assorbe suggestioni latine e mediterranee filtrandole attraverso una vocalità duttile, con un’eco di Rosalía più evocata che imitata. Il brano scorre con mestiere, senza perdere misura. Carnale! 

Carolina Bubblico – Voto 7,00 – Carolina disegna un’architettura vocale che prova a farsi organismo collettivo, in cui il pensiero diventa stratificazione sonora. Ascoltarla è la giusta filosofia dello stare bene!

DJ Gruff – Lauryyn – Valerio “Combass” Bruno – Peppo Grassi – Roberto ChigaEmanuele Naima Voto 7,00 – DJ Gruff si sottrae al gesto iconico per farsi confessione nuda, sostenuto dalla voce densa di Lauryyn. Hip hop e soul che virano verso il trip hop e si infiltrano nel tessuto salentino, mentre il live strumentale rifiuta la plastica del suono. ibrido!

 

Joshua – Voto 6,75 – Joshua cammina da solo. Soul, R&B e hip hop lucidano una narrazione di strada che cerca direzione più che epica. Il ritornello colpisce, il resto resta in traiettoria. Stiloso in crescita. 

Teddy Swims- Voto 6,75 – Teddy piega il soul a una forma pop accessibile, con una linea melodica che richiama nella mia mente in qualche modo Gotye con Somebody That I Used to Know. L’intensità vocale regge, ma la scrittura resta in una comfort zone già esplorata. 

Martina Attili –  Vintage Violence – Voto 6,75 – Un ibrido tra canzone e monologo, dove la parola invade lo spazio musicale senza chiedere permesso. L’idea teatrale regge più del suo impatto sonoro, che rimane trattenuto. drammaturgico.

Tara – Voto 6,75 – Tara intreccia R&B e sensibilità pop per affrontare identità e fratture sociali con piglio consapevole e analitico. L’impianto concettuale è solido e la resa musicale riflessiva. 

Fausto Lama – Voto 6,75 – Una fotografia generazionale che oscilla tra euforia notturna e disincanto latente. La scrittura è lucida e diretta. 

Atarde – Voto 6,75 – Una zona intermedia tra ricordo e immaginazione, dove l’esperienza emotiva si deforma senza perdere nitidezza. L’intreccio tra dimensione intima e apertura corale funziona. Il risultato è elegante, ma ancora in cerca di un baricentro più incisivo.

Polemica – Voto 6,75 – Polemica in Da Nessuna Parte affronta il tema con piglio narrativo e tensione crescente, la scrittura ha una linearità emotiva che incide. La storia di un ragazzo e una ragazza che si tolgono la vita, sotto le pressioni di una società che ancora rimarca i confini di genere. Real! 

Ditonellapiaga – Voto 6,50 – Dito innesta su un beat da club primi Duemila una scrittura che tenta di densificare il dancefloor. L’idea funziona a metà: il corpo si muove, il senso affiora ma non affonda davvero. agrodolce.

Aiello – Voto 6,50 – Aiello tenta una sintesi tra R&B lo-fi e pop d’impronta classica, costruendo un racconto di maturità emotiva dichiarata. 

le medie – Malika Ayane – Voto 6,50 – Malika Ayane partecipa con il collettivo le medie alla space opera con la sua estetica e la sua patina emotiva dei Novanta. La distopia non è scenografia ma condizione mentale. Interessante digressione! 

Marrakech Express – Voto 6,50 – Un brano che mette a fuoco la geografia instabile dei vent’anni, dove il fallimento diventa lente narrativa e la distanza un dispositivo emotivo. L’idea regge più della sua traduzione sonora. sospeso

Evanescence- Voto 6,50 – La band riafferma il loro codice sonoro senza deviazioni sostanziali, tra densità elettrica e vocalità drammatica. L’impatto è immediato, ma la formula resta immutata. granitico.

Ottobre – Allerta! – Voto 6,50 – Ottobre e ALLERTA! costruiscono un brano che insiste sulla frizione tra dolore e assuefazione emotiva, trasformando la vulnerabilità in dinamica quasi fisica. L’intreccio vocale amplifica la tensione più del suo reale compimento sonoro. nervoso!

Dolcenera – Voto 6,50 – Una riflessione sul presente come scena permanente, dove la performance sociale sostituisce l’autenticità. L’idea concettuale è chiara, ma la resa musicale resta più illustrativa che realmente corrosiva. teatrale!

