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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (04 Settembre) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-36-2026

Vol. 36-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Anna Castiglia –  Voto 7,50 – Niente di me trasforma l’ansia da prestazione sociale in materia pop, con un’ironia che non cerca assoluzioni. Anna smonta il bisogno di apparire coerenti, lasciando emergere una scrittura affilata e personale. Il bersaglio è noto, ma la voce con cui lo colpisce ha carattere. Pronta per spiccare il volo! 

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Beyonce – Maluma –  Voto 7,50 – Beyoncé riapre Get Me Bodied alla grammatica latina, innestando l’energia R&B su ritmi più caldi e sul campionamento di Celia Cruz. L’operazione insieme a Maluma non si limita al maquillage nostalgico: il brano conserva la propria fisicità e acquista un nuovo accento ritmico.

Crossroads – Cler  –  Voto 7,50 – I Crossroads con Cler rileggono Just The Two Of Us il classico di Grover Washington Jr. e Bill Withers spostandolo verso urban, contemporary R&B e hip-hop. Arrangiamento elegante, lasciando alla voce di Cle il compito di mantenere intatta la sensualità del brano. Vincono facili!!! 

Simple Minds –  Voto 7,50 – Beginner Boys’ trova nella crescita dei nipoti di Jim Kerr un pretesto per interrogarsi su cosa significhi diventare uomini senza smarrire tenerezza e coraggio. La voce misurata e la chitarra luminosa di Burchill costruiscono la base di una ritrovata e sorprendente lucidità. Luminoso.

Kasabian –  Voto 7,50 – I Kasabian convincono. la formula è quella di fare collidere elettronica e chitarre dark senza sacrificare l’impatto melodico. Il ritornello ha peso e memoria, mentre la produzione evita di appiattire il contrasto tra le due anime. Una sintesi riuscita, finalmente personale. Incisivo.

Susanne Sundfør –  Voto 7,00 – Una fragilità quasi sussurrata. Susanne mette da parte il virtuosismo senza rinunciare alla cura della forma. Un’intimità interessante, onirica e sognante.  

Miley –  Voto 7,00 – Miley, solo Miley abbandona country e pop malinconico per buttarsi senza remore nel dancefloor.  Un brano super dance che guarda alla Gaga del primo periodo, tra pulsazioni elettroniche e un’attitudine sfacciatamente innovativa. Let’s go! 

Ernia –  Voto 6,75 – Intimo, intenso, riflessivo, con Milano sullo sfondo a fare da geografia emotiva. Ernia lavora bene sulle pieghe più personali, ma mi ritorna il ricordo di Superclassico come riferimento ingombrante. 

Giuse The Lizia –  Voto 6,75 – Los Angeles racconta il passaggio all’età adulta attraverso una Palermo notturna, trasformando luoghi familiari in coordinate della memoria. La scrittura con Fulminacci e la produzione di Golden Years aggiungono misura a una nostalgia mai troppo esibita. Nostalgico.

Adriano –  Voto 6,75 – Eremita veste la forma del libro immaginario per raccontare solitudine, fuga e bisogno di appartenenza. La bossa nova in 6/8, tra Mina e Bersani, introduce una leggerezza straniante che attenua senza disperdere la malinconia. Un piccolo mondo coerente.

Kinder Garden –  Voto 6,75 – Synth e voce costruiscono un paesaggio straniante fatto di vuoti, attrito e incomunicabilità. Kinder Garden evita la linearità del racconto, preferendo immagini spezzate e una tensione post-sovietica che dà al brano una fisionomia riconoscibile. Non tutto affonda, ma l’atmosfera resta.

Angus & Julia Stone –  Voto 6,75 – Angus & Julia Stone rivestono di atmosfere sospese e dettagli cinematografici, mantenendo quella riconoscibile intimità folk-pop. Affascinante nell’ambientazione, meno sorprendente nella scrittura.

Malika Ayane –  Voto 6,75 – Detto tra noi attraversa una malinconia adulta fatta di disincanto e lucidità, con un’eleganza che Malika Ayane conosce bene. Le immagini evocano più di quanto dichiarino, ma la scrittura resta prudentemente dentro il suo perimetro. Raffinato nell’atmosfera.

Nuvola –  Voto 6,75 – Nuvola trasforma la ricerca della felicità in un percorso introspettivo. Il tema è universale, ma trova una dimensione personale senza indulgere troppo nel sentimentalismo. Un brano equilibrato, ancora più convincente nelle intenzioni musicali che nella scrittura.

Europe –  Voto 6,50 – Gli Europe giocano la carta del riff muscolare, melodie immediate e un impianto orchestrale pensato per il palco. L’efficacia è indiscutibile, così come una certa prevedibilità. Più mestiere che rischio, ma il ritornello resta lì, ostinato, dopo l’ascolto. Solido.

