Ascoltare il decimo album di nayt, “io Individuo”, è come ricevere a casa tua il tuo miglior amico nel cuore della notte – anzi, a Mezzanotte – che per un’ora vuole sfogarsi e condividere con te i suoi dubbi, le sue paure e le sue esperienze, divise tra buio e luce.
Un racconto soggettivo e personale tra urban e cantautorato lungo 13 brani – per i più tecnici, un “conscious rap” – che diventa collettivo e si espande sulla società, con le sue contraddizioni e i suoi limiti. In modo diretto, sincero, a tratti anche crudo – per i più sensibili, con “explicit lyrics” mai però gratuite ma che valorizzano il racconto –, raramente giudicante, senza orpelli, retorica e sovrastrutture. Proprio come gli arrangiamenti, per quanto curati, essenziali, funzionali e al servizio delle parole e del messaggio, soprattutto capaci di spaziare in modo credibile fra mood differenti – dall’urban all’acustico, passando anche dalle sfumature jazz di “Scrivendo” ed “Esistere (più di me)”.
Un rap che non si fa vanto dei soliti cliché legati alla fama – notorietà, soldi, rapporto con l’altro sesso – ma anzi ne mette in luce le contraddizioni e le debolezze, di cui l’apripista “Scrivendo” ne è un vero manifesto d’intenti, fra piano e fiati, permettendosi un’invettiva anche sull’industria discografica (“il soldo risolve niente, anzi peggiora, anche un sordo ne soffre, il pubblico è un drogato e la merce è scadente, il sistema spreme un talento (…) la roba pop degli ultimi trent’anni è una tortura per salvarla non è bastato Calcutta (…), a me l’industria musicale in Italia fa schifo, non è un mio fastidio, tutti ne parlano male ma ci sguazzano è un po’ imbastita, un fiore appassito, pubblico una stima: il 99% del pubblico è passivo”).
Abbondanti i riferimenti biografici (“quando un padre ti insegna come restare solo”, “superare il fascino della droga”…) e le riflessioni sul suo percorso artistico (“entro a mio modo nel mainstream o può anche andare in cancrena, il mio successo non dipende dal cantare a Sanremo”).
Un Festival peraltro che ha affrontato per la prima volta esattamente come ha affrontato questo disco, senza snaturarsi e senza risparmiarsi, ma anzi, dimostrando già un’esperienza rilevante per l’ancor giovane età – non a caso il brano presentato, “Prima che”, ha funzionato ancor meglio che inciso sul palco dell’Ariston, grazie a un arrangiamento orchestrale più arioso, variazioni vocali e intreccio con il coro.
Fra i momenti più interessanti dell’album, “L’astronauta” con sample vocale di “Briciole” di Noemi – che potrebbe essere un potenziale singolo –; “Ci nasci, ci muori”, che si distingue per il contrasto fra le strofe senza respiro e l’orecchiabile refrain, dove sembra cercare un confronto diretto con Fabri Fibra; “Forte, il brano più pop e altro potenziale singolo dal sapore estivo, con un ritornello a presa rapida e synth accattivanti; le atmosfere acustiche in “Addio XX” e quelle ancor più cantautorali in “Essere noi” – mentre il featuring di Elisa in “Stupido pensiero” sembra trovare una vera quadra solo in coda, con l’unione riuscita delle due voci.
Sorprende un po’ invece che sia rimasta fuori dalla tracklist il riuscito duetto sanremese con Joan Thiele ne “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André.
L’ordine e il mood dei brani sembra tracciare la direzione artistica di nayt, dal rap più sfacciato e “incazzoso” all’animo più pop e rasserenato, riuscendo a risultare credibile in ogni sfumatura di sé, sottolineando che questo sia un disco di ricerca, sia a livello tematico che a livello musicale,
Il racconto intimo è impreziosito da due interludi molto personali: “Origini interludio” con le confessioni della madre nel rapporto con il marito assente e “Contraddizioni: interludio”, un dialogo che sembra tratto da una seduta dallo psicologo – è probabilmente lo è pure, vista l’urgenza di William di mettersi a nudo per com’è. E per cui è tanto apprezzato da chi sa ascoltare davvero e di chi cerca ancora qualche verità nel panorama musicale odierno.
Tanto che quando il tuo migliore amico, dopo essersi sfogato e averti posto domande e non risposte, si alza, ti ringrazia ed esce, ti senti forse più appagato di lui, perché è riuscito con le sue fragilità a farti sentire meno solo.
DA ASCOLTARE SUBITO
Scrivendo, L’astronauta, Forte
DA SKIPPARE SUBITO
Nulla.
SCORE : Voto 7,50
TRACKLIST
1. Esistere (più di me)
2. L’astronauta
3. Ci nasci, ci muori
4. Un uomo
5. Origini – Interludio
6. Punto d’incontro
7. Forte
8. Stupido pensiero feat. Elisa
9. Prima che
10. Addio xx
11. Essere noi
12. Contraddizioni – Interludio
DISCOGRAFIA
2012 – Nayt One
2016 – Un bacio
2017 – Raptus 2
2019 – Raptus vol. 3
2020 – Mood
2021 – Doom
2023 – Habitat
2024 – Lettera Q
2026 – io Individuo
Mixtape
2013 – Shitty Life Mixtape
2015 – Raptus