Dark Mode Light Mode

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (20 Marzo) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-12-2026.

Vol. 12-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì. Quaranta brani per tutti i gusti, tra pop, rock, elettronica e rap. Ritorni attesi, debutti sorprendenti e collaborazioni inedite: una selezione pensata per aprire il weekend con energia, emozione e un pizzico di sorpresa.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Raye – Hans Zimmer Voto 7,50  – RAYE incontra Hans Zimmer in un equilibrio ambizioso tra voce e architettura sonora. I virtuosismi si rincorrono senza saturare, trovando una misura rara, simfonica. Tensione alta, resa controllata. Cinematica

Advertisement

Jorja Smith – Voto 7,50 – Jorja Smith plasma un tappeto sonoro morbido, anticipando le colonna sonora di Bait con grazia misurata. La traccia accarezza più che scuotere, disegnando un panorama sensoriale elegante e calibrato. Raffinata!

Lizzo – Voto 7,50 – Lizzo trasforma tensione personale e relazionale in pop-soul incisivo: voce potente, testo diretto, dinamiche calibrate. La fragilità emerge senza retorica, la resilienza vibra.

Mauro Ermanno Giovanardi – Voto 7,50 – Mauro Ermanno Giovanardi conferma il suo stile distintivo: eleganza sonora e lirica, capace di fondere classe e immediatezza in un brano che scivola naturale e raffinato, lasciando un’impressione duratura. Una carezza per il cuore! 

Dimartino – Voto 7,50 – Dimartino trasforma la ricerca esistenziale in ballad folk sospesa, tra arpeggi organici e mellotron. La poesia visiva accompagna la resa consapevole del cercatore, senza cedimenti retorici. Riflessiva.

nayt – Voto 7,25 – nayt innesta Noemi in un equilibrio raro tra rap e pop, dove il sample non è ornamento ma architrave emotiva. Scrittura lucida, incastri precisi, tensione sempre vigile. Colpisce senza forzare. Ibrida.

chiello  – Voto 7,25 – Chiello espone i propri cortocircuiti affettivi su un alt-indie nervoso, tra chitarre abrasive e slanci vocali irrequieti. L’urgenza lirica tiene il pezzo in tensione, evitando l’autocompiacimento. Emotività che brucia, non si adagia. Vulcanica!

Foo Fighters – Voto 7,25 – I Foo Fighters mantengono un rock diretto e senza fronzoli: chitarre incisive, ritmo che non concede pause, energia pura. Intensità immediata, colpo dopo colpo. Esplosiva.

Anna Calvi – Matt Berninger – Voto 7,25  – Anna Calvi e Matt Berninger intrecciano voci come ferite lucide. Il brano procede per tensione trattenuta, tra pathos e rarefazione. Domanda esistenziale che vibra, senza risolversi. Intensità calibrata, meno rischiosa del previsto. Crepuscolare.

Birthh – Voto 7,00 – Birthh immerge “Total Black” in un club notturno e metafisico: flow hip-hop, ritornello melodico e contaminazioni latine creano un equilibrio sofisticato. Atmosfera densa, talento versatile. Magnetica.

Subsonica – Tara – Voto 7,00 – I Subsonica riescono ancora a trasformano l’urgenza politica in alt-electronica meditata: Straniero intreccia voci e culture, riflettendo sul dolore globale senza retorica. Ritmo e lirica dialogano, tensione sostenuta. Impegnata!

Rancore  – Voto 7,00 – Rancore immerge il rap nel non-senso fertile, trasformando parole smarrite in ritmo e visione sonora. Testo criptico, groove calibrato: l’interpretazione diventa esperienza più che decodifica. Visionario

Arisa  – Voto 7,00 – Arisa abita la ballata con misura, trasformando la fragilità in materia vocale. Il testo sfiora la retorica ma trova verità nei dettagli. Intensità trattenuta, mai ridondante. Classica senza peso. Elegante. Doveva portare questa a Sanremo! 

Sissi – Voto 7,00 – Sissi trasforma la resa amorosa in materia musicale, tra delicatezza e colpo di scena emotivo. Intimità calibrata, voce incisiva, scrittura lucida. Emozione intensa, controllata. Magnetica.

Lunatropica – Voto 7,00 – Un paesaggio sonoro sospeso, tra bossa, folk e elettronica leggera. Amore e precarietà si sfiorano senza fratture. Brano elegante dalla intimità rarefatta, suggestiva. Eterea!

Sacramento – Marta Del Grandi  – Voto 7,00 – Sacramento cesella un dialogo sospeso, sostenuto dal timbro etereo di Marta Del Grandi. L’equivoco amoroso diventa atmosfera.

Jungle Julia  – Voto 7,00 – Esperienza onirica ed esistenziale: tempo sospeso, contorni dissolti, domande senza risposta. Ritmo e lirica dialogano in una danza simbolica tra ombra e luce. Sognante.

Pellegrino – Voto 6,75 – Pellegrino naviga un pop funky leggero, evocando sere estive tra mare, cocktail e leggerezza. Il brano scorre fluido, atmosfera piacevole ma senza scosse profonde. Effervescente.

greatwaterpressure – Voto 6,50 – Il club come spazio sospeso: ritmo ossessivo, luci frantumate, corpi in flusso. Atmosfera riuscita, ma il brano resta divertente più che memorabile.

Gioia Lucia  – Voto 6,50 – Gioia Lucia costruisce un cantautorato intimo, dove ricordi estivi diventano frammenti sonori e immagini fotografiche. Melodia semplice, testi evocativi, ma impatto emotivo contenuto. Nostalgica.

