Domani 22 ottobre, alla Festa del Cinema di Roma, sarà presentata in anteprima una versione speciale director’s cut di Out Of Body Experience, il docufilm dedicato allo spettacolo live di MACE, tra i producer più influenti della scena musicale italiana.
Diretto da Giorgio Testi e scritto da Fabio Migliorati, il film rilegge un concerto come esperienza audiovisiva, intrecciando performance, immagini e testimonianze.
Il documentario ruota attorno al concerto che MACE ha tenuto il 30 aprile 2026 all’Unipol Forum di Assago, davanti a un pubblico da tutto esaurito. Sul palco, una formazione trasversale ha riunito Altea, Astro, Centomilacarie, Colapesce, Ernia, Frah Quintale, Gemitaiz, Izi, Jack the Smoker, Joan Thiele, Marco Mengoni, Salmo e Venerus, restituendo la natura collaborativa di un progetto musicale che attraversa generi e sensibilità differenti.
Out Of Body Experience si allontana dalla grammatica convenzionale del film concerto per esplorare il rapporto tra suono, percezione e immaginario. Il palco, il backstage, le prove e il pubblico confluiscono in una narrazione non lineare, nella quale la dimensione documentaria si apre a una costruzione visiva più libera. «Il progetto vuole esplorare il live come illusione collettiva», spiega il regista Giorgio Testi, descrivendo un’esperienza condivisa ma vissuta in modo profondamente soggettivo.
La regia porta nel film l’esperienza internazionale di Testi, che ha lavorato con artisti come The Rolling Stones, Gorillaz e Amy Winehouse, sviluppando un linguaggio capace di tradurre la performance musicale in racconto cinematografico. Le interviste esclusive ad alcuni protagonisti della serata ampliano lo sguardo sul progetto, senza ridurlo alla semplice registrazione di un evento dal vivo.
Con questa versione director’s cut, Out Of Body Experience torna dunque al centro dell’attenzione in una veste pensata per approfondire la dimensione immersiva dello spettacolo di MACE. Per il producer, il concerto di Assago diventa così materia di un racconto che prova a trattenere qualcosa dell’esperienza collettiva, trasformando la musica in un dispositivo visivo e percettivo.