James Blunt –  Voto 6,50 – James Blunt torna con la consueta eleganza malinconica. La confessione di essersi «ritrovato» in studio suggerisce un disco nato da un recupero personale, mentre la musica resta saldamente ancorata al suo pop adulto tipico. 

Te quiero Euridice –  Voto 6,50 – Una regola parla di perdita, accettazione e cambiamento, evitando il melodramma. I Te Quiero Euridice affidano a una scrittura intima un brano che cerca l’equilibrio tra ciò che resta e ciò che si deve lasciare andare. Il risultato è sincero.

Tokyo – Shablo –  Voto 6,50 – Maria è un punto di partenza dichiarato, un autoritratto senza schermature che Tokyo costruisce attorno al proprio nome e alla storia che porta con sé. L’intimità funziona. Introspettivo.

Benji & Fede –  Voto 6,50 – Benji & Fede provano a sottrarre il loro pop alla superficie, mettendo al centro fragilità, aspettative e il peso di una crescita esposta al pubblico. L’intenzione è più intima, ma la scrittura non sempre trova una forma altrettanto personale. Un’evoluzione credibile, senza strappi. 

Luca Fol –  Voto 6,25 – Ultimo Ricordo mette a fuoco quell’istante ambiguo in cui il presente comincia a farsi memoria. La metafora cinematografica è efficace, ma la scrittura resta dentro coordinate già battute dall’indie-pop d’autore.

Matsby–  Voto 6,25 – Il brano parte da una domanda efficace, ma la sviluppa attraverso coordinate ormai familiari all’indie-pop sentimentale. Chitarra acustica, voce confidenziale e crescendo produttivo accompagnano una riflessione sul bisogno di condividere, oltre il dogma dell’autosufficienza. Funziona, senza però lasciare un segno netto.

Fred De Palma – Cino –  Voto 6,25 – Ragazzino sposta Fred De Palma verso un impianto più organico, tra percussioni e chitarre che scaldano un racconto di strada e riscatto. La svolta sonora è apprezzabile, ma il brano resta legato a coordinate latine piuttosto prevedibili. La sostanza c’è, l’urgenza artistica meno. Apprezzabile! 

Adriana –  Voto 6,25 – meNeINTENDO affida alla provocazione il compito di raccontare frustrazione, alienazione digitale e insofferenza verso le ipocrisie del presente. Adriana spinge sull’energia liberatoria. Un brano diretto, più efficace nell’intenzione che nella forma.

Lisa –  Voto 6,25 – Il ritornello di Lisa punta tutto su immediatezza e contaminazione, con un flow tra rap preciso e un’attitudine k-pop costruita per restare in testa. L’incastro tra lingue e sonorità funziona, ma l’effetto è più persuasivo che sorprendente. Una prova efficace, senza particolari scarti.

Ellie Goulding –  Voto 6,25 – Synth-pop nitido e una progressione ritmica ben calibrata, con Jack Rochon alla produzione. Ellie Goulding ritrova una formula efficace, ma poco incline al rischio: il brano scorre senza lasciare particolari tracce oltre la sua buona confezione. Levigato.

Natalie Imbruglia –  Voto 6,00 – Natalie aggiorna il proprio pop con una patina synth brillante, affidandosi a un ritornello immediato e a una produzione impeccabile. Beautiful Love ha mestiere e dinamica, ma sembra arrivare già confezionata: nulla stona, poco sorprende.

Laura Pausini –  Voto 6,00 – Il legame con Raf è il punto emotivo dichiarato del nuovo brano di Laura Pausini, nato da una memoria personale che risale al suo primo concerto. L’omaggio è sincero, ma da queste premesse emerge più il valore affettivo dell’operazione che una precisa urgenza musicale. Arrangiamenti un po’ scontati! 

Welo, Alvaro Soler e Roy Paci-  Voto 5,50 – La ricerca della nostalgia senza appesantirla, affidandosi a un pop solare che mette insieme Welo, Alvaro Soler e Roy Paci. L’incastro delle tre identità funziona, ma la scrittura resta ancorata a immagini stagionali già ampiamente consumate. 

Disme –  Voto 5,50 – Cocorita riporta Disme nelle coordinate dello street rap più ruvido, tra atmosfere notturne e barre costruite sull’immediatezza. Il blocco urbano funziona come scenario, meno come materia narrativa: il brano conosce bene il proprio codice, ma raramente lo mette in discussione. 

J-Ax –  Voto 5,50 – J-Ax fa i conti con trent’anni di musica, mettendo sullo stesso piano divertimento, perdita e quei piccoli miracoli che sfuggono al controllo. Il tono è consapevole e liricamente sempre funzionale. Musicalmente il suo country-pop continua a non piacerci! 

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