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Recensione: FULMINACCI – “Calcinacci”

Filippo Uttinacci sguazza tra i “Calcinacci” della sua vita, da Fulminacci puro. Materia di costruzione emotiva fatta di rovine e rinascite, come lui stesso suggerisce: I calcinacci si trovano dove qualcosa è stato distrutto, ma anche dove gli operai cominciano a ricostruire.

Da questa immagine Fulminacci e Golden Years impastano un equilibrio precario, con Roma sullo sfondo, musa maestosa nella sua quotidianità pigra e al tempo stesso romantica.

Il disco seziona addii e derive relazionali con un’ironia che taglia più della malinconia, sporcandosi le mani con l’imperfezione senza mai cercare redenzioni facili. La qualità di Filippo sta proprio qui: ridere delle proprie sventure e sfortune, accettare le contraddizioni e restare dentro la materia imperfetta delle cose.

Liricamente parte dai calcinacci per rimurarsi l’anima. Indispensabile vibra leggera e vivace (“Giuro che smetto di guardarti / almeno per un po’ / e mi sono iscritto già in palestra / yoga, arrampicata, taekwondo”). La muratura emotiva serpeggia ovunque: Maledetto me è introspezione su un ritmo estivo sospeso; Stupida sfortuna, hit sanremese, rilegge ciò che è ormai svanito.

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Da qualche parte in Italia avvia una rifondazione (“Sono un telefono libero però / soltanto tu mi fai squillare / sono un caso clinico lo so / in tutti i miei pensieri / fino a ieri tu non c’eri”). Poi arrivano i ripensamenti (Casomai), le zone d’ombra (Fantasia 2000, Niente di particolare), il collasso (Meno di zero, con un piano vagamente supertrampiano), l’elaborazione del lutto (Tutto bene: “Se ci siamo fatti male / stando fermi in una stanza…”), fino allo slancio finale de L’avventura.

Nel disco le incursioni di Franco126 e Tutti Fenomeni non suonano come operazioni da algoritmo, ma come affinità elettive tra amici che non cedono al compiacimento.

Musicalmente l’album suona asciutto, minimale, lasciando che le melodie cantautoriali respirino in un’ossatura sonora priva di sovrastrutture pompose tra echi battistiani e la nuova scuola romana.

Fulminacci resta un osservatore dell’ordinario: uno che sa trasformare il detrito in elemento architettonico portante. Non promette salvezza. Offre piuttosto una lucidissima consapevolezza del disastro. Che, a pensarci bene, è spesso il primo mattone di ogni ricostruzione.

SCORE: 7,50

DA ASCOLTARE SUBITO

Indispensabile – Tutto bene – L’avventura

DA SKIPPARE SUBITO

Il disco ha un senso dall’inizio alla fine. Un percorso sonoro da fare senza skip!

TRACKLIST

Indispensabile
Maledetto me
Stupida sfortuna
Da qualche parte in Italia
Casomai
Fantasia 2000 feat. Franco126
Niente di particolare
Meno di zero
Tutto bene
Mitomani feat. Tutti Fenomeni
Sottocosto
Nulla di stupefacente
L’avventura

DISCOGRAFIA

2019 – La vita veramente
2021 – Tante care cose
2023 – Infinito +1
2026 – Calcinacci

I VIDEO

WEB & SOCIAL

@fulminacci/

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