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Recensione: JAMES BLAKE – “Trying Times”

James Blake - Trying Times album 2026

Sentire un disco di James Blake non si può non considerare un’esperienza sensoriale. Non si può ascoltare distratti, mentre si è consumati da altro.

Bisogna prendersi il tempo giusto, lo spazio giusto, il suono giusto. Non si può dar retta alle notifiche dei social, ai rumori di fondo, alle inutili dispersioni di tempo.

Solo così si può rallentare nella vita, si può trovare il giusto “Trying Times”, il tempo per una tregua in cui provare che esiste un mondo diverso, fatto di riflessione, attenzione, qualità, e non solo velocità e algoritmi impazziti.

Io, come al solito, prima di scrivere qualcosa, l’ho ascoltato tre volte: Blake mi ha attraversato.

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Blake abita da sempre quella terra di mezzo tra il sussurro e il glitch, ma qui la sua estetica si fa più densa, quasi materica.

In Inghilterra l’espressione trying times è un esercizio di cinico pudore, un understatement che maschera l’abisso dietro una scrollata di spalle. È un modo molto britannico di minimizzare il disastro, forse perché spesso quel disastro lo abbiamo meticolosamente architettato noi stessi.

L’apertura, affidata a Walk Out Music, è un manifesto onirico, con un’intensità evidenziata dal suono di una 808 e da un synth impazzito che però non aggrediscono. È il preludio perfetto a una discesa nell’intimo, che si fa via via più plumbea con Death Of Love, brano dalla gravità impressionante e con un evidente riferimento a Leonard Cohen, dove il dolore non è esibito ma sedimentato. If I Had a Dream She Took My Hand gioca con un gusto retrò quasi anacronistico; è nella title track che l’anima soul di Blake trasmuta in uno spirito etereo, una rarefazione che non perde mai il contatto con la terra.

C’è una tensione sotterranea che percorre l’intero lavoro. In Make Something Up riecheggiano reminiscenze degli Eels, mentre la collaborazione con Monica Martin in Didn’t Come to Argue spezza la continuità con un cambio di passo soul, agendo come un contrappunto necessario.

Non è un disco statico. Days Go By rielabora il classico grime di Dizzee Rascal, accelerando la pulsazione urbana fino quasi al breakbeat, ricordando come il cemento di Londra sia sempre presente anche nei sogni più astratti. Con Doesn’t Just Happen, il pezzo con Dave, il rap avvolge l’impianto sospeso di Blake, muovendosi sulla contemporaneità.

La chiusura è introspezione ed estasi. Obsession è una camera oscura, un’intimità che confina con il disagio, risolta poi dalla struttura sospesa di Rest of Your Life, basata su un campionamento di Dusty Springfield che si trasforma in euforia da pista da ballo, quasi a voler esorcizzare i demoni incontrati nel percorso.

Ma il cuore politico pulsa nella conclusiva Just A Little Higher. Tra orchestrazioni e violini nasce una constatazione lucida della stupidità collettiva.

La rabbia viene alimentata dall’alto. La divisione è uno strumento perfetto per un sistema capitalistico che prospera sul conflitto.

Blake non punta il dito contro “l’altro”, ma contro il meccanismo che ci vuole atomizzati e feroci. È un invito a spostare lo sguardo, a elevare la frequenza sopra il rumore bianco del nazionalismo da bar.

“Trying Times” non è un disco di facile consumo, più sotto il profilo sonoro che sotto quello lirico.

È un’opera che richiede una resa sonora. James Blake ci sta dicendo che la tregua non è assenza di rumore, ma la capacità di trovarvi una melodia dentro, senza farsi travolgere.

Un lavoro di un’autorevolezza disarmante, che trasforma l’understatement britannico in una forma di resistenza artistica.

DA ASCOLTARE SUBITO

Death Of Love -Make Something Up – Didn’t Come to Argue – Days Go By

DA SKIPPARE SUBITO

Nulla. Assolutamente nulla! 

SCORE: VOTO 8,00

I VOTI DEGLI ALTRI 

DIY Magazine – Voto 9,00 
The Guardian – Voto 8,00
The Independent (UK) – Voto 8,00
Clash Music – Voto 8,00
Pitchfork – Voto 7,20

TRACKLIST

1. Walk Out Music
2. Death Of Love
3. I Had A Dream She Took My Hand
4. Trying Times
5. Make Something Up
6. Didn’t Come To Argue (ft. Monica Martin)
7. Days Go By
8. Doesn’t Just Happen (ft. Dave)
9. Obsession
10. Rest Of Your Life
11. Through The High Wire
12. Feel It Again
13. Just A Little Higher

DISCOGRAFIA 

2011 – James Blake
2013 – Overgrown
2016 – The Colour in Anything
2019 – Assume Form
2021 – Friends That Break Your Heart
2022 – Wind Down
2023 – Playing Robots Into Heaven
2026 – Trying Times

VIDEO 

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