Juli – Coez  – Voto 6,50 – Juli e Coez scelgono la nudità piano, chitarra e voce, affidandosi a un intimismo diretto. Il contrasto testo-suono suggerisce qualcosa, ma resta appena accennato. Empatia immediata, scrittura poco rischiosa ma abbastanza prevedibile.

Achille Lauro – Voto 6,50 – Achille piega la ballata a un intimismo dichiarato, tra promessa e rifugio. L’enfasi emotiva è calibrata ma prevedibile, senza deviazioni. Funziona sul palco!

Death Cab For Cutie – Voto 6,50 – I Death Cab For Cutie tornano al loro minimalismo emotivo: Riptides scorre tra arpeggi misurati e voce dimessa. Il conflitto resta enunciato, raramente incarnato. Scrittura pulita sospesa in una malinconia già nota. 

Muse Voto 6,50 – I Muse mescolano organo epico, elettronica e rock travolgente. La trasformazione è teatrale, ma il pathos resta già noto, più spettacolo che scoperta. Ambiziosa, prevedibile. Monumentale.

rob – Voto 6,50 – rob traduce la ripetizione dolorosa in pop rock ruvido: confessione diretta, rabbia e autoironia convivono senza edulcorazioni. Impatto immediato, sviluppo prevedibile. Lucida.

Senza Coloranti Aggiunti – Voto 6,50 – Alt-rock d’ascendenza Duemila, tra chitarre tese e pathos controllato. Il crescendo regge, il ritornello libera ma non incide. Emozione dichiarata, poco trasformata. Energia sincera, scrittura ancora derivativa. Transitoria.

Adult Matters – Voto 6,50 – Adult Matters lavora per sottrazione emotiva: chitarra obliqua, voce esposta. L’ipersensibilità diventa clima sonoro. Buone sfumature, sviluppo trattenuto, climax appena accennato. Intensità percepita!

Stain – Voto 6,50 – Stain osserva l’infanzia con chiarezza lucida, tra ricordi concreti e transizione adulta. La scrittura è nitida, mai indulgente, ma la melodia resta contenuta, senza strappi emotivi. Misurata.

Disme – Niky Savage – Voto 6,50 – Disme e Niky Savage cercano uno scarto introspettivo, ma il beat resta in territorio già battuto. Le liriche provano ad approfondire, senza incidere davvero. Evoluzione dichiarata, poco compiuta. Parziale

Promessa Voto 6,50 – Promessa si muove in un’intimità rarefatta, tra liriche che espongono fragilità e beat minimale. L’idea c’è, la tensione resta sul bordo, mai pienamente esplosa. Sospesa!

Marte – Voto 6,50 – Hip hop di barra e flow, aggiornato da un’attitudine contemporanea. L’impianto regge, ma manca un vero scarto identitario. Tecnica presente, visione forte. Interlocutoria.

Sofi Tucker Voto 6,50 – Basso elastico, synth avvolgenti, portoghese di superficie. Funziona in pista, meno nell’ascolto attento. Seduzione leggera, mai davvero necessaria. Gradevole ma intercambiabile. Effimera!

Trust the Mask – Voto 6,50 – Trust the Mask costruisce un’elettronica ipnotica dove frustrazione urbana e trance da club si fondono. Voce acida e ritmo imperfetto trasformano la resistenza in liberazione. Intensità sospesa, potente. 

L’Officina Della Camomilla – Voto 6,25 – L’Officina Della Camomilla saccheggia la mitologia Madchester e la trapianta in provincia. Tra flyer, VHS e pastiglie, l’immaginario diventa delirio privato più che rito. Scrittura sghemba, intuizioni vive ma irrisolte: identità cercata ma rimane un po’ incompiuta.

Sally Cruz – Voto 6,25 – Sally alterna ombra e luce, liriche che scavano e sonorità che sollevano. L’intensità c’è, ma il brano resta più evocativo che memorabile. Contrasto percepito, impatto contenuto. Resiliente.

KATANA KOALA KIWI – Voto 6,25 – Alt-rock tra new wave e art rock, riflettendo su ciò che persiste oltre la visione immediata. Ballata evocativa, tensione controllata.

Naesh – Ollie Giò  – Voto 6,25 – Naesh cerca un rap meditativo, avvolto da sax e soul discreto. L’atmosfera è intima, riflessiva, ma la misura resta cauta, senza scossoni veri. Idee limpide, impatto limitato. Contemplativa.

PuramenteSamuel – Voto 6,00 – PuramenteSamuel indugia in un intimismo corretto, costruito su dinamiche prevedibili. Il crescendo cerca catarsi ma resta in superficie. Scrittura onesta, poco incisiva, più confessione che visione. Dialogo evocato. Ordinaria.

Fares –  Voto 6,00 – Fares racconta la felicità perduta come persona reale, tra nostalgia e rimpianto. Testo intimo, produzione discreta, tensione emotiva percepita ma mai pienamente espansa.

Bts – Voto 6,00 – I BTS rientrano senza deviazioni: K-pop levigato, calibrato per l’impatto immediato. Produzione impeccabile, rischio nullo. Hit designata, personalità sacrificata. Prevedibile.

IvanBi – Voto 5,00 – Il beat è centrato e funziona. Le liriche, però, sono inascoltabili. Cedono tra retorica e goffaggine, tradendo l’ambizione.

Add a comment Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous Post

NAYT: “io Individuo” è un disco disco di ricerca, un’indagine più che una risposta

Next Post

BTS il nuovo album. Guarda il video di "Swim"

Advertisement