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SANREMO 2026 da 1 a 10

Si conclude la 76° edizione del Festival di Sanremo. Abbiamo tentato di dare i nostri voti all’intero spettacolo, che, diciamocelo, è stato in generale sottotono e lontano dai Festival degli ultimi anni in termini di coinvolgimento del pubblico e degli addetti ai lavori. Ma intanto grazie di averci letti se lo avete fatto. Ci vediamo l’anno prossimo.

1 alla capacità dell’organizzazione del Festival di non dare le risposte che abbiamo cercato. Di sorvolare. Di rispondere a metà.

2 al meccanismo del televoto che attribuisce al televoto un peso ben superiore al dichiarao 34%. Il pubblico da casa può infatti scegliere chi votare, i giornalisti delle due sale stampa sono costretti a votare tutti i singoli artisti da 1 a 10 10 provocando per forza di cose una dispersione dei voti.

3 per la mancanza del mordente, per la scarsa capacità di creare dinamiche interessanti. “Colpa” attribuibile a non so chi.

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4 al parterre dei co-conduttori. Troppo variegato, a tratti ripetitivo. Che ci viene il dubbio non si potesse fare bene anche con qualcuno in meno. Ci sentiamo di salvare Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica. L’ultima serata è stata senz’altro quella costruita melgio. 

5 alla tenuta generale di questa edizione del Festival. Pochi gli appigli per giudicarlo all’altezza di quelli degli ultimi anni. Lo stesso annuncio del nuovo conduttore e direttore artistico (Stefano De Martino) vale 5. Innovativo? Forse. Troppo? Sì.

6 alla qualità dei pezzi in gara. Che al quarto/quinto ascolto iniziano a piacerti per forza di cose. Non c’è mai stato un vincitore annunciato e può andar bene ma il dubbio è che nessuno o quasi aveva quel guizzo in più, ecco.

7 a Tullio De Piscopo che in questi giorni ha compiuto 80 anni e Sanremo, grazie anche alla partecipazione nella serata cover insieme a LDA e Aka7even, ha più volte ricordato la sua carriera di musicista.

a Ditonellapiaga, per essersi distinta dal resto degli artisti in gara. Il suo piglio, il suo pezzo, la sua cover di venerdì. Tutto al punto giusto.

a Fulminacci e alla sua stupida sfortuna. Fuori da ogni sorta di polemica, ha partecipato a un Festival non propriamente fortunato ma forse proprio per questo è riuscito a spiccare per il suo modo di fare musica. 

10 a Maria Antonietta e Colombre. Grazie per l’inno al diritto della felicità che ci meritiamo, “perché siamo vivi”.

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