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Recensione concerto – SUZANNE VEGA: il fascino senza tempo della grande canzone d’autore [Scaletta e Info]
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Recensione concerto – SUZANNE VEGA: il fascino senza tempo della grande canzone d’autore [Scaletta e Info]

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Per il nuovo tour italiano in supporto del recente disco “Flying With Angels” a Piazza Re Astolfo a Carpi SUZANNE VEGA sceglie la formazione in trio, con l’apporto di Gerry Leonad alla chitarra elettrica (già al fianco di molti artisti tra cui David Bowie) e di Stephanie Winter al violoncello.

Scelta interessante, che dà lustro alle composizioni della cantautrice americana, evidenziandone i testi senza perdere in impatto musicale dal forte coinvolgimento emotivo. Altra scelta vincente, iniziare il concerto con una serie di brani tra i più conosciuti del suo repertorio anziché con le nuove composizioni, per rompere il ghiaccio e conquistare subito l’attenzione del pubblico.

Si inizia così con uno dei brani più attesi, uno di quelli che solitamente vengono riservati per la parte finale dei con erti, se non proprio per i bis: quella “Marlene on the Wall” che ebbe un discreto successo e la fece conoscere al pubblico italiano, eseguita alla chitarra acustica con l’accompagnamento di Leonard all’elettrica.

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Quella che vediamo sul palco stasera è una Suzanne Vega in ottima forma, con voce cristallina e molta voglia di raccontarsi al pubblico con lunghe introduzioni ai brani ricche di ricordi e aneddoti divertenti.

Così veniamo a sapere che Elvis Costello è stato fonte di ispirazione per la roccheggiante “When Heroes Go Down”, e che “Chambermaid”, che introduce con un aneddoto molto divertente, è ispirata alla dylaniana “I Want You”. In questo alternarsi di ricordi della sua vita entrano anche un breve e fugace amore giovanile, raccontato in “Gipsy” con un ragazzo che ritroverà anni dopo, e per il quale scriverà “In Liverpool”, brano che li fa infine reincontrare, per una nuova amicizia che prosegue tutt’ora.

In un alternarsi di momenti più lenti e intensi, come “Caramel” o “The Soldier”, introdotta come una lunga, vecchia e triste canzone dalla fine tragica, e brani più cantautorali e rock, ben si inseriscono le nuove canzoni. Dalla convincente “Flying with Angels”, alla folky / easy listening “Speakers’ Corner”, in realtà brano dal significato molto importante di questi tempi, con il suo invito al difendere sempre la libertà di parola tutelata in America dal Primo Emendamento.

In finale di serata, dopo la divertente “I Never Wear White”, con cui spiega i tanti motivi per i quali si veste sempre di nero, così come anche stasera, arrivano infine altri due gioielli del suo canzoniere, “Luka” e “Tom’s Diner”, che a distanza di anni mantengono intatto il loro fascino così come il loro significato.

Una piccola sorpresa arriva con il primo bis, quell’inno alla New York degli ultimi che è “Walk on the Wild Side” di Lou Reed, che evidentemente la newyorkese Suzanne Vega sottoscrive. Chiudono la dolcissima “Rosemary” e un secondo bis con l’affascinante “In Liverpool”.

Concerto perfetto che conferma la Vega una delle migliori esponenti della canzone d’autore americana della sua generazione, degna erede della genia delle Joni Mitchell e Rickie Lee Jones.

Recensione di Giorgio Zito per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

LA SCALETTA 

Marlene on the Wall
99.9 F°
Caramel
Gypsy
The Queen and the Soldier
When Heroes go Down
Flying with Angels
Speakers’ Corner
Chambermaid
Left of Center
I Never Wear White
Some Journey
Luka
Tom’s Diner

Bis
Walk on the Wild Side
Rosemary

Secondo bis
In Liverpool

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@therealsuzannevega/

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