Michele Bravi – Voto 6,50 – Michele in Genitore 3 costruisce un dialogo immaginario che ambisce alla confessione, ma resta ancorato a una forma troppo ordinata. Il tema è esposto con misura, senza però incidere davvero nella carne del dubbio. composto.

Nicolò Filippucci – Voto 6,50 – Nicolò si muove in un pop melodico e arioso che privilegia l’estensione vocale. La voce convince, l’esecuzione pure. Nulla di nuovo ma buona evoluzione. 

menomale – Voto 6,50 – menomale lavora per stratificazioni evanescenti, dove la scrittura procede per immagini. La produzione di Marco Giudici sostiene una tensione acustica mai risolta, sospesa tra delicatezza e espansione controllata. 

Shiva – Anna – Voto 6,50 – Shiva e Anna confezionano un banger teso, con richiami primi Duemila che puntano all’impatto immediato. L’incastro funziona per energia, meno per scrittura, che resta su coordinate note.

Neima Ezza – Voto 6,50 – Neima in Piovono lacrime piega la street poetry a una dimensione più introspettiva. L’urgenza emotiva si percepisce, senza però trovare un vero scarto formale. Beat melodico ma già sentito. Apprezzabile. 

Anitta – Shakira – Voto 6.25 – Anitta e Shakira puntano su una latinità iperconsapevole, giocata tra ritmo e sensualità codificata. Il brano diverte, ma si muove in territori già saturi, senza deviazioni rilevanti. derivativo.

Skt – Gaia  – Voto 6.25 – Un punto d’incontro tra geografie sonore, tra bossa nova e sensibilità urban UK. L’idea di contaminazione regge più del suo reale impatto emotivo, che resta controllato. Gaia sempre super sensuale!

Paola Iezzi  – Voto 6,25 – Paola costruisce Stessa Direzione come una nostalgia addomesticata, dove l’estetica anni ’80 (c’è pure il sax alla fine) diventa cornice di un racconto emotivo che procede ordinato, senza vere incrinature ma senza grosse soprese! 

Beatrice Quinta – Voto 6,25 – Beatrice incastra l’ironia su una cassa dritta per raccontare un’identità che si percepisce sempre in prova generale. L’autoanalisi resta efficace ma trattenuta, più dichiarazione che vertigine emotiva. autoironico.

Katseye – Voto 6,00 – Un’estetica di superficie levigata, dove l’energia dichiarata si traduce più in controllo formale che in reale rischio. La produzione lavora per accumulo di impatto, ma resta una dinamica prevedibile, quasi algoritmica nella sua ricerca di efficacia.

Enny P – Voto 6,00 – Costruisce un banger immediato, dove l’attitudine prevale sulla scrittura e l’energia sostituisce la complessità. Il contrasto tra hood e fancy resta più dichiarato che risolto. diretto, diretto! 

The Strokes – Voto 6,00 – The Strokes virano su un gioco di vocoder che snatura la loro grammatica storica, trasformando l’idea in un esercizio più ludico che necessario. Il brano intrattiene ma resta slabbrato, senza vera coesione interna. Da riascoltare! 

Anyma – Lisa – Voto 6,00 – Anyma e Lisa inseguono l’algoritmo del club globale: energia super, hype perfetto, posing studiato al dettaglio. Tutto funziona, e proprio per questo non graffia. L’effetto è un déjà-vu lucido, senza rischio né scarto. prevedibilmente ballabile!

Fred Gets Lost – Voto 5,00 – Un esordio che teatralizza la frattura più che raccontarla. Il sound design costruisce tensione, ma la scrittura resta didascalica nel suo impianto concettuale. ambizioso

Alex Wyse Voto 5,00 – Alex leviga il distacco in un pop melodico che procede senza attrito né rischio. L’intimità evocata resta dichiarativa, più descritta che vissuta, mentre la scrittura non oltrepassa il già sentito. anodino!

Dennis – Voto 5,00 – Dennis in “Mi Piaci Tu” prova a spogliare il suo ex alter ego, ma il risultato resta un pop confessionale che si limita a dichiarare emozioni senza vero attrito narrativo. L’intimità si consuma in superficie, senza rischio.

Gemelli Diversi  – Voto 5,00 – Dennis in “Mi Piaci Tu” prova a spogliare il suo ex alter ego, ma il risultato resta un pop confessionale che si limita a dichiarare emozioni senza vero attrito narrativo. L’intimità si consuma in superficie, senza rischio.